Sconfinare Jukebox – L’addio di Elio e le Storie Tese

Credits: Pagina Twitter Elio e le Storie Tese

Una voce solenne e cerimoniosa dà il via al primo della serie di concerti che segneranno la fine dell’ormai storico gruppo musicale meneghino Elio e le Storie Tese. È difficile capire se questa volta la band faccia sul serio, se davvero si scioglierà per dedicarsi ad altre attività o se, come già accaduto in passato, la notizia della loro rottura si rivelerà fasulla. Fatto sta che il concerto tenutosi il 19 dicembre al Forum di Assago sarà difficile da dimenticare.

Fin dal primo sguardo al palco – a forma di bara – l’intento degli Elii è stato ben chiaro: si sta per celebrare il funerale del complessino, ricordando i grandi successi che ormai coprono quasi quattro decadi. La bara si scoperchia e comprare la band, ovviamente elegantissima, come l’occasione richiede. Ci sono tutti, tranne Rocco Tanica che, malgrado le speranze dei fan, anche in questa occasione è stato sostituito dal grandissimo Vittorio Cosma. Nonostante questo, però, l’energia sul palco e nel palazzetto è alle stelle.

Si parte con Servi della Gleba, e nella standing ovation che vi segue è racchiuso tutto l’affetto che il pubblico prova per gli Elii. I giovani – addirittura bambini – che hanno scoperto la band attraverso i loro successi più recenti, i nostalgici più attempati che sono tornati a vedere la loro band del cuore per quella che potrebbe essere l’ultima volta e i curiosi, forse meno conoscitori del gruppo, che si guardano attorno affascinati non capendo chi sia Mangoni e che cosa ci faccia sul palco. La folla che riempie il Forum è delle più varie, a rimarcare il fatto che il loro successo dura da anni e ha coinvolto più generazioni di “buongustai“, come li definisce Elio più volte nel corso del concerto. 

Durante la serata si susseguono i grandi tormentoni, da Uomini col Borsello a Parco Sempione e Essere Donna Oggi, lasciando però spazio anche a brani che non venivano eseguiti live da moltissimi anni, come Carro e la Vendetta del Fantasma Formaggino. Ovviamente Mangoni interviene in vari momenti nel corso della serata: l’architetto – perché sì, va ricordato, Mangoni è un rispettabile professionista – delizia i suoi fan in Il Vitello dai Piedi di Balsa, con l’immancabile Supergiovane e – soprattutto – nel medley dance che si conclude in grande stile con Born to be Abramo.

Il palco del Concerto d’Addio visto dall’alto – Credits: Pagina Facebook Elio e le Storie Tese

Ricordando che parteciperanno al prossimo Festival di Sanremo, Elio introduce i loro due grandi successi sanremesi del passato, La Terra dei Cachi e La Canzone Mononota, rimarcando ancora una volta l’impegno che la band ci metterà per arrivare seconda nella competizione. La serata – inoltre – è arricchita dalla presenza di due grandi ospiti: Cristina D’Avena, che sale sul palco per un duetto durante Piattaforma e Stefano Bollani, che appare alle tastiere durante El Pube.

Gli unici brani dei quali si potrebbe sentire la mancanza sono Shpalman e Cara ti Amo, ma suonarli senza Rocco Tanica sarebbe probabilmente risultato strano. Sebbene Cosma sia un grande musicista e abbia raccolto con grande maestria il testimone di “giullare”, è chiaro che il definitivo abbandono da parte di Tanica abbia segnato in maniera profonda gli Elio e le Storie Tese. Lo scioglimento avverrà dopo il tour d’addio, in un momento in cui, comunque, la band continua a conservare l’affetto da parte dei fan, che dopo Tapparella – brano che tradizionalmente conclude i loro concerti – non mancheranno di intonare un “Forza Panino” urlato a squarciagola.

Be the first to comment

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: