èStoria 2016: grandi aspettative per la XII edizione

Diego Rivera, Lo sbarco deli Spagnoli a Veracruz, 1951, National Palace, Città del Messico, © 2016. Foto Art Resource/Bob Shalkwjk/Scala, Firenze © Banco de México Diego Rivera Frida Kahlo Museums Trust, D.F., by SIAE 2016

La sala gremita, le numerose parole di elogio dei rappresentanti delle associazioni partner, l’entusiasmo sui volti degli organizzatori: così il clima alla Conferenza Stampa di presentazione della XII edizione di èStoria, tenutasi nella sede della fondazione CariGo giovedì 28 aprile. Manca meno di un mese all’avvio ufficiale delle quattro giornate che, a giudicare dalle anticipazioni, saranno densissime: Adriano Ossola, ideatore e curatore del Festival, ha parlato di ben 300 ospiti tra storici, filosofi, scrittori, attivisti e giornalisti esperti sul tema di quest’anno, Schiavi. Un argomento “spinoso, ruvido, ma attuale e scomodo: la Storia serve anche a questo” – così Ossola si pronuncia a riguardo. E adatto a coprire vari ambiti: dalla piaga della schiavitù materiale, presente in tutte le epoche e anche oggi (si contano 36 milioni di schiavi al mondo), a quella più astratta costituita dalle varie dipendenze moderne.

Tra gli ospiti più attesi, oltre ai già anticipati Kevin Bales, co-fondatore di Free the Slaves e nominato al premio Pulitzer, Yvan Sagnet, figura chiave nella lotta al caporalato, e il filosofo Seymour Drescher, ci saranno anche Moni Ovadia, Piergiorgio Odifreddi, Luciano Canfora, Vito Mancuso, Nadia Toffa, Grégoire Ahongbonon (il Basaglia nero) e innumerevoli altri. E poi, accanto agli interventi di storici e studiosi, proiezioni di film, workshop, gli èStoria bus e la sezione Trincee, in continuazione con il ciclo di eventi dedicati al centenario della Grande Guerra. Immancabile, la Tenda Giovani: a fronte del successo ottenuto nella scorsa edizione, prosegue l’esperienza diretta dei giovani all’interno del Festival, che proporranno ben 20 eventi.

Un programma intenso, e di alto livello: Giovanni Lessio, presidente del Teatro Verdi di Pordenone, è intervenuto durante la conferenza sottolineando come “dopo 12 anni, il Festival ha creato un’offerta tale da farsi notare a livello internazionale”. èStoria è un’occasione enorme per il territorio e per Gorizia, ne rappresenta le eccellenze e al contempo la proietta su un piano internazionale, dandole lustro. Citando ancora Ossola, tra i compiti principali del festival c’è infatti quello di “portare il nome di Gorizia in Italia […] èStoria ci è riuscita, grazie anche alle istituzioni”. Ulteriore conferma viene dalle parole di Gianluigi Chiozza, presidente di CariGo, secondo cui si è anzi “formata una vera e propria cordata” a favore della manifestazione.

Mai così tanti ospiti, mai così tanti eventi come quest’anno: le aspettative sono particolarmente alte, e altrettanto lo è la fiducia nella buona riuscita del festival. In dodici anni, èStoria è cresciuta sempre di più, fino a proporre un’offerta elevata e a diventare uno degli eventi di punta per Gorizia. La città, da molti giudicata in declino, sta piano piano sta riaffermando la propria vivacità culturale e riscoprendo la propria vocazione storica, guardando però sempre all’attualità, al futuro e alle giovani generazioni.

Per essere sempre informati sulle ultime notizie e anticipazioni riguardanti èStoria, seguite Associazione culturale èStoria su Facebook.

Potete invece cliccare qui per il comunicato stampa ufficiale.

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