èStoria 2016 – Schiavitù e diritti umani: generi e generazioni

In chiusura del festival èStoria 2016,  la Tenda Giovani propone l’evento Schiavitù e diritti umani: generi e generazioni, un interessante approfondimento sullo sfruttamento degli esseri umani e su come esso si connoti diversamente a seconda dei generi, con particolare attenzione alla schiavitù sessuale. L’incontro si inserisce all’interno del ciclo di eventi “Dalle madri ai figli: i risultati di un peccato senza colpa”, organizzato dall’associazione universitaria MSOI Gorizia, che ha previsto anche un cineforum e una mostra fotografica.

Come relatrice, la professoressa Maria Virgilio, avvocato del foro di Bologna, già docente universitario in Bologna e Presidente dalla associazione GIUdIT- Giuriste d’Italia. Molto attiva in progetti riguardanti la violenza di genere, le pari opportunità e i diritti fondamentali, la professoressa ha tracciato in poco più di un’ora una panoramica sulla situazione dello sfruttamento di esseri umani nel mondo e in particolare in Europa, avvalendosi anche di un recentissimo report della Commissione Europea sul traffico di persone nel biennio 2013-2014, pubblicato il 19 maggio scorso.

Maria Virgilio (prima a destra, foto @eStoriaGorizia/Twitter)

 

Risulta tuttavia arduo individuare con certezza chi subisce sfruttamento e schiavitù. Le variabili in gioco sono infatti numerosissime: bisogna accertare se la sospetta vittima abbia accettato volontariamente la propria situazione o vi sia stata costretta, e se ne voglia uscire o meno ricevendo aiuti esterni. La casistica è complessa, dunque: mai come ora occorrono investimenti e risorse, sia umane che materiali, per accogliere e aiutare le vittime della schiavitù moderna.

Senza però scadere nella “retorica dei diritti umani”, come la definisce la professoressa Virgilio. Spesso ci compiacciamo di noi stessi nell’invocare questa particolare categoria di diritti, riferendoci a fior fior di documenti e accordi internazionali, senza però applicarli nel concreto: cambiando cioè gli ordinamenti interni e rendendo le norme effettive. E questo lavoro di modifica, perché sia efficace, deve riguardare tutti: i paesi luogo di traffici sono numerosi, da quelli di provenienza a quelli di destinazione delle vittime, considerando anche le località di transito.

Al di là dei dati e delle differenze di genere, questo intervento fa capire come quello dello sfruttamento degli esseri umani sia un problema che riguarda tutti, uomini e donne, europei come americani, africani, asiatici. È un fenomeno globale, e in quanto tale richiede una risposta globale.

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