Gaza, chi lancia i razzi?

Breve viaggio nei gruppi armati della Striscia di Gaza

 

Ora che una fragile tregua è stata raggiunta e la possibilità di una nuova invasione terrestre di Gaza è stata scongiurata si rende necessario andare a conoscere quelli che sarebbero stati gli avversari dell’esercito israeliano e gli autori del lancio di razzi verso le città israeliane.
Mentre al grande pubblico, complice in questo anche il governo di Israele, è sempre stato accreditato come colpevole il governo di Hamas, con una analisi più precisa scopriamo che in realtà gli attori in campo sono molto più numerosi e spesso incontrollabili.
Iniziamo dal gruppo più importante, numericamente e politicamente, le Brigate Izz ad-Din al-Qassam, ramo militare di Hamas. Fondate nel 1984, quindi perfino prima dello stesso Hamas, devono il loro nome ad un militante palestinese degli anni ’30, che lottò per la creazione di uno stato arabo in Palestina. Autore di decine di attentati suicida durante la Prima e la Seconda Intifada, nel settembre 2001 inizia il lancio razzi artigianali autoprodotti definiti appunto Al Qassam, la cui gittata e potenza è stata perfezionata nel tempo fino a superare i 20 km. Comandante principale del gruppo fino al 2002 è stato Salah Shehade, ucciso da un bombardamento insieme ad altri 14 civili.
La seconda organizzazione militare in ordine di importanza sono le Brigate al-Quds, ramo militare del Movimento per la Jihad Islamica in Palestina. Composto di alcune migliaia di membri si è formato negli anni ’70 come succursale palestinese della Jihad Islamica egiziana. Come gli altri si è dedicato agli attacchi suicidi, ma soprattutto al lancio di razzi, di cui ha creato una propria versione artigianale chiamato al-Quds e prodotto in diverse versioni. I due fondatori del gruppo, Sheik Odeh e Ramadan Shalah, sono entrambi ricercati dagli USA per terrorismo.
Mentre i due gruppi precedenti sono di matrice islamista, il terzo è invece laico e socialista e sono le Brigate Abu Ali Mustapha, ramo militare del Fronte Popolare di Liberazione della Palestina nato negli anni ‘60. Prive di una organizzazione verticale agiscono come cellule indipendenti.
I Comitati di Resistenza Popolare sono nati nel 2000 da dissidenti del gruppo Fatah presenti a Gaza, oltre a diversi attacchi e lanci di razzi hanno partecipato alla cattura del soldato Gilad Shalit nel 2006.
Infine c’è la zona grigia dei gruppuscoli fondamentalisti con legami e proiezioni internazionali, di difficile controllo e spesso in vera e propria concorrenza e perfino scontro con lo stesso Hamas.
Il più importante è l’Esercito dell’Islam, nome usato dal clan Doghmush, coinvolto nel sequestro Shalit e autore di quello del giornalista inglese Johnston, ha rivendicato il lancio di numerosi razzi.
Il gruppo Jund Ansar Allah, dopo aver dichiarato un emirato a Gaza, si è scontrato con Hamas ed è stato quasi distrutto. Il Tawhid e Jihad, auto-certificatosi come ramo di Al Qaeda a Gaza, ha rivendicato, usando nomi diversi, il lancio di numerosi razzi ed emesso un decreto religioso in cui autorizza l’uccisione di civili ebrei e cristiani e se necessario anche musulmani. Ha rivendicato il sequestro e l’uccisione del cooperante italiano Vittorio Arrigoni. Infine il gruppo Ansar al-Sunnah, forse legato al suo omologo iracheno, dal 2010 ha rivendicato sporadicamente il lancio di razzi verso Israele.

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