Gorizia, Nova Gorica e l’Università Europea

Come l’università può aiutare a superare i confini mentali

Igor Devetak, giornalista del Primorski Dvevnik, quotidiano della minoranza slovena del Friuli Venezia Giulia, racconta spesso un aneddoto: in una scuola di Nova Gorica, una decina di anni fa, il maestro chiese ai propri alunni quale fosse il castello più vicino a loro. Senza esitazione, i ragazzi nominarono il castello di Kromberk, vicino a Nova Gorica.  -E il secondo più vicino?-  chiese ancora l’insegnante. – Quello di Ljubljana!-, risposero sicuri i ragazzi. Allora, il professore indicò fuori dalla finestra il castello di Gorizia, che si stagliava ben visibile a pochi chilometri da quella scuola.

Questo aneddoto rappresenta molto bene il significato del confine che ha separato le due realtà, la vecchia Gorizia e la nuova, in Slovenia. Un confine non solo fisico, ma anche e soprattutto psicologico, talmente forte che impedisce di vedere quello che esiste dall’altra parte. Anche quando il confine fisico è caduto. Le due realtà rimangono separate, contigue ma sconosciute l’una all’altra.  Ci sono stati alcuni tentativi negli ultimi anni di superare questo confine mentale (primo fra tutti il Gect, Gruppo Europeo di Cooperazione Transfrontaliera), ma essi spesso si sono ingarbugliati nel groviglio burocratico di Unione Europea, Italia, Slovenia, Regioni e Comuni.

In questo insieme di confine mentale e prove di superamento dello stesso, può l’Università avere un ruolo? Rodolfo Ziberna, Presidente del Consorzio Universitario Goriziano, è convinto di sì: l’istituzione Università nell’Isontino ha un enorme potenziale; Gorizia e Nova Gorica ospitano, tra sedi staccate, Università Pubbliche e Private, almeno 4500 studenti, in crescita. Il problema è che, fino ad ora, è stato difficile unire verso un obiettivo comune le Università di Udine e Trieste, che si sono comportate più come rivali che come istituzioni collegate. Neanche a parlarne di collaborare con l’Università di oltreconfine, quindi, che comunque non è del tutto tale, dato che ha una sede anche a Gorizia. In Via della Croce per l’esattezza, se volete andare a farci un giro.

Ebbene, la chiave di volta è creare un network transfrontaliero che unisca Udine, Trieste e Nova Gorica. Così si spiegano i ripetuti incontri tra Ziberna e il suo omologo Sloveno, Uros Saksida, direttore del Centro Universitario di Nova Gorica: la volontà è quella di mettere in comune i servizi agli studenti delle due città gemelle, con un «coordinamento dell’associazionismo degli studenti universitari, considerando che le iniziative che si stanno realizzando a Gorizia sono destinate a tutti gli studenti. Ciò vale per i momenti ludici, come le feste, ma anche per quelli sportivi e culturali.» La regola di base è quella di considerare i 4500 studenti presenti nelle due città come un corpo unico, bilingue, che frequenterà gli stessi spazi e avrà le stesse necessità. Cooperazione transfrontaliera in senso puro, insomma, ma che proprio per questo promette di dare una scossa alla tiepida realtà del confine. In effetti, alcuni frutti della collaborazione sono già maturi: come prima iniziativa, i due Consorzi daranno notizia delle attività promosse in comune e delle realtà delle due città sui rispettivi siti web, e si sta preparando un’intesa con l’Ugg (Unione Ginnastica Goriziana) per mettere a disposizione dei Cus di Trieste, Udine e Nova Gorica alcuni impianti sportivi nelle due città. Anche alcune feste e momenti ludici in comune hanno riscosso un discreto successo.

Creare momenti e luoghi di aggregazione per gli studenti è una strategia ottima, perché crea dei legami sul territorio che vanno oltre le istituzioni. Ma i progetti in cantiere non si fermano a questo: ce ne sono alcuni di più ampio respiro, tra cui uno sviluppo del turismo nell’Isontino e una diffusione capillare del wifi nelle sedi universitarie. Ma il vero sogno è l’Università Europea: un’istituzione unica in Italia, che viva con finanziamenti comunitari, a cavallo del confine. Un’istituzione che sia legata al Gect, ma indipendente da esso. Lo scopo è di giungere ad una Cittadella Universitaria che dagli attuali 4500 studenti possa crescere almeno a 10/15.000 studenti, con la creazione di un campus (una venue possibile è il vecchio ospedale, ma se ne riparlerà), corsi in inglese e professori da tutte e tre le istituzioni presenti sul suolo cittadino. È credibile un progetto di tali dimensioni a Gorizia? Ziberna non ha dubbi: «E dove sennò? Non c’è posto in Italia che sia più adatto di Gorizia per realizzare un’Università Europea. Gorizia è naturalmente portata all’internazionalismo, per la sua storia e la sua struttura». Una vocazione all’internazionalismo che è confermata dall’approvazione, avvenuta in dicembre, della creazione di una Scuola Superiore di Diritto Europeo, con sede a Villa Ritter, fortemente voluta dal Ministro Frattini e finanziata da Unicredit.

Le potenzialità ci sono, e permettono di osare. Quello che bisogna evitare è il campanilismo tra le varie Università con sede a Gorizia e Nova Gorica: la divisione non fa bene a nessuno, e quelli che alla fine pagherebbero gli effetti di un mancato sviluppo sarebbero soprattutto gli studenti. Dice ancora Ziberna: «Udine e Trieste devono capire che questo non è un lavoro che va contro di loro, ma PER loro». In questo senso, la creazione della Scuola Superiore di Diritto Europeo avrebbe senso solo se inserita in un network locale. Altrimenti, si creerebbe un ulteriore istituto a sé, che farebbe concorrenza a quelli che già ci sono, primo fra tutti il SID. A Gorizia si parla da anni di Euroregione e di Città Europea, senza che questo abbia dato molti frutti. L’Università può essere il motore della rinascita di queste terre, è tutto pronto: basta saperne raccogliere la sfida.

About Giovanni Collot 27 Articles
Sono uno studente del primo anno specialistica del SID, originario di Conegliano (TV). Mi sono laureato alla triennale, sempre al SID, con una tesi sul divieto internazionale di tortura nel contesto internazionale della tutela dei diritti dell'uomo. Ho trascorso un semestre abbondante in Erasmus a Vienna, esperienza che mi ha fatto maturare molto dal punto di vista accademico e umano, principalmente perché ho imparato a fare il risotto. Tennista fallito, scrivo e impagino per Sconfinare fin dal mio primo anno di università, che ormai comincia a risultare spaventosamente lontano. Mi piace molto leggere, e compro sempre molti più libri di quanti riesca effettivamente a leggere. Adoro viaggiare. Suono la chitarra, mangio e bevo.

5 Comments on Gorizia, Nova Gorica e l’Università Europea

  1. Magari! Se un progetto del genere dovesse realmente partire, rimpiangerei un po’ il fatto di non essere abbastanza giovane per farne parte (mi sto laureando a Udine). Ma le intenzioni sono serie?

    • Caro Nicola, a sentire il presidente del Consorzio, le intenzioni SEMBRANO essere serie. E’ vero però che per ora il progetto è solo in bozza, e aspetta i finanziamenti; quindi, in ogni caso, si tratterebbe di aspettare alcuni anni prima che la cosa decolli effettivamente. Ma credo sia bello dare notizia di questo progetto, proprio perchè è interessante, e perché il fatto di renderlo noto non spinga chi di dovere a proseguire sulla strada! :-)

  2. Complimenti davvero per l’articolo Giovanni.
    Il Presidente Ziberna (che conosco personalmente avendoci a che fare quasi quotidianamente direttamente/indirettamente) più e più volte ribadito la necessità di una cooperazione transfrontaliera sul piano accademico: prendete i numerosi colloqui già avuti con la sua controparte slovena e/o l’avvio di progetti che valgano per ambedue le Gorizie (esempio magistrale è l’attività sportiva)
    Proprio la settimana scorsa, inoltre, lo stesso Consiglio degli Studenti di Nova Gorica, per voce della sua Presidentessa, si è detto pronto a creare il consiglio studentesco transconfinario unificato e unico con i rappresentanti isontini di Udine e Trieste.
    Credo, insomma, che le basi per l’idea proposta dal Consorzio stiano nascendo tutte.
    E spero che anche tu Nut (tanto ho capito quale Nicola sei… Benvenuto anche qui boss!) potrai goderti i frutti di questa opera.
    Anche per questo sarà che, una volta esaurito a brevissimo giro di consegne il mio percorso universitario quinquennale qui a Gorizia, andrò a Nova Gorica a fare il dottorato? :-)
    Tuttavia come continuo sempre a ripetere, creare la “terza” Università (che, come credo, traspare anche dalle parole di Ziberna con quel “lavorare PER Udine e Trieste”) unica dell’Isontino (il mio sogno proibito da anni…) sarebbe la cosa più sacrosanta di tutte e che permetterebbe davvero, quindi, di far nascere quell’Ateneo “europeo” tanto bramato. Continuare ad avere, infatti, a Gorizia due sedi decentrate di due Università stracampanilistiche tra loro e (soprattutto se vogliamo considerare la distanza nuda e cruda in linea d’aria da via Alviano) con un’altro Ateneo (intero questo però) a meno di 300 metri… Non avrebbe molto senso.

  3. Ciao a tutti!! sono una neolaureata e sono arrivata a questo articolo semplicemente digitando “università gorizia” sul motore di ricerca.. Sono intenzionata ad iscrivermi alla magistrale a Gorizia e il mio interesse nasce soprattutto dall’aspetto multiculturale che la città presenta…come persona estranea al friuli venezia giulia, nella mia mente regna il mito della convivenza fra italiani e sloveni come binomio di serenità e conoscenza comune..e sostanzialmente era proprio questo l’obiettivo della mia scelta di studi a Gorizia, ovvero unire la curiosità di conoscenza per una zona a me sconosciuta come il Friuli Venezia Giulia all’apertura mentale favorita dalla convivenza fra culture diverse. Leggendo però questo articolo, traspare ancora una forte forma di campanilismo e di chiusura da parte dei goriziani verso l’altro, in questo caso l’abitante di Nova Gorica, appena al di là del confine. Qualcuno può darmi delucidazioni in merito? Grazie.

  4. Per la mia esperienza, quello che ho sentito forte a Gorizia è la cultura dell’Europa centrale, di quella Mitteleuropa che lì sul confine è una realtà ancora rimpianta. Io sono friulano ed abito ad 80km circa da Gorizia eppure la differenza da questo punto di vista è molto forte. Oltretutto Gorizia rappresenta un’ottima base di partenza per esplorare proprio quell’area: il Collio sloveno e la Carniola, Ljublijana, l’Austria (Vienna è splendida), l’Istria, il FVG stesso e Trieste (altra bellissima città) con il Carso in particolare… ad aver il tempo di farlo ovviamente :)!!!

    Dal punto di vista del contatto vero e proprio con gli sloveni sì c’è stato ma non costante o molto significativo… ciò non toglie che se dotati di più spirito d’iniziativa di me le occasioni per interagire con la comunità slovena sono numerose e facili da cogliere, anche se a livello ufficiale le cose sono ancora solo su carta (anche se è una carta altisonante). Però se ti interessa trovart in un contesto multiculturale lavorare all’integrazione tra le due comunità potrebbe essere decisamente un sfida interessante, e sono sicuro che troveresti gli appoggi giusti all’interno della comunità studentesca a partire dal giornale Sconfinare (ma ci sono altre 6-7 associazioni, tra cui il Movimento Federalista Europeo che sicuramente sarebbe giusto in quest’ottica).

    A me i 3 anni passati al SID sono piaciuti molto per cui in definitiva te lo consiglio!!

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  1. Imprenditori giovani a Gorizia? Si può!

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