Hiver Mon Amour!

Fotografia, fotogiornalismo e cultura dell’immagine. Una passeggiata tra riflessioni, critica e tecnica in compagnia di Vincenzo Di Giuseppe. Trovate i suoi lavori anche su one125.com e sui suoi profili Facebook e Twitter.

* * *

Benritrovati su Sconfinare! A due mesi dal mio ultimo articolo ritorno su questa pagina con qualcosa di nuovo. Sono stati due mesi intensi, con un sacco di lavoro e due pubblicazioni in uscita. Spero mi perdonerete.

Uno dei pochi momenti in cui ho potuto rilassarmi in questi ultimi mesi sono state le uscite in cui mi sono dedicato al paesaggio. Molti si stupiscono del fatto che io riscopra questo genere (che avevo lasciato da parte per qualche anno) durante l’inverno. Infatti, pare che d’inverno molte attività umane subiscano un inevitabile rallentamento. Saranno il freddo, la pioggia e le giornate corte, ma tutte le attività all’aperto – tra cui la fotografia – ne risentono. Ad esempio, conosco molte persone che d’inverno ripongono la fotocamera e non ci pensano più fino a primavera. A conferma della tendenza generale trovo molti utenti dei forum di fotografia che dichiarano lo stesso “letargo fotografico”, come se la fotografia fosse uno sport da praticare al caldo.

Personalmente non riesco a condividere questo sentimento, adoro l’inverno! Per molte ragioni l’inverno mi pare una perfetta stagione per la fotografia. Non si tratta soltanto di “gusti”, ma anche di ragioni oggettive, per cui eccovi la mia personale Top Five della fotografia invernale:

  • L’alba arriva tardi. Vi siete mai prefissi di fotografare l’alba? Farlo comporta di svegliarsi molto PRIMA dell’alba e d’estate questo vuol dire le due o le tre del mattino, a seconda delle distanze da percorre per raggiungere la località di ripresa. D’inverno il tutto è meno disagevole in quanto l’alba arriva verso le sei e si può partire molto dopo rispetto al periodo estivo.
  • Sole basso, luce radente. Il sole estivo, presuntuosamente alto nel cielo, proietta ombre taglienti. In fotografia è difficile valorizzare questa luce ed è molto più apprezzata la luce radente delle cosiddette golden hours, al mattino e alla sera. In inverno, al contrario, anche a mezzogiorno la luce non è mai così difficile.
  • Cieli tempestosi. Gianni Berengo Gardin credo abbia detto che un cielo azzurro aggiusta fin troppe cose. Io la penso allo stesso modo e apprezzo di gran lunga di più un cielo nuvoloso, un bel cielo “impressionista”, con quella nota drammatica. L’inverno è senza dubbio il periodo con le nuvole più interessanti!
Un cielo così drammatico non è raro in inverno. Berengo Grardin non poteva che avere ragione!
  • Meravigliosa nebbia. L’ambiente che ci circonda con la nebbia diviene un mondo nuovo, alieno. La nebbia ha l’incredibile potere di isolare i soggetti, cancellare gli sfondi e gli orizzonti. Tutto diviene una specie di bianco e nero naturale con infinite sfumature e trasparenze. D’estate la nebbia ve la scordate.
Soltanto la nebbia può isolare così soggetti di queste dimensioni e regalarci infinite sfumature.
  • Enoclofobia. Vi infastidisce l’essere disturbati dalla gente mentre scattate? Perfetto, d’inverno le persone stanno prevalentemente nei centri commerciali e altri luoghi chiusi. Finché resterete all’aperto varrà la frase preferita da Tony Montana: the world is yours!

Fatta eccezione per freddo, pioggia, umidità e giornate brevi, d’inverno non c’è niente di cui preoccuparsi!

VDG

About Blow Up 14 Articles
"Blow Up" arriva dal 1966, anno in cui Antonioni affascinava con un film che aveva per protagonista la fotografia, sfuggente e ambigua. Più di quarant'anni dopo molte delle domande poste dal regista sono rimaste senza risposta, a riprova che la fotografia è viva e vegeta anche se alle prese con una crisi di mezz'età. Ci accompagna in questo percorso Vincenzo Di Giuseppe: alumnus SID classe 1982, fotografo con la passione per il reportage e non solo. I suoi lavori si trovano su www.one125.com

Be the first to comment

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: