Hong Kong in rivolta, ancora

A migliaia si sono riversati in queste ore per le strade di Hong Kong, scontrandosi con la polizia in quello che appare come l’ennesimo episodio di repressione del dissenso nella turbolenta megalopoli cinese.

A esasperare le latenti tensioni sarebbe stato, questa volta, l’introduzione da parte del Partito Comunista di una clausola all’interno della mini-costituzione in base alla quale l’ex protettorato britannico è retto dal 1997, anno della sua restituzione alla Repubblica Popolare; tutto, secondo i dimostranti, per impedire l’insediamento nella legislatura corrente di alcuni esponenti del fronte indipendentista cittadino.

I due, Yau Wai-ching e Sixtus Leong, sono stati regolarmente eletti a settembre; tuttavia, in sede di giuramento avrebbero proferito parole giudicate sgradevoli, che secondo i funzionari governativi hanno reso necessaria la ripetizione della procedura. Frattanto il Quotidiano del Popolo, organo stampa del Partito, non ha esitato a dipingere la coppia, nota in patria col nome di Baggio, come un concreto pericolo per la sicurezza nazionale; Li Fei, segretario della commissione parlamentare deputata alla vigilanza su Hong Kong, ha usato termini ancora più duri, definendo i giovani “traditori” e dichiarando che una nuova spinta indipendentista “minerebbe la sovranità e gli interessi della Cina”.

Proseguono così le dure manifestazioni di piazza: molti si aspettano una partecipazione ancor più numerosa di quella avuta durante la Yellow Protest, anch’essa una rivolta a sfondo democratico esplosa nel 2014, il cui simbolo, l’ombrello giallo, è riapparso con prepotenza sulle tante barricate. Comunque, la brutale reazione di Pechino (insolita perfino per il regime maoista) ha suscitato sdegno e preoccupazione nella comunità internazionale: insieme all’annuncio di nuove misure censorie, specialmente per quanto concerne l’internet, essa sembra aprire la strada ad una nuova stagione autoritaria nell’ormai ex Celeste Impero.

“Solo l’indipendenza di Hong Kong può salvare Hong Kong”, recita il cartello di questo giovane manifestante
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19 anni. Laziale di nascita, friulano d'adozione. Studente di Scienze Internazionali e Diplomatiche presso il Polo Universitario di Gorizia.

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