I Capolavori del Balletto Russo al Teatro Verdi di Gorizia

Degli ospiti provenienti da molto lontano sono arrivati al Teatro Verdi di Gorizia e hanno incantato la sera del 22 marzo. I ballerini del Balletto Yacobson di San Pietroburgo si sono esibiti nello spettacolo I Capolavori del Balletto Russo ballando sulle note di musicisti del calibro di Čajkoskij, Mozart, Strauss e Vincenzo Bellini.

Il primo atto è aperto da Elena Cernova e Stepan Demin sulle note del Valzer viennese di Johann Strauss, coreografato da Yacobson seguendo lo stile della miniatura, arricchita da elementi acrobatici. Segue poi l’incanto de Il Lago dei cigni. Con estrema bravura Alla Bociarova e Andrei Sorokin rapiscono il pubblico sulle note di Čajkoskij, nel Pas de deux tratto dal II atto dell’opera, concludendo il pezzo con gli immancabili trentadue fouettes della Bociarova. Sei ballerini si esibiscono poi nel Sestetto, musica di Wolfgang Amadeus Mozart e coreografia di Yacobson, seguito dalla bizzarra e riuscitissima performance di Andrey Gudyma nei panni di Baba Yaga, sempre coreografata da Yacobson.

Nel secondo atto vengono eseguiti pezzi presi da La Bella addormentata e Lo Schiaccianoci di Čajkoskij per poi passare agli estremi del balletto romantico con il Pas de quatre sulle note di Vincenzo Bellini in cui si manifesta la sperimentazione e i virtuosismi dell’arte coreografica di Yacobson. Le quattro ballerine danzano per gran parte del pezzo tenendosi per mano, intrecciandosi, creando effetti armoniosi e incantevoli. Dal tono allegro è poi La Fata delle bambole, un Pas de trois vivace e giocoso seguito da Les Sylphides dal Settimo valzer di Chopin. Lo spettacolo si conclude con Le fiamme di Parigi in cui Sofia Matushenskaya e Andrey Gudyma vengono ricoperti di applausi ancora prima di finire.

I ballerini del Balletto Yacobson di San Pietroburgo al Teatro Verdi di Gorizia (foto di Anna Malvicini)

Il Balletto è stato fondato nel 1969 con il nome di Miniature Coreografiche da uno dei più grandi coreografi del Ventesimo secolo, Leonid Yacobson. L’attuale direttore, Andrian Fedeev, dopo una carriera da primo ballerino nel Balletto del Teatro Marinskij di San Pietroburgo, mette in scena un repertorio che comprende classici del balletto romantico, imperiale e del Novecento come Giselle, Il Lago dei cigni, La bella addormentata, Lo Schiaccianoci, Chopiniana e Romeo e Giulietta, rispettando appieno l’eredità del grande maestro Yacobson e il tipico formato della miniatura, con piccole composizioni.

Leonid Yacobson nasce nel 1904 e vive durante la sua adolescenza le condizioni estreme della rivoluzione bolscevica. Dopo un periodo lontano dalla patria, torna a San Pietroburgo dove riesce ad entrare nell’Accademia nonostante l’avanzata età di 17 anni. Nel corso della sua carriera ha difficoltà ad affermare la sua opera, vedendo censurati molti dei suoi titoli. Fin da giovane crede fermamente che il balletto russo debba essere riformato, inserisce infatti nel suo repertorio virtuosismi e prodezze, prendendo ispirazione anche dal mondo dello sport e dell’atletica. Per pregiudizi ideologici ed estetici la sua opera viene poco compresa all’estero. La prima tournée negli Stati Uniti viene annullata in seguito alle recensioni pessime della prima a New York. Nel 1975, in Italia, nell’unica esperienza all’estero di Yacobson oltre a quella americana, il coreografo si unisce al cast dell’opera La Fabbrica illuminata alla Scala, sembra su raccomandazione del segretario del PCI Enrico Berlinguer. Oggi Leonid Yacobson è considerato un gigante della coreografia del Ventesimo secolo, grazie anche al lavoro di Andrian Fedeev. A quasi cinquant’anni dalla nascita del suo Balletto, il meritato riconoscimento è arrivato come ricompensa ad un lungo e appassionato lavoro.

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