I Rappresentanti Rispondono

Replica all’articolo “Il Consiglio degli Studenti e i Rappresentanti Fantasma”, apparso sul numero 29, di aprile 2011.

Nell’ultimo numero di “Sconfinare” si poteva trovare in prima pagina l’articolo “Il Consiglio degli Studenti e i Rappresentanti fantasma”. Come Rappresentanti degli Studenti siamo felici che da parte del corpo studentesco vi siano articoli che vaglino il nostro operato e che eventualmente lo critichino.

Ma se le critiche fondate e documentate sono bene accette, non lo sono però le pesanti accuse basate su dati inesistenti rivolte nei nostri confronti.

Non si riscontrano per tutto l’articolo altri dati corrispondenti al vero oltre a quello statistico delle nostre presenze in CdS (Consiglio degli Studenti), dato mai nascosto e di cui ci assumiamo piena responsabilità, che viene accompagnato da un giudizio puramente personale nel quale si fissa arbitrariamente una quota di presenze che assicuri la “sufficienza” (senza peraltro bene esplicare la “sufficienza” di che cosa).

Questo nostro intervento mira a revisionare puntualmente quanto affermato dall’articolo, chiarendo così la realtà dei fatti, questa volta comprovati da una documentazione di cui invece l’articolo in questione è completamente sprovvisto.

Primo punto trattato è quello dei fondi alle Associazioni studentesche, a proposito del quale si afferma che “Il compito dei rappresentanti è quello di raccogliere le richieste e portarle in Consiglio”. Questo dato è errato, in quanto secondo il “Regolamento attività culturali e sociali delle associazioni e gruppi studenteschi” sono le Associazioni stesse che devono inoltrare i moduli di richiesta fondi al CdS, mentre i rappresentanti possono al massimo rendere nota la possibilità di tale richiesta agli eventuali interessati (operazione da noi immancabilmente svolta per l’attuale AA nei corretti limiti temporali).

Infatti secondo l’art.2 del succitato regolamento “Le associazioni e i gruppi designano tra i propri componenti un delegato, studente o dottorando regolarmente iscritto all’Università degli Studi di Trieste, quale responsabile nei confronti dell’Università per quanto attiene la richiesta di finanziamento, la regolare esecuzione delle attività, le richieste d’erogazione e l’uso dei fondi, nonché un supplente che lo sostituisca in caso d’impedimento”.

Inoltre bisogna ricordare che per ricevere fondi dal CdS le Associazioni devono possedere i requisiti di cui all’art.3, tra cui, requisito più importante, quello di costituzione a mezzo di atto pubblico o di scrittura privata autenticata. Non è quindi possibile che la libera scelta/impossibilità di un’associazione venga presentata come una nostra mancanza, parlando di nostre “impreparazioni” e di nostri “errori”, e continuando poi per tutto l’articolo a trasmettere al lettore questa informazione tanto infondata quanto centrale per il sistema retorico su cui esso si regge.

Sempre connessa alla questione dei fondi per le Associazioni è quella dei fondi alle liste: si legge infatti che “Ogni lista poteva ottenere quest’anno al massimo 2575€ e la domanda scadeva ad ottobre. La notizia è che il polo di Gorizia quest’anno non ha presentato nessuna richiesta in tempo”. La vera notizia è che i citati 2575€ per lista sono una cifra di pura fantasia. Il “Regolamento per il finanziamento delle attività e delle liste universitarie” prevede infatti che ogni lista presente in Consiglio degli Studenti ottenga una “quota base di 250€, aumentata di 25€ per ogni seggio coperto nel Consiglio degli Studenti. La quota attribuita alle liste in base al numero di seggi non può comunque superare i 500€”; tale fondo può essere impiegato esclusivamente per attività di informazione politica universitaria. Inoltre le liste, pur essendo parificate alle associazioni per le richieste fondi (in quanto anche esse possono organizzare conferenze e attività culturali), non possono ottenere “per ogni annualità importi superiori a 2.800€”. La lista Studenti in Movimento riceve regolarmente i finanziamenti che le spettano (325€), e li utilizza per finanziare le spese di cancelleria e di pubblicizzazione delle attività studentesche.

 

Proseguendo, si afferma che grazie a noi la rappresentanza in CdS è ai “minimi storici”: basta, però, sfogliare i verbali dei passati CdS per smentire il dato riportato e per ritrovare percentuali non dissimili riguardo alle presenze in seno allo stesso dei nostri predecessori, senza che ciò gli impedisse di svolgere positivamente il loro compito di rappresentanti.

Si arriva addirittura ad attribuire a noi ed al nostro operato il fatto che il PUG “è stato, volente o nolente, tagliato fuori da ogni dibattito e discussione universitaria”: vengono citati a tal proposito i “grandi movimenti nel corpo studentesco per la riforma Gelmini” e “le discussioni a Trieste su un nuovo regolamento [leggasi Statuto, ndr] di Ateneo”.

Ciò è ben lungi dall’essere vero dato che numerose assemblee, conferenze e iniziative varie  riguardanti l’Università sono state organizzate presso il nostro Polo (ottenendo purtroppo scarsa partecipazione).  A tal fine vorremmo ricordare come il dibattito triestino sulla Riforma sia stato portato a Gorizia tramite la “teleconferenza” con i nostri colleghi triestini, Jacopo Lillini (tra l’altro rappresentante degli studenti in seno alla “Commissione riordino dello Statuto di Ateneo”) e Marco Lunghi.

Si dice poi: “Un altro passo positivo può essere la creazione, presentata in Consiglio degli Studenti in data 14.02.11, della Conferenza Interateneo degli Studenti Universitari di Gorizia”.

Se è vero che in quella circostanza vi sia stata la presentazione al Consiglio, è altresì vero che la Conferenza Interateneo degli Studenti Universitari di Gorizia (CISGO) è una realtà fortemente consolidata nell’isontino già dalla scorsa primavera, nonostante la sua costituzione formale risalga al 7.09.10. L’articolo inoltre prosegue dicendo che “La speranza è quella di ricevere presto notizie a riguardo”. Le notizie le possiamo dare immediatamente e d’altronde sono già da tempo a disposizione del pubblico.

È stato creato un gruppo Facebook della CISGO; il sito internet del  Consorzio per lo Sviluppo del Polo Universitario Goriziano vi ha dedicato un’apposita sezione (http://www.consunigo.it/it/rappresentanza-studentesca); in numerosi articoli pubblicati dai quotidiani locali la Conferenza è descritta come l’unica voce di Rappresentanza studentesca degli Atenei di Trieste ed Udine per quanto riguarda le questioni non prettamente interne ai singoli Atenei.

E qui non possiamo che collegarci al paragrafo successivo dell’articolo, dove si legge “È in gioco il futuro del Polo di Gorizia, che non può essere complicato o addirittura rovinato da rappresentanti incapaci di rapportarsi con gli studenti e gli organi interni ed esterni all’Università”.

Se il rapporto diretto con gli studenti non è quantificabile se non per via elettorale, possiamo già quantificare però quella che è stata, e che è, la nostra capacità di rapportarci con altri organi.

A livello universitario il nostro impegno è sempre stato rivolto al potenziamento dell’offerta didattica del SID, obiettivo la cui realizzazione è attualmente impedita dagli adeguamenti alle nuove normative in termini di riduzione della disponibilità economica e di docenze.

Nell’ultimo anno inoltre abbiamo compiuto un ulteriore passo avanti nel tentativo di sopperire alla distanza fisica che ci separa da Trieste, stringendo un ottimo rapporto di collaborazione con i nostri colleghi triestini eletti nei vari organi accademici. Così siamo riusciti ad inserirci con maggiore efficacia ed armonia nel sistema politico universitario triestino, con grande soddisfazione nostra e dei docenti, che non ricordavano si fosse mai avuta in passato una così forte collaborazione fra rappresentanti.

Fuori dall’Ateneo invece, il bilancio del nostro operato (che secondo l’articolo “non può che essere negativo”), può essere descritto citando le frasi del dott. Rodolfo Ziberna, Presidente del Consorzio per lo Sviluppo del Polo Universitario Goriziano, il quale afferma che “è proprio grazie al frequentissimo rapporto con la CISGO (quindi coi rappresentanti degli studenti, ndr) … se siamo riusciti a realizzare e programmare molteplici iniziative ed attività a beneficio di tutta la popolazione studentesca goriziana, (…) mi riferisco alla collaborazione per la GoUnicardGo, la mensa, l’assistenza medica, la possibilità di residenza anche durante le vacanze natalizie per chi non ha la possibilità di liberare la Casa dello Studente, la Festa delle Matricole, il ciclo di feste che organizzeremo a primavera, le borse di studio, la collaborazione con gli studenti dell’Ateneo di Nova Gorica, le iniziative sociali nella donazione del sangue e le iniziative culturali, ecc. Molte altre iniziative sono in cantiere”.

Dello stesso parere si è mostrato il Delegato del Sindaco di Gorizia ai Rapporti con l’Università, dott. Dario Obizzi, che ha affermato: “Il ruolo svolto dalla CISGO è stato di fondamentale importanza per la politica universitaria del Comune di Gorizia: oltre a dimostrarsi un validissimo supporto, sempre presente ed attento alle tematiche in questione, è stato in grado di convogliare su di sé il ruolo di interfaccia e voce degli studenti goriziani, sia dell’Università di Trieste che di Udine. Grazie al suo interessamento e coinvolgimento, molti problemi sono stati affrontati e, alcuni di essi, risolti”.

Alla luce di queste dichiarazioni non può quindi che apparire gratuita ed inopportuna l’accusa di essere incapaci di rapportarci con gli organi esterni all’Università, anzi, ci sembra di aver giustamente intrapreso una strada di proficua collaborazione con questi organi, con unico scopo quello di ottenere maggiori benefici per la popolazione studentesca non solo del SID ma di tutta Gorizia.

In conclusione ci si richiedono “serietà e trasparenza” (principi cui certo non si ispira l’inchiesta) e ci si muove una non troppo velata accusa di voler nascondere il nostro operato al corpo studentesco.

Con ciò si conclude la serie di accuse gratuite ed ingiustificate, di dati falsi riportati senza documentazione alcuna, di opinioni personali presentate come dati obiettivi e di responsabilità altrui inspiegabilmente attribuiteci di cui l’articolo si compone.

Insistiamo nel ribadire che le critiche riguardanti il nostro operato sono sempre gradite e bene accette e ci impegniamo, nel caso siano fondate, a trarne ispirazione per modificare la nostra azione politica. Tuttavia non possiamo tollerare tale tipo di attacchi, che costituiscono solo fonte di disinformazione e causano ingiustamente tensioni all’interno di un corpo studentesco come quello del SID che ad oggi è sempre riuscito a restare unito grazie al suo forte spirito partecipativo, anche in difficili momenti d’incertezza come quello che stiamo vivendo.

 

I Rappresentanti degli Studenti SID

Arrigo Bonifacio

Riccardo Degasperi

Federico Filipuzzi

Valerio Sorbello

 

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4 Comments on I Rappresentanti Rispondono

  1. scusate, non per essere irriverente ancora una volta.
    qualcuno è riuscito a leggere questo pezzo da cima a fondo? io sinceramente non ci riesco.
    in campana!
    Rodolfo

    • La cosa importante è che i rappresentanti sappiano fare quello per cui sono stati eletti. Sarebbe il caso che anche i giornalisti adottassero questa politica.
      L’articolo non è studiato per “fare notizia”, ma per rispondere ad accuse a dir poco infamanti ingiustamente rivolteci. Chi ha voglia di sapere come stanno veramente le cose farà un piccolo sforzo e lo leggerà.
      Per chi non ci riesce: in campana.

      Riccardo

    • Carissimo Rodolfo,

      purtroppo non è nostro il mestiere di giocare con le parole per rendere piacevole la lettura di un articolo altrimenti “palloso”. Tale mestiere lo lasciamo volentieri a voi “giornalisti” purché alle belle parole che rendono scorrevole un articolo sia accompagnata anche la verità dei fatti.

      “in campana!”

      Valerio Sorbello

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  1. Consiglio degli studenti e rappresentanti fantasma

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