Il 2011 in dieci parole

La nostra lista delle parole chiave dell’anno appena trascorso. E le vostre, quali sono?

Come tutti gli anni, ora che anche questo 2011 si sta avviando a conclusione è il momento di guardarsi indietro, e ricapitolare quello che abbiamo vissuto in questo intenso anno, ricco di avvenimenti importanti. Come di consueto nell’era dell’informazione, tali eventi sono stati raccontati, trasmessi e vissuti attraverso degli slogan, e delle parole, che li hanno resi immediatamente riconoscibili. Quindi, quali sono le parole chiave dell’anno 2011? Quelle che racchiudono l’anima, il significato profondo di quello che abbiamo vissuto? Noi della redazione di Sconfinare ne abbiamo raccolte dieci, e le trovate qui sotto. Alcune sono dei neologismi, altre sono parole già conosciute, ma che in quest’anno hanno assunto un significato nuovo. Ovviamente, a fare la parte del leone è la crisi economica. Ma prese tutte insieme, le parole che seguono danno un quadro generale di quello che è stato, e di come è stato raccontato, questo 2011.

 

–       Primavera.

Un anno fa, esattamente il 17 dicembre, quando un fruttivendolo si diede fuoco per protesta a Sidi Bou Said, in Tunisia, nessuno si sarebbe aspettato che tale protesta si diffondesse. E invece, un anno dopo, ci troviamo di fronte a dei profondi cambiamenti che hanno scosso tutto il Medio Oriente: tre dittature che parevano solide sono crollate (in Tunisia, Egitto e Libia); una scricchiola (Siria); Paesi che sembravano periferici e relativamente tranquilli sono anch’essi toccati dai venti della protesta (Yemen, Bahrein e Arabia Saudita). Quale saranno gli effetti di questi sommovimenti? Difficile dirlo. Certo è che il 2012 si apre già con delle sfide importanti, in una zona del mondo che non  è di certo tra le più stabili.

 

–       Spread.

Prima che la crisi del debito sovrano si abbattesse con violenza sull’Italia, ben pochi nel nostro Paese sapevano il significato di tale parola. Oggi invece, il differenziale sui tassi di interesse dei titoli di Stato italiani rispetto a quelli della solida Germania è sulla bocca di tutti: responsabile della caduta di governi e giustiziere della costruzione europea, lo spread è molto più di un indice: è diventato uno spauracchio nazionale. Tanto che a Napoli gli hanno dedicato un botto di Capodanno.

 

–       Bunga bunga.

E’ vero, il caso bunga bunga è esploso nel 2010. Ma quest’anno la vicenda, come nei migliori melodrammi, ha avuto il suo crescendo, con la continua pubblicazione delle intercettazioni dell’ex Primo Ministro Berlusconi, e il suo Gran Finale, con le dimissioni del governo, travolto non solo dalla crisi, ma anche, appunto, dagli scandali sessuali. Una cosa è certa: può essere che Berlusconi sia caduto. Ma il termine“bunga bunga”, sua invenzione, rimarrà per lungo tempo nella testa degli Italiani. Non solo: lo esportiamo anche, come mostrano i casi di Dominque Strauss-Kahn e Herman Cain. Chapeau.

 

–       Merkozy.

Più la crisi dell’euro, e dell’Europa, faceva paura, più riprendeva quota la relazione Speciale tra Francia e Germania, unite nel cercare di porre un freno al panico sui mercati. Questo direttorio franco-tedesco si è nel tempo sempre più rafforzato: Merkel e Sarkozy agiscono ormai come se fossero un unico organismo. Tanto che il Presidente Francese, da buon Guascone qual è, ha affermato che ormai vede Angela Merkel molto più spesso di sua moglie, Carlà. Basterà questo supereroe ibrido a salvare l’Europa? Scopriremo anche questo nel 2012.

 

–       Rigore.

L’Europa in crisi si trova sull’orlo dell’abisso, e per correre ai ripari adotta la ricetta tedesca. In prima linea troviamo l’Italia del nuovo governo targato Monti: passati i frizzi, i lazzi e l’aria di Basso Impero dell’era berlusconiana, ora bisogna mettere ordine. Nei conti pubblici, soprattutto, con una Manovra in cui ci sono poche ragioni per sorridere. Ma anche, più in generale, quella che è richiesta è una rivoluzione nella mentalità. Il rigore è diventata la regola di comportamento a cui conformarci: ce lo chiede l’Europa.

 

–       Occupy.

Tutto ha avuto origine con gli Indignados spagnoli. Occupavano le piazze del Paese per protestare contro la crisi e i tagli del Governo. Ma il salto di qualità il movimento l’ha fatto quando si è spostato Oltreoceano, ed è diventato “Americano”: grazie ad un uso maggiore della tecnologia, ad un’organizzazione perfetta e ad un’innata capacità di marketing, Occupy Wall Street ha assunto una visibilità mondiale, creando slogan semplici, efficaci ed esportabili: vi dice niente “siamo il 99%”?

 

–       Nucleare.

La questione del nucleare ha ricevuto un nuovo slancio dopo il terribile triplo incidente avvenuto in Giappone a marzo: danneggiata in seguito ad un tremendo tsunami, causato da un terremoto, la centrale nucleare di Fukushima ha subito delle perdite radioattive, causando danni incalcolabili e la paura di una “seconda Chernobyl”. L’incidente ha rilanciato il dibattito sul nucleare in particolare nel nostro Paese, dove il referendum del 12 e 13 giugno ha visto confermato quasi all’unanimità il rifiuto della costruzione di centrali nucleari.

 

–       Raid.

Dopo dieci anni di ricerche infruttuose, speculazioni e dubbi, il Ricercato Numero Uno al mondo, Osama Bin Laden, è stato ucciso  il 2 maggio nel suo compound ad Abbottabad, Pakistan, da un manipolo di agenti dei Navy SEAL. L’uccisione ha avuto un significato simbolico molto forte negli Stati Uniti: l’11 settembre è stato vendicato, il cattivo è morto, la guerra contro il terrore è vinta. Il ritiro dei militari USA dall’Iraq alla fine dell’anno, e l’annuncio della fine della missione in Afghanistan entro il 2013, hanno contribuito a far sentire più vicina la fine di una vicenda lunga dieci anni.

 

–       Sette.

Il 31 ottobre è nata a Manila, Filippine, Danica May Camacho (vedi foto), una bambina sana di 2,5 kg. Cosa c’è di tanto speciale in lei? Semplice:secondo l’ONU, è l’essere umano numero 7 miliardi. Questo traguardo ha delle implicazioni molto serie sulla sostenibilità della vita sul pianeta. Inoltre, considerando che la maggior parte della crescita demografica avviene nei Paesi in via di sviluppo, l’equilibrio di potenza sta lentamente cambiando. Come nutriremo, vestiremo e scalderemo i miliardi di nuovi individui che stanno uscendo dalla povertà? Non ci sono ancora seri sostituti dei carburanti fossili, ad esempio. Anche questa è una sfida da affrontare nel futuro.

 

–       Calcioscommesse.

Prima della fine dell’anno c’è stato anche il tempo per un altro scandalo nel mondo del calcio, questa volta con un retrogusto di thriller internazionale. Giocatori (Doni e Mauri su tutti), pagati per truccare partite, dirette da ex giocatori (Sartor, Signori), il tutto su ordine di un non ben precisato gruppo di Shanghai. Il caso si sta allargando a macchia d’olio, e pare che ci siano coinvolti anche dei giocatori nel giro della Nazionale. Vedendo come è finita con l’ultimo scandalo, ci sorge spontaneo un dubbio: non è che è un modo per prepararsi al meglio per gli Europei? 

 

 

Ora la palla passa a voi lettori: quali sono le vostre parole? Quali sono state, secondo voi, colpevolmente dimenticate dall’elenco? Commentate! E cogliamo l’occasione per augurare a tutti i lettori un felice e ricco Anno 2012, in barba alla crisi, ai Maya e a chi ci vuole male!

 

About Giovanni Collot 49 Articles
Sono uno studente del primo anno specialistica del SID, originario di Conegliano (TV). Mi sono laureato alla triennale, sempre al SID, con una tesi sul divieto internazionale di tortura nel contesto internazionale della tutela dei diritti dell'uomo. Ho trascorso un semestre abbondante in Erasmus a Vienna, esperienza che mi ha fatto maturare molto dal punto di vista accademico e umano, principalmente perché ho imparato a fare il risotto. Tennista fallito, scrivo e impagino per Sconfinare fin dal mio primo anno di università, che ormai comincia a risultare spaventosamente lontano. Mi piace molto leggere, e compro sempre molti più libri di quanti riesca effettivamente a leggere. Adoro viaggiare. Suono la chitarra, mangio e bevo.

2 Comments on Il 2011 in dieci parole

  1. Io aggiungerei “Sconfinare”, con tutti i suoi successi (e le piccole delusioni) il suo seguito, la sua Redazione, il suo dibattito (talvolta scontro). Insomma, la sua vitalità.
    Grande Giovanni!

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