DIES IRAE vol. 2

Il DIES IRAE di Giugno 2011

Recensioni in due righe. Tutto ciò che è stato ascoltato nel mese appena concluso: novità, anticaglie, prelibatezze e immondizia.


Freschi freschi

8IN8, ‘Nighty night’ (2011). Scrivere e registrare otto canzoni in otto ore? Si può. Basta poter contare sui social network. E su una cantante come Amanda Palmer (14/20).

ANNA CALVI, ‘Anna Calvi’ (2011). In effetti, tra tanta fuffa e schitarrate totalmente inconcludenti, qualche bel pezzo c’è (13/20).

ELBOW, Build a rocket boys!’ (2011). E se mi dicono pure dove andare, parola mia, mollo tutto e li seguo (17/20).

IRON & WINE, ‘Kiss each other clean’ (2011). Quasi i Fleet Foxes, giusto un po’ meglio. Gianni Brera le definirebbe band di abatini. Non sapete cos’è un abatino? Informatevi, oltreoceano vanno di moda. Purtroppo (9/20).

LOW‘C’mon’ (2011). All’ultimo ho deciso di scartarlo come album del mese, ma è stata una scelta sofferta. Il fascino minimale della lentezza (17/20).

EDDIE VEDDER, ‘Acoustic Songs’ (2011). L’ukulele è l’ultima frontiera del romanticismo, Eddie non se lo fa certo ripetere. Voi cosa ci fate ancora con quella chitarra in mano? (12/20).

E’ quasi come nuovo (suoni dal terzo millennio)

BRUNORI SAS, ‘Vol. 1′ (2009). Finché ci sarà in giro gente come lui, la musica italiana potrà ancora curarsi molti mal di pancia (17/20).

LADY GAGA, The Fame’ (2008). Ho fatto un tentativo. In fondo mi aspettavo qualcosa. Non so bene cosa, ma qualcosa. Qualsiasi cosa (8/20, nonostante un’ottima canzone come ‘Paparazzi’).

LE LUCI DELLA CENTRALE ELETTRICA‘Per ora noi la chiameremo felicità’ (2010). Diranno che sono un vecchio rancoroso. Ma poche cose danno soddisfazione come poter dire visto? Avevo ragione (6/20).

PETRA MAGONI & FERRUCCIO SPINETTI‘Musica Nuda – Vol. II’ (2006). Premesso che nulla è banale come una cover jazz, questo disco è adolescenziale. Quando è bello è meraviglioso, quando è brutto se ne sta chiuso in camera a schiacciarsi i brufoli (11/20).

JANELLE MONAE‘The archandroid’ (2010). Se si tratta di musica, i neri sono sempre due spanne davanti agli altri (non sono razzista. Se fossi razzista, le spanne sarebbero almeno una dozzina). (18/20).

PGR & FRANCO BATTIATO‘ConFusione’ (2010). Battiato remiscela alcune tra le migliori canzoni dei PGR per regalarci una sorta di best offuori tempo massimo. Se avete un cavallo, ascoltatelo insieme (17/20).

JOSH RITTER, ‘The animal years’ (2006). Josh ti fa sentire come se qualcuno ti volesse bene per davvero. Un nuovo classico per le mie notti d’insonnia (17/20).

TYING TIFFANY‘Undercover’ (2005) & ‘People’s temple’ (2010). Un’anima elettronica e rock, unite nella più che convincente apparenza di un’ex-suicide girl padovana vestita con tutine al lattice. Ah no? (18/20).

Antiquariato

CHET BAKER‘Plays and sings the great ballads’ (1995). Non ho mai capito se Chet fosse bravo o solo belloccio (e bianco). Questo disco non dà risposte, ma almeno zittisce le domande (16/20).

JAMES BROWN‘Live at the Apollo’ (1963). Legioni di ragazzine infoiate fanno di tutto per violentare il divino JB sul palco. Che, da vero professionista, preferisce continuare a cantare (13/20).

BUFFALO SPRINGFIELD, ‘Retrospective: the best of Buffalo Springfield’ (1969). Nell’attesa che facciate la rivoluzione, io penso alla colonna sonora. Se il tentativo vi riesce restiamo d’accordo che mi telefonate, ok? (14/20).

IGGY POP‘The Idiot’ (1977). “Before you go do me a favour / give me a number / of a girl almost like you / with legs almost like you” (20/20).

LENINGRAD COWBOYS‘Leningrad Cowboys go to America OST’ (1989). Nel film una band di contadini della steppa russa intraprende una sgangherata tournée tra NY e il Messico. Il disco suona esattamente allo stesso modo (17/20).

Il disco del mese


RADIOHEAD‘The King of Limbs’ (2011). Largo ai giovani si dice, ed io sarei d’accordo. Ma poi i vecchi se ne escono con un disco come questo. E la faccenda, inevitabilmente, si complica (18/20).


Tre precisazioni:

* I voti sono espressi in ventesimi e sintetizzano il giudizio sovrano e inappellabile del sottoscritto.
* Il “disco del mese” è scelto tra quelli usciti quest’anno.
* La media di voti che ho dato è discutibilmente alta. La mia credibilità potrebbe forse risentirne, ma francamente non credo: non sono io che ho la manica larga, è la musica che ascolto ad essere buona.

About Rodolfo Toè 44 Articles
Reporter a Sarajevo, collabora più o meno stabilmente per Le Courrier des Balkans, Osservatorio Balcani e Caucaso, Il Riformista. Ha una passione immoderata per Bon Iver, il calcio e il marzemino. Nel tempo libero legge la Bibbia e compone canzoni.

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