Il libro-fenomeno dell’estate

Speriamo che i temporali di fine agosto se lo portino via.

Quando si parla di bestseller, ci sono alte probabilità di trovarsi davanti una ciofeca. Gli esempi di Fabio Volo e Federico Moccia sono abbastanza noti, per quanto riguarda casa nostra. Tuttavia anche la narrativa anglofona non sembra messa molto meglio, come testimonia l’ultima meraviglia del marketing, l’opera da quaranta (quaranta!) milioni di copie, il “libro che tutte le donne leggono”. È innegabile che un po’ di curiosità ci sia.
Basta entrare in una qualsiasi libreria o ipermercato per trovarsi di fronte a questa perla della letteratura moderna: Cinquanta sfumature di grigio e seguiti, un libro che viene presentato come baluardo dell’erotismo al femminile, in grado di portare una ventata di aria fresca in un’Italia ancora troppo tradizionalista.

Ma andiamo con ordine.

La storia viene presentata come trasgressiva: una ragazza comune, tranquilla, ingenua incomincia una storia difficile con un uomo freddo, calcolatore, con grandi turbe mentali che vuole instaurare con lei un rapporto Master/Slave, basato su un contratto scritto che definisce limiti, obblighi, punizioni. Contratto che la protagonista, anticipo, non firmerà mai, quindi è inutile anche soffermarsi troppo sopra.
Questa parte avrebbe potuto essere anche l’unica vagamente interessante, laddove avesse trattato di una relazione con un uomo realmente disturbato conclusasi con la fuga dell’eroina o, al limite, con un cambiamento di rotta del protagonista maschile. Come recita l’unica parte sensata della trilogia, il problema non dovrebbe essere il cosa, ma il perché di questo tipo di relazione.
Il problema reale è che questo tipo di relazione in questo libro non esiste.

Nella pubblicità si parla di BDSM, si parla di discesa nel lato oscuro, si parla di fatica per uscire dalle tenebre. Nella realtà quello che il lettore si trova davanti è un insulso romanzo rosa, pieno di cliché, e scene erotiche scritte con la famosa tecnica ctrl+C/ctrl+V, aggiungendo noia su noia a un intreccio che già ha ben poco da offrire. Pornografia, senza se e senza ma. Non in senso dispregiativo, si tratta semplicemente di quello che è, pornografia sorretta da una trama debole, ripetitiva, piena di banalità già sentite mille volte, con l’unico ruolo di riempire gli spazi tra una scena di sesso e l’altra. Scene che si ripetono tutte uguali, secondo lo stesso schema, per tutta la trilogia, tanto che molti lettori affermano di aver cominciato a saltarle per terminare il libro più in fretta: tanto non raccontavano nulla di diverso da quelle precedenti.
Per scoprire le ragioni di tale successo ci vorrebbe perlomeno Roberto Giacobbo, ma una breve analisi è fattibile anche senza la sua esperienza.

È una ventata d’aria fresca nell’Italia bigotta, dicono alcuni. La pornografia però è ben nota da tempo nell’Italia bigotta, e metterlo in cima alle classifiche dei best seller e chiamarlo “ventata d’aria fresca” non la rende alta letteratura.
È una storia di discesa nelle tenebre e risalita alla luce. Francamente sarebbe stato più interessante leggere di un uomo che va a prendersi il formaggio in cantina per mangiarselo in veranda, a questo punto. Il cliché dell’uomo tormentato che deve essere salvato dalla fanciulla dal cuore puro assume un che di grottesco, quando viene rifilato per la millesima volta. Un po’ come minestra riscaldata vecchia di un mese.
È una splendida storia d’amore che conquista e appassiona. Questo è da escludere. Basti leggere una frase emblematica, tratta dal secondo libro. «Riuscirei a lasciarlo di nuovo, ora che ha ammesso di amarmi? Potrei mai lasciarlo, qualsiasi cosa mi faccia? Potrei tradirlo così? No. Penso di no». Ognuno può trarre da solo le proprie conclusioni. Senza contare che la parte romantica è ripetitiva almeno quanto la parte erotica.  «Non lasciarmi». «Non vado da nessuna parte». Fine.

Insomma, sotto diversi punti di vista abbiamo di fronte un libro che si trova sotto i confini della decenza, e non solo per l’argomento trattato. Un libro erotico scritto con criterio ha la stessa dignità di molti altri romanzi, ma non è questo il caso. Non è nemmeno erotismo d’intrattenimento, una storia d’amore appassionante (perché le storie d’amore sono sempre quelle che vanno di più, è un dato di fatto) con un intreccio erotico. È semplice pornografia di bassa qualità, che parla di BDSM senza avere idea di cosa sia – molte persone del “settore” si sono dichiarate offese da questo libro, in quanto la sottomissione, intesa come un accordo tra persone adulte, viene ridotta a una ragazza-zerbino che deve stare attenta a non far arrabbiare il fidanzato, obbedendogli ciecamente qualsiasi cosa dica o faccia.

Insomma, quali le ragioni di tutto questo successo? La curiosità per un argomento tutto sommato ancora tabù? O solo, più ragionevolmente, una grandissima strategia commerciale?
Il libro è nato come fanfiction del famoso Twilight, e questo ha fatto senz’altro da traino. Un brutto romanzo che ha preso ispirazione da un romanzo a sua volta mediocre. Abbandonato lo sconforto per la rassegnazione, resta da vedere in che modo riusciremo a scendere un altro gradino nella scala della qualità letteraria. Tengo pronti i popcorn.

About Stefania Ellero 22 Articles
Studentessa di Scienze Internazionali e Diplomatiche, affetta da graforrea. Aspirante giornalista e scrittrice, mi occupo principalmente di letteratura, cinema ed editoria.

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