Il terrore del terrorismo colpisce anche nella provincia friulana

È bastata una telefonata per far sprofondare nel panico non solo un paesino intero, ma l’intera regione: la sera di giovedì 26 novembre, un cittadino di Roraigrande, a pochi chilometri da Pordenone, ha denunciato ai carabienieri la presenza di Salah Abdeslam, il terrorista ricercato dalla polizia di mezzo mondo perché coinvolto negli ultimi attentati di Parigi.

Nel giro di qualche ora tutto si è risolto con un falso allarme: nessun pericoloso jihaidista, niente esplosivo, nessuna arma. E, in effetti, l’idea che un affiliato dello Stato Islamico si possa essere nascosto proprio nella più remota periferia del Nordest Italia fa un po’ sorridere, se non fosse per la quantità incredibile di forze messe a disposizione per le perquisizioni.

Un episodio simile era accaduto già qualche mese fa, a Udine: una telefonata minacciosa, in inglese, indirizzata al Consorzio Acque Friuli Centrale (CAFC) aveva rivelato la presenza di una bomba all’interno della sede, in viale Palmanova. Per non far cadere tutti nel panico, i dirigenti avevano aspettato l’arrivo delle forze dell’ordine prima di far sgomberare l’edificio che, comunque, risultò sicuro.

La notizia legata ad Abdeslam, però, non fa rimanere comunque sereni: gli attentati nella capitale francese di venerdì 13 hanno lasciato un segno in tutta Europa, come si può ben vedere, e chissà cos’ha pensato quella persona sicura di aver scovato l’uomo che aveva deciso all’ultimo di non farsi saltare in aria quel giorno. Come un cancro, la diffidenza ha ormai invaso gli occhi di molti di noi, facile a scattare al minimo cenno. E l’immobile in cui ha fatto irruzione l’Arma è abitato da diverse famiglie africane, ha riportato il Gazzetino.

In provincia di Pordenone, inoltre, è presente una nutrita comunità di musulmani: il binomio islam-terrorismo, per quanto i media abbiano “tentato” di svalutare nelle ore immediatamente successive alle morti francesi, sta diventando sempre più radicale in chi guarda con sospetto chi professa questa fede. Gridare all’untore, ormai, è solo questione di tempo e i discorsi fomentati di odio xenofobo di alcuni politici puntano proprio in questa direzione, facendo leva sul senso d’insicurezza dei cittadini.

Vedere che a Roaigrande sono arrivati perfino un elicottero e le unità cinofile, come in un film poliziesco, per pattugliare l’area, mette di fronte poi a una domanda: se succedesse tutto questo in aperta provincia, a Roma durante il Giubileo che aria si respirerà? Dobbiamo attendere di vedere arrivare l’esercito, in pieno centro storico magari, per una segnalazione che alla fine potrebbe risultare un bluff?

“Scherzare” sulla pelle delle persone, oggi come oggi, è sempre più facile. Sicuramente, per favorire una maggior sicurezza a tutti, la mossa da fare è impedire che ci siano armi in giro: ciò significa restringere le regole per il possesso, anche per legittima difesa, di un’arma e non favorirne, come ha fatto ultimamente un sindaco della Lega Nord, l’acquisto. Perché altrimenti premere il grilletto potrebbe diventare il gesto estremo di una “difesa dei nostri valori”, slogan gettonatissimo in questi ultimi giorni, che lascerà posto solo a una schizzofrenia collettiva, destinata a fare il lavoro sporoco dei terroristi.

About Timothy Dissegna 110 Articles
Studente al SID di Gorizia, sono stato caporedattore di Sconfinare tra il 2017 e il 2018. Friulano, sono appassionato di frontiere, soprattutto quelle del Corno d'Africa. Dicono che sono sempre impegnato, ma non ho mai avuto tempo per rispondere che è vero.

2 Comments on Il terrore del terrorismo colpisce anche nella provincia friulana

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: