Il Verdi chiude la stagione 2013/2014 con Coppélia à Montmartre

Il Balletto del Teatro Nazionale di Brno cattura l’attenzione degli spettatori in una coloratissima rappresentazione

Il Teatro Verdi di Gorizia ha chiuso la stagione 2013/2014 con uno spettacolo pieno di energia, la “Coppélia à Montmartre” di Youri Vàmos interpretata dal Balletto del Teatro Nazionale di Brno (Rep. Ceca). Il pubblico, numeroso anche grazie alla promozione “Porta un amico a teatro”, ha dimostrato di aver apprezzato molto quest’ultima performance, per sua natura d’altronde coinvolgente e allegra. “Coppélia à Montmartre” è infatti il rifacimento del già piuttosto spensierato “Coppelia” del 1870, con l’aggiunta di un’ambientazione pittoresca e travolgente: la Parigi degli anni ’20, tra Moulin Rouge e moralismo. Un plauso va allo scenografo Karel Kut e al costumista Michael Scott, che avendo saputo dare un carattere vivo e scintillante a tutte le scene hanno mantenuto gli spettatori in uno stato di affascinata sorpresa.

In “Coppélia à Montmartre” i personaggi principali sono tre – e tra questi non c’è Coppelia, che si limita a dare il titolo al balletto. I protagonisti sono una coppia di giovani innamorati, Swanilda (Eriko Wakizono) e Frantz (Jan Fousek), e il vecchio pittore Coppélius (Radim Kafka). Gregor Giselbrecht invece impersona Hans, ragazzo escluso dal gruppo e terribilmente bacchettone, che nella storia svolge l’odiato ruolo dello spione. Eriko Wakizono, dotata di una grazia incantevole, interpreta alla perfezione una giovane ragazza perbene che sta per affacciarsi sul mondo degli adulti. Swanilda è affascinata da un vestito rosso – simbolo di femminilità sensuale – che le viene regalato da Coppélius. Il pittore, infatti, ha un debole per lei e per la sua bellezza e intende farle un ritratto mentre indossa il vestito rosso. Swanilda entra nella casa del pittore, che per questo e per la sua abituale frequentazione del peccaminoso Moulin Rouge verrà poi accusato di aver abusato di lei. Intanto Frantz, sebbene minorenne, riesce ad entrare al Moulin Rouge grazie all’aiuto di Coppélius, macchiandosi di un comportamento ritenuto riprovevole. Tutto poi si risolverà nella risoluzione dell’equivoco, nel lieto fine amoroso tra i due giovani, e nella partenza affranta del pittore.

“Coppélia à Montmartre” è la storia in tre atti di giovani energici e frizzanti che si scontrano contro il moralismo della società dell’epoca. Il Moulin Rouge, a cui è dedicato l’intero secondo atto, è reso come un luogo di peccato, sì, ma anche di divertimento, dove pare che il modo di comportarsi delle persone sia libero da vincoli e dunque più naturale. La gazzarra disordinata e piena di colore delle ragazze che ballano il can can non riesce a nascondere il loro divertimento e la loro allegria.
La serata conclusiva della stagione teatrale del Verdi ha lasciato gli spettatori col sorriso sulle labbra, oltre che con l’inespresso augurio di divertirsi quanto più possibile, senza troppi freni inibitori indotti dall’esterno. Non resta che attendere ottobre dunque per l’inizio di un nuovo carnet di appuntamenti di musica, teatro e danza.

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aspirante giornalista-ma-forse-no-vediamo, pianista a tempo (teme) perso, si distingue per una carica idealistica morente e per un lancinante quanto discontinuo interesse per i soprusi del mondo intero. molto irritabile a causa e nei confronti delle cose inutili, ama scrivere o almeno provarci.

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