In Università si vota: l’intervista a Francesco Saltarin

Abbiamo preparato alcune interviste ai candidati rappresentanti degli studenti in Dipartimento della lista di Studenti in Movimento, la lista creata all’interno del Polo goriziano e composta da studenti di Scienze Internazionali. Le trovate tutte a questo link. Come abbiamo già specificato su Sconfinare #36, il nostro non è un endorsement, bensì un buon modo per provare a fare informazione e tenere a mente le parole dei nostri possibili futuri rappresentanti.

Dobbiamo specificare anche un’altra cosa: questa e altre interviste che verranno sono state effettutate da Chiara Ceccon. Chiara è tuttora schierata con Studenti in Movimento nelle liste registrate per le elezioni; ma si è già ritirata dalla corsa senza però poter, per ragioni burocratiche togliere il suo nome. Qualora venisse eletta quindi rinuncerebbe alla carica di rappresentante. Per questo motivo, senza quindi conflitto di interesse, ha potuto intervistare in totale liberà i candidati. —La redazione

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Immagine di Studenti in Movimento

Francesco, dicci anche tu qualcosa di te.
Io sono Francesco Giuseppe Saltarin, classe 1991, nato a Badia Polesine e trasferitomi poi a Rovigo. Ho fatto il liceo classico per sette lunghi ed estenuanti anni, e mi sono diplomato l’estate scorsa. Mi sono iscritto al Sid perché sono interessato all’ambiente geopolitico internazionale e perché ho una passione per questi argomenti, in particolare la storia.

 Perché hai deciso di candidarti?
Avevo saputo dell’apertura delle candidature per le elezioni ma inizialmente, vuoi un po’ per carattere, un po’ per la mia situazione di allora, avevo scartato quest’opzione. Poi però parlando con il rappresentante uscente, Valerio Sorbello, e per altri motivi ho cambiato idea e ho capito che una persona in più, per quanto sia io del primo anno, non poteva far male: ascoltando la descrizione che lui faceva della personalità del candidato, qualcuno con voglia di fare e di impegnarsi in questo ambito, mi è sembrato di riconoscermici e ho deciso di propormi. Sono convinto che la rappresentanza, al di là dell’ambizione personale, sia veramente un’opportunità per fare delle cose buone e migliorare l’università di cui sono orgoglioso di far parte, nonostante sia qui da poco. Credo di potermi rendere utile in qualche modo visto che, nonostante io sia del primo anno, mi sento già abbastanza integrato all’interno di questo mondo.

Quindi secondo te, il fatto che tu sia una matricola può influire positivamente o negativamente?
Sicuramente sono meno smaliziato rispetto a ragazzi che sono qui da più tempo di me, però credo sia anche positivo perché posso avere il polso della situazione di persone che sono appena entrate all’università e, con mente più fredda ed “esterna”, riportare le loro impressioni, le loro idee e le loro necessità. Magari chi è qui da molto ha abbassato anche un po’ il livello di attenzione e di richiesta, e finisce per accontentarsi.

Parliamo di programma e campagna elettorale. Per quanto riguarda il primo, è stato un lavoro di gruppo ma c’è qualche punt
o che ti interessa particolarmente realizzare?
Il punto a cui sono più legato è quello del miglioramento dell’informatizzazione del polo, e credo sia importante, in questo senso, andare in Consiglio di Dipartimento per ottenere maggiori finanziamenti. Allo stato attuale abbiamo solo un’aula computer, quando ce ne sarebbero addirittura altre due, una chiusa e una in progettazione, che devono ancora essere attivate, non solo per noi ma anche per Architettura. In più è necessario, se non fondamentale, sviluppare il portale informatico, perché il sito è inguardabile e inutilizzabile: ci sono avvisi risalenti a due anni fa, che non servono a nulla e appesantiscono soltanto, e inoltre la navigabilità è tremenda, ci sono link che rimandano ad altri collegamenti che magari ti riportano al punto di partenza o al sito generale di Trieste. Bisogna rifarlo da capo a piedi, perché il sito, sia per chi è iscritto sia per chi vorrà farlo in futuro, è il primo strumento di consultazione che una persona ha, e se non è operante al meglio è praticamente inutile. Un po’ come un libro per metà scarabocchiato e per l’altra metà con le pagine strappate. È da capire se è una responsabilità della segreteria o del sito stesso, ma si deve assolutamente intervenire sul discorso della bacheca, che deve essere riprogettata per una maggiore fruibilità e tempestività nella pubblicazione degli avvisi. In più, si era pensato alla creazione di un registro online per i ricevimenti dei professori, per evitare ai docenti di ritrovarsi gli uffici invasi e a noi code inutili per non poter nemmeno, alla fine, risolvere i nostri problemi.

 In ambito di campagna elettorale, invece, mancano ancora alcune attività, ma per il momento avete all’attivo un’assemblea e un aperitivo. Avendo assistito a questa campagna come candidato e a quella di Riccardo But, qualche mese fa, come semplice studente, come ti è sembrata la risposta?
Parlando dell’assemblea, è ovvio che si spera sempre il meglio ma sono stato un po’ deluso, in quanto del mio anno ci saranno state dieci-quindici persone: non è bello vedere così poco interesse per una cosa tanto fondamentale, soprattutto per gli studenti stessi, per cui la presentazione dei candidati e degli organi di “governo” del dipartimento avrebbe aiutato a capire il funzionamento dell’università. Per quanto riguarda l’aperitivo, invece, c’è stata una risposta, direi, spropositata: il locale era pieno fin dall’inizio e io, personalmente, l’ho interpretato come un segnale che l’attenzione sia andata progressivamente salendo. Mi ha fatto davvero piacere vedere tanti ragazzi del mio anno.

 Tu sei qui relativamente da poco, però sai che ci troviamo ad aver a che fare con Architettura e Trieste. Come speri si evolveranno i rapporti?
Agli architetti vengono dati molto spazi e molte libertà d’azione da un punto di vista “fisico”: sembra quasi ci sia una loro imposizione, nonostante siano arrivati dopo ed è una cosa che ho notato subito, e mi è un po’ dispiaciuta. Spero che ritorni ad esserci una convivenza più alla pari. Questo è dovuto anche al fatto che, negli ultimi anni, la sede centrale ha abbastanza tagliato i ponti con Gorizia: sia abbassando il livello di fondi stanziati per il polo, che ormai si mantiene in vita più con in fondi della Cassa di Risparmio e del Comune, sia aprendo un corso di Relazioni Internazionali a Trieste di cui non si capisce, onestamente, il motivo, visto che hanno a quaranta minuti di treno un’eccellenza italiana, che fino a poco tempo fa era un unicum sul suolo del Paese. Bisogna capire il perché Trieste abbia smesso di dialogare con noi: si può evincere facilmente anche dal rapporto tra le due segreterie, da noi sembra ci sia un vero e proprio ritardo delle comunicazioni.

 

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