«Instagram non permetteva di programmare i post, allora ho inventato Schedugram»

Hugh Stephens, poco meno di 30 anni, australiano e problem solver. «Mi definisco così, perché è quello che faccio. Risolvo problemi», afferma con naturalezza.

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Schedugram, rivoluzione del 2013, per Hugh, è proprio la soluzione a un problema. Permette di “programmare” i post di Instagram, ponendo rimedio a quello che lui stesso definisce un bug nel social network.

«In realtà, non si tratta propriamente di programmare post. Non è come Facebook, perché Instagram impedisce per scelta di programmare gli aggiornamenti», spiega.

Come funziona, allora, Schedugram?

«Ѐ molto semplice. Si programma il computer affinché, in modo del tutto automatizzato, effettui il log in all’account Instagram a una certa ora e posti quello che è stato preimpostato. Quello che fa realmente riflettere è che uno stesso computer può gestire centinaia di account, sopperendo così al lavoro di social media manager che, altrimenti, dovrebbero dedicarsi 24/7 allo smartphone e ai post», racconta.

«Una volta ho incontrato una social media manager che aveva tredici smartphone e trascorreva la sua giornata lavorativa effettuando log in e log out, postando cose e controllando i feedback degli utenti. È qualcosa di incredibile!», aggiunge.

Hugh è nato a Sydney, ha vissuto in Colorado e, attualmente, vive a Melbourne. Nel 2010 ha fondato Dialogue Group, una società che supportava imprese e marchi, piccoli e grandi, nella gestione dei social media.

«Era il boom di Facebook. Si iniziava a capire che poteva essere una vera opportunità, per i business», racconta Hugh.

A Dialogue Group, si è andata ad aggiungere la grande sfiga di Instagram. «Moltissimi clienti mi chiedevano se potessi, in qualche modo, bypassare il problema dei post di Instagram. Purtroppo non potevo, perché è qualcosa che dipende, per l’appunto, da Instagram. Ma ero certo che si potesse fare qualcosa», racconta.

La policy di Instagram, come viene spiegato nel forum del social network, non permette di programmare post per evitare lo spam e un abbassamento generale della qualità delle immagini.

«Pensa che studiavo medicina. Ma mi sono reso conto che non era quello che volevo fare. Volevo creare cose, comunicare, contribuire all’evoluzione tecnologica della nostra epoca. Avevo un buon background, sia per quanto riguarda la tecnologia, che per la comunicazione. Lavoravo già come consulente e avevo un’idea di come volevo che il mio business fosse», spiega con l’aria di chi nel suo sogno ci ha realmente investito.

Dalla medicina alla tecnologia, però, il passo è tutt’altro che breve e bisogna essere realmente motivati, affinché la scommessa riesca.

«Il punto è che te ne accorgi subito, se un neolaureato sta cercando lavoro perché deve trovarsi un lavoro, o se si sta candidando per un posto che lo interessa realmente», confessa. «La passione non è una cosa che si improvvisa. Puoi anche trovare un lavoro qualunque, ma… i tuoi sogni? Che fine fanno? Non dico che non c’è da lavorarci su, che la passione può tutto o che, da un certo punto in poi, le cose sono in discesa. Non è vero nulla di tutto questo. Però so che bisogna seguire le proprie aspirazioni, non mollare mai e impegnarsi al massimo. Perché non sai mai quand’è che sarà la volta giusta…»

Il futuro del mondo del lavoro offre prospettive diversificate o è solo tecnologico?

«No. La tecnologia ne è una parte fondamentale e imprescindibile. È lo strumento che farà nascere nuove possibilità, ma non è la sola possibilità. Il problema è che tendiamo a dimenticarcene. Dovremmo tenere presente che la tecnologia è qualcosa che dobbiamo utilizzare per nuovi obiettivi, per arrivare a altro. Non è il tutto».

About Giulia Mastrantoni 31 Articles
Nasco a Frosinone nel 1993. Decido presto che la musica è la mia strada e poi cambio idea. Al momento di iscrivermi all’università decido di voler studiare cinema e mi iscrivo a Lingue. Ma di una cosa sono certa: andare lontano da casa. Inizio da Udine, dove collaboro all'inserto Scuola del Messaggero Veneto e co-conduco il programma radiofonico #rockYOU. Laureata, vado in Inghilterra, dove lavoro in un museo, poi in Canada, dove studio per la laurea specialistica, e dopo a Berlino, dove scrivo full time per il Berlino Magazine. A brevissimo, andrò in Australia, per studiare comunicazione e giornalismo. Attualmente scrivo per Sconfinare, SugarPulp, Gli Scrittori della Porta Accanto e Berlino Magazine. Ho pubblicato i racconti "Misteri di una notte d'estate" per la Montag Edizioni e il romanzo in eBook "Veronica è mia" per la Panesi Edizioni. To be continued...

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