Intervista a Bita Valipour

Ciao Bita, inizia raccontandoci qualcosa di te.

Mi chiamo Bita Valipour e sono nata e cresciuta a Trieste. Ho origini iraniane, in quanto entrambi i miei genitori sono nati in Iran. Sono iscritta al secondo anno di Scienze Internazionali e Diplomatiche, che tutt’oggi sono felice di aver scelto perchè mi porta a viaggiare spesso (la mia più grande passione).

Cosa ti ha spinto a  candidarti per il Consiglio di Dipartimento con la lista “AutonomaMente”?

Ho deciso di candidarmi perché penso sia un’esperienza che può arricchirmi sia dal punto di vista umano che da quello delle competenze. Mi piacerebbe partecipare attivamente alla politica universitaria; ho scelto “AutonomaMente” principalmente perché è una lista apartitica, nel senso che non ha nessun legame con i partiti tradizionali, ma allo stesso tempo riesce ad inquadrare bene le esigenze degli studenti.

Cosa distingue la tua lista dalle altre?

“AutonomaMente” è una lista “consolidata” nel senso che è attiva già da qualche anno in vari Dipartimenti e anche negli organi maggiori. Questo infatti significa che avremmo molto da cui attingere. Inoltre, i candidati per il Consiglio di Dipartimento vengono sia dal SID che da Scienze Politiche: la rappresentanza deve unire, non dividere.

Nel caso venissi eletta, questa sarebbe la tua prima esperienza in qualità di rappresentante degli studenti. Quali credi siano le maggiori difficoltà per un rappresentate alle prime armi?

Credo che le difficoltà di un rappresentante alle prime armi siano legate al conoscere e al capire i meccanismi dell’università prima di tutto. Al di là di questo, penso che sarà difficile capire come porsi nei confronti dei professori e come prendere delle decisioni che rappresentino la maggior parte degli studenti. Spero vivamente di essere all’altezza delle vostre aspettative.

Quale/i punti del programma che presentate ti stanno più a cuore e perchè?

Il punto del programma su cui mi focalizzerei molto è quello relativo all’aumento e al miglioramento delle proposte di tirocini, stage e workshop. Al momento, infatti, sono carenti, ma li ritengo indispensabili per gli studenti poichè li abituano al mondo del lavoro, che è completamente diverso da quello universitario.

Quali sono, secondo te, i problemi maggiori di cui risentono gli studenti del SID? Come pensate di risolverli?

 Secondo me il problema principale del SID sono gli scarsi collegamenti con la sede centrale di Trieste. È soprattutto per questo motivo che mi sono candidata con una lista che comprende sia studenti del SID che studenti di Scienze Politiche. Voglio però sottolineare che è importante che il SID mantenga le caratteristiche che lo rendono più attrattivo.

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