Intervista a Martina Melchiori

Ciao Martina, partiamo da una piccola presentazione personale.

Mi chiamo Martina Melchiori, sono di Castelfranco Veneto, ho 19anni e ho deciso di iscrivermi al SID quando ancora, in quarta superiore, non conoscevo le avverse condizioni climatiche di Gorizia. Scherzi a parte, sono stata fin da subito attratta dall’offerta formativa per cui possiamo dire che coltivavo questo desiderio da tempo.

Da matricola non pensi sia “inusuale” candidarsi alla rappresentanza di Dipartimento fin dal primo anno? Cosa ti ha spinto a candidarti?

Credo che il nostro, sia un corso di laurea da valorizzare perché comunque gode di un certo prestigio nel panorama nazionale. Detto ciò, parlando con i compagni del primo anno e anche con quelli più grandi, mi sono resa subito conto dell’esistenza di alcune problematiche che, sono convinta, lavorando insieme con spirito pratico è possibile risolvere.

 Potresti farci degli esempi?

Partendo dalle cose più immediate, un miglioramento dei servizi in generale, penso sia essenziale. L’impegno di Francesco per quanto riguarda la mensa ne è un esempio. Poi è necessario sicuramente un miglioramento del servizio segreteria insieme ad un coordinamento con Trieste, così come un ammodernamento delle strutture audio&video della sede. Insomma, tutta una serie di piccole cose che però, alla fine, ricoprono buona parte dell‘esperienza universitaria dello studente. Inoltre, parlerei di una rivalutazione necessaria della magistrale. È una cosa sulla quale noi di “Studenti in Movimento” puntiamo molto. So che detto da una ragazza del primo anno può sembrare un qualcosa di prematuro, ma ritengo sia fondamentale ragionare in prospettiva fin da adesso. Anche ai ragazzi che devono decidere a breve se affrontare la magistrale qui a Gorizia oppure all’estero è importante poter fornire una possibilità di scelta in più. Di fatto, il progetto del “double degree” che, con la nostra lista abbiamo preparato, risponde a questa esigenza poiché permetterebbe di studiare il primo anno a Gorizia e poi il secondo all’estero con la possibilità di imparare innanzitutto una seconda lingua, e in più di vedersi riconosciuta la laurea che si andrà ad ottenere, tanto Italia quanto all’estero, come laurea magistrale a tutti gli effetti senza doversi infangare nella problematica del “cambio.”

A proposito di esperienza universitaria, come valuteresti la tua fin qui breve avventura al SID? 

Sono stata molto contenta di quello che ho trovato, dai professori fino ai compagni di corso. Anche tra i ragazzi più grandi ho stretto delle belle relazioni grazie alla loro disponibilità nel fornirmi consigli e materiali utili per lo studio. Di fatti, tra i punti del nostro programma c’è la realizzazione di un Portale Web dotato di un forum riservato a questo genere di servizi, dove si potrà discutere, in modo trasversale, tra colleghi della triennale e della magistrale, in merito a problemi, necessità, curiosità legate al SID in generale (appunti, materiali didattici, libri, idee etc). Inoltre si configurerebbe come un utilissimo strumento per uno scambio diretto di opinioni e comunicazioni da parte dei rappresentanti con il resto degli studenti.

Continuiamo a parlare un po’ di te. Da qui a tre anni come ti vedi? Quali sono i “sogni nel cassetto” che ti hanno portato ad iscriverti al SID?

Spero sicuramente di raggiungere una certa maturazione personale, e spero anche che, qualora la mia candidatura dovesse concretizzarsi in rappresentanza, ciò possa ulteriormente giovarmi in modo da poter imparare molte cose, ad esempio, come funziona un’amministrazione pubblica o ancora, come ci si muove in un ambiente strutturato come può essere l’Università. Spero inoltre di poter apprendere quelle conoscenze che in futuro potranno tornarmi utili in ambito lavorativo. Infine, spero vivamente di poter apprendere molte lingue in modo da potermi rendere competitiva, un domani, su più fronti.

Possiamo dire che un indiretto “assaggio” di SID tu l’abbia già sperimentato dato che da anni fai parte del Movimento Federalista Europeo. Credi ci potranno essere collaborazioni maggiori in futuro tra la rappresentanza e le associazioni che gravitano attorno al polo universitario?

Sono membro MFE da circa 3 anni e non nascondo che, comunque, l’aver conosciuto una realtà di livello europeo oltre a persone da tutta Europa, fu uno dei fattori che mi portarono, a suo tempo, ad interessarmi nello specifico al SID. Credo che il rapporto tra rappresentanza e associazioni, in particolare modo qui a Gorizia, sia fondamentale: da anni queste costituiscono un valore aggiunto del corso di Scienze Internazionali e Diplomatiche. Spero dunque, nel caso venissi eletta, insieme agli altri membri della lista, di continuare a collaborare non solo con MFE ma anche con le altre associazioni in modo da creare una rete ancora più fitta che possa valorizzare ulteriormente entrambe le parti. Infatti, in quel “famoso” Portale Web di cui ti parlavo, le associazioni avranno un area a loro completamente dedicata dove potranno pubblicizzare gli eventi che organizzeranno.

Ultima domanda: nel caso venissi eletta cosa pensi di poter garantire come rappresentante studentesco?

In quanto matricola spero di riuscire a portare un po’ di “aria fresca” che penso non faccia mai male. Poi un nuovo punto di vista, una nuova prospettiva se vogliamo. In particolare, ritenendomi una persona piuttosto coerente ed affidabile, sento di poter promettere la massima disponibilità da parte mia sia per il SID che per il Dipartimento in generale, e quindi anche per gli amici di Trieste. E sopratutto tante feste: non ce ne sono mai abbastanza!

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Perché scrivo? Vi dico la verità? Non lo so. Probabilmente è a causa della mia memoria a breve termine. O forse perché lo ritengo l'unico modo per riordinare i miei pensieri.Troppi e troppe volte dimenticati qua e là nella mia testa. Cos'altro faccio? M'incuriosisco del Mondo, delle sue mille (o cinquanta?) sfumature. Lo analizzo, lo fotografo, lo scopro. Quasi dimenticavo, m'interesso anche di sport, letteratura, musica e fotografia. Un po' di tutto e un po' di nulla, insomma.

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