Intervista a Pannella: Versione Integrale

Intervista di Elena Bellitto e Giovanni Collot.

Marco Pannella, storico fondatore del Partito Radicale, promotore della LID (Lega Italiana Divorzio) nel 1966, ex-europarlamentare, nonché consigliere comunale a Trieste nel 1978 e operaio in una fabbrica di scarpe in Belgio negli anni’50, un sigaro spento tra le labbra (che in effetti ci ricorda qualcuno) e sguardo bonario dall’alto del suo metro e novanta, parla di sé, dell’Italia e di altri deliri.

Sconfinare: Valter Vecellio scrive “Marco Pannella. Vita di un irregolare ”. Ma lei si sente davvero così irregolare?
Marco Pannella: Sono irregolarissimo, tutto qui. Mi pare. (e sorride)

Parliamo dei suoi metodi di protesta particolari. Ritiene che gli scioperi della fame siano efficaci ancora oggi?
(Non fa in tempo a rispondere. Un signore si avvicina sorridendo “Io ero al vertice a Bruxelles, ricordi? Quando i poliziotti ti trascinarono, quando la polizia belga ha fatto quella carica con noi che non facevamo niente…”).
Beh, intanto una cosa da chiarire: con la non-violenza non c’è mai protesta, c’é sempre azione e obiettivo…Si estende dappertutto…Cominciamo col dire, fino a prova del contrario, non è solamente grande novità, non hanno, né in Egitto né in Tunisia, non hanno dato fuoco a nessuna bandiera, né americana né israeliana, e per il resto le proteste sono state assolutamente non-violente.
Veramente, non ci pare proprio
Parlo di Egitto e Tunisia… (e ripete lo sguardo bonario senza aggiungere altro.)

Allora parliamo della situazione politica in Italia. Quale futuro per questa sinistra? Siamo ancora ai tempi di ciò che lei chiamò “ammucchiata” e “monopartitismo imperfetto”?
Tutt’ora è un regime di monopartitismo, assolutamente. Non c’é una sinistra, non esiste. Se lei mi parla di quelli che occupano la posizione di sinistra, e quella che occupa la destra sulle due gambe, sulle quali questo sistema che è antidemocratico assolutamente, e su cui questo stato che non è di diritto vanno avanti…Una sinistra di tale nome dovrebbe essere democratica, nel possibile liberale, libertaria, non violenta. Tutte cose che ignorano, antropologicamente, dopo sessant’anni…

Cito Bersani “Al solito questo paese si trova inchiodato sulle priorità politiche e personali di Berlusconi, mai su quelle vere della gente.”
Io mi trovo d’accordo, ma voglio dire che siccome lo dice il mio amico Pierluigi tutti i giorni, sono d’accordo una volta per tutte, però, perché non dice altro..

Per lei cosa significa fare una politica vicina alla gente?
Per me vuol dire quello che abbiamo sempre fatto, essere attenti al corpo, per tutti e per tutte. E poi tener presente che c’è il luogo di lavoro, c’è la cucina, c’è la camera da letto… (mentre P. ci espone la sua versione del catalogo Ikea, R. Musacchio, responsabile per l’Europa di Sinistra e Libertà, passando gli manda un bacio. Pannella commenta con un: “questo è bertinottiano. Bertinotti gli telefona dicendogli di abbracciarmi”).
Mentre invece prima tutto quello che apparteneva alla camera da letto, magari anche alla cucina e poi lo stesso anche alla strada, tutto questo non rientrava e d’altra parte non rientra tutt’ora anche nel PIL…il PIL come lo fanno? Problemi economici…e infatti ci si è detto per decenni che occuparsi di divorzio, quindi di amore, quindi di famiglia, quindi di sesso, tutto questo non era politico e che l’operaio, e lo diceva chi pretendeva di rappresentarli, era interessato solo alla busta paga, e quindi una dimostrazione di disprezzo proprio da parte di chi pretendeva di rappresentarli.

Papa Benedetto XVI sostiene nella sua recente pubblicazione la separazione tra Stato e Chiesa..
No, no, io sono contro la separazione, io sono a favore dell’Unione tra Stato e Chiesa. Io sono clericale, è il Papa che è laico. (“La sto prendendo in giro” aggiunge. Ma il dubbio su questa ironica rivelazione resta legittimo)

E quindi ci vuole parlare di biotestamento?
Eh, negli altri Stati europei queste cose vanno tranquillamente avanti…Il fatto è che in Italia non c’è democrazia, altrimenti tutti i sondaggi ci dicono che addirittura il 70% si dichiara credente praticante…
(Viene colpito da un violento attacco di tosse. Chiediamo se ha bisogno di un po’ d’acqua, risponde che preferisce lo champagne. A questo punto un’anziana signora si avvicina e commenta: “Eh, lei, Onorevole, è sempre stato bello, e ora è un po’ pienotto, dovrebbe ricominciare lo sciopero della fame. Io da brava teramana mangio poco ma piatti fatti bene”. E qui, inaspettatamente, attacca un simpatico siparietto gastronomico. Pannella: “Eh, si, si, le scrimpelle mbusse, eh?” , “E pure la zuppetta de’ ceci” “Ma quella è di Giulianova, non di Teramo…” poi Panella  si blocca: “Ma la inserite pure la signora nell’intervista?”. E come no?)

Parlava delle disparità epocali tra l’Italia e gli altri Stati europei…
In Italia la gente è d’accordo, ma siccome non è una democrazia, le leggi non…
(questa è evidentemente una domanda poco fortunata. Veniamo infatti  interrotti di nuovo da un signore che abbraccia Pannella  dicendo “Io ho votato sempre per te. L’ho fatto anche quando hai mandato la Cicciolina. Mi sono turato il naso, ma ti ho votato lo stesso. Ma perché hai mandato la Cicciolina?”. Probabilmente ha fatto inconsapevolmente la domanda più intelligente di tutta l’intervista. In ogni caso, l’unica alla quale Pannella  dà una risposta esauriente: “La cosa è molto semplice: lei era iscritta al partito da tempo. E noi avevamo una norma interna per cui qualunque iscritto voglia candidarsi, poteva candidarsi. Lei ha chiesto di essere candidata. Noi come direzione sceglievamo l’ordine delle liste…Perché purtroppo non siamo per l’uninominale maggioritario ma ci sono questi schifi di liste… L’abbiamo messo alla fine, Staller con la S, e nonostante ci fossimo noi tra i capilista, la Bonino, la Faccio, Mellini,  ci sono stati almeno centomila che, scandalizzati, hanno preferito, perché c’era la Cicciolina giù, e non ci hanno votato. Risultato: la Cicciolina è stata eletta.  Ma non poteva far danni. C’è da dire una cosa, da allora queste cose accadono in tutto il mondo”. e il signore si allontana, forse non del tutto convinto. )

Allora, passiamo oltre, ultime domande. Parliamo della situazione universitaria italiana.
Scusi conosce qualcuno che dice di essere d’accordo con i tagli? (riprende l’ironia clericale) Sono assolutamente d’accordo con queste politiche di governo.

E allora, cosa augura ai giovani d’oggi?
Beh, presumibilmente, secondo le statistiche, uno nato quindici anni fa ha la possibilità di arrivare ai cento anni. Io vi auguro allora di arrivare ai cento anni.
(Almeno non ci ha consigliato di trovarci un fidanzato ricco.)
Capita che un’intervista, per quanto esilarante, non dia sempre tutte le risposte, ma fornisca un ottimo quadro del personaggio. Tutto ciò che possiamo aggiungere, è che abbiamo agito in buonafede.

 

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A detta dei più, è una furlocrucca bacchettona e reazionaria. A detta dei più, il suo tiramisù è molto apprezzato. A detta dei più, i suoi gusti musicali sono orridi. Lei i più (e neanche i Pooh) non li ha mai ascoltati. e, a volte, scrive. "Après tout, la meilleure façon de parler de ce qu'on aime est d'en parler légèrement" [A. Camus]

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