Sconfinare Jukebox – L’esperienza Vaporwave con QuadratoX

Zabuba Nevresky alias QuadratoX; fonte: QuadratoX Facebook Page

La Vaporwave è una nuova corrente nata nel 2010 su Internet come movimento musicale e, successivamente, artistico. Se di primo acchito può apparire come qualcosa di totalmente nonsense ed insopportabile, conoscendola in tutte le sue sfumature la si può considerare piacevole, tranquillizzante o, addirittura, in grado di “svegliare” l’ascoltatore. In fondo i suoi sottogeneri sono moltissimi e gli artisti aumentano assieme alla notorietà del genere che, prima del suo arrivo nell’ambito dei memes, veniva snobbato e lasciato ai progetti non meritevoli.

Piano piano ha suscitato l’interesse di molti, facendoli appassionare per i tocchi jazz, ambient, lounge e – forse – addirittura funk, assieme alla nebbia di nostalgia in cui è immerso il tutto. Con uno sguardo agli anni ’80/’90/2000, la Vaporwave si pone come un genere innovativo seppur stravagante, in grado di essere ritenuto come un genere musicale a tutti gli effetti, non-tempo non-luogo.

Ad accompagnarci nella sua lettura c’è Zabuba Nevresky, in arte QuadratoX, artista italiano (nato in Russia, annata ’86) che, dopo aver fondato nel 2009 i Corkscrew No 4453556, ha dato vita a questo side project dal logo casuale ma significativo – l’artista ha dichiarato: “scarabocchiando in un foglio e sovrapponendo le mie iniziali (Z e N) venne fuori e dal destino, al tempo, ancora ignoto. In un futuro prossimo, conosciuto ed approfondito il genere in questione, divenne chiara la missione del side project che, piano piano, acquisì notorietà nella scena italiana ed internazionale.

In data 1 Dicembre 2017 è uscito il suo ultimo LP, 1995, colmo di featurings e frutto di un lavoro nei meandri degli anni ‘80/’90 con un tocco ambient/glitch, ottimo per ricadere nella nostalgia canaglia di quel periodo.

S: Come ti sei avvicinato alla Vaporwave e cosa ti ha spinto a produrre brani, spaziando per diversi sottogeneri?

Q: Mi sono avvicinato tramite Facebook: vedevo ovunque il video di Macintosh Plus – リサフランク420 / 現代のコンピュー e non capivo che fosse; quando la ascoltai non mi piacque per nulla. Poi Electric Dreams, mio grande amico e producer Vaporwave, mi convinse a riprovare ad avvicinarmi al genere: riascoltai quella traccia e mi entrò in testa! Da lì mi appassionai al genere, ascoltando poi Blank Banshee, Bubble Keiki e molti altri. Spazio tra molti sottogeneri perchè è la mia natura da musicista: non riesco a stare in un solo genere, mi sta troppo stretto. Io adoro sperimentare e unire generi.

S: Tra i vari, inoltre, qual è il tuo preferito da ascoltare e quale quello che ti diverte di più nella fase di composizione?

Q: Da ascoltare preferisco l’Eccojam e la Vaportrap; da produrre sempre la Vaportrap e qualcosa più Ambient, dove posso sbizzarrirmi, usare i sample più assurdi e smanettare maggiormente con effetti, pedali e quant’altro.

S: C’è un artista da cui prendi spunto, in particolare?

Q: Ovviamente Blank Banshee! Lui, dalla prima volta che lo ascoltai, mi rapì completamente con i suoi suoni retro, psichedelici e innovativi che mi hanno ispirato tantissimo.

SOsservando il tuo Bandcamp regolarmente e seguendoti sui social, si nota un’alta frequenza di release e ciò fa sembrare semplice la creazione di un pezzo vaporwave. E’ davvero così o c’è più una preparazione tecnica/sentimentale fatta per bene, “dietro le quinte”?

Q: Io nel mio PC ho tantissimi album pronti e prodotti in mesi e mesi di lavoro che, con calma, rilascio mensilmente, ma non è stato semplice farlo. La vaporwave non è semplice. Sembra che sia solo “prendere una traccia e rallentarla” ma non è così. Se uno vuole creare una traccia tramite sample deve prima trovare quello giusto, che dia quel mood nostalgico, e non prendere una canzone a caso, rallentarla e basta. Dopo aver trovato il sample giusto si devono trovare i suoni appropriati da mettere sulla traccia, gli effetti (e non solo phaser e reverbero come fanno tutti) e i suoni di batteria. Poi ovviamente mix e master. Se uno invece vuole fare tutto da zero è ancora più divertente: scegliere quali vst usare, batteria, melodie e quant’altro. Praticamente è come comporre una traccia di qualsiasi altro genere.

Copertina dell’ultimo album di QuadratoX, 1995

SIn Italia la Vaporwave è nota più per i meme che come arte audiovisiva: basta vederne l’utilizzo su Facebook da parte di varie aziende per le rispettive campagne promozionali. Che avviso daresti ai lettori per vedere questo fenomeno, nato in Internet, come “qualcosa di più rispetto a come appare”?

Q: Darei questo avviso: la Vaporwave non è un meme, non è un immagine con quattro kanji e con un filtro rosa, non è una canzone di *artista pop random* rallentata e messa sotto a un video dei Simpson o di qualche altra roba trash Italiana. La Vaporwave è molto di più: è un’emozione, un’emozione profonda che, purtroppo, è stata presa ovviamente (come tutte le cose serie che arrivano in Italia) sottogamba, presa e distrutta da pagine di meme che vogliono qualche like in più, che non hanno capito nulla di questo movimento. In Italia non verrà mai preso seriamente ma rimarrà relegato all’underground, come tutte le cose belle in questo paese.

S: Collegandomi a quest’ultima domanda, che artisti in particolare (italiani e non) consiglieresti per avvicinarsi al genere e/o approfondirlo maggiormente, distaccandosi da quella visione errata?

Q: Italiani in primis ovviamente bl00dwave, il capostipite della Vaporwave in Italia. Poi direi Electric Dreams e Bodyline. Per quelli internazionali invece consiglio Bubble Keiki バブル景気, Chemical Hypnotist e 18 Carat Affair.

SInfine, quali tra i tuoi pezzi metteresti in una ipotetica top 3 e perché?

Q: Domandone difficile…Io direi tutte le mie tracce, ma le tre che preferisco sono:

  • オゾマシー ᴴᴰ nell’album Climatic Rebuilder ᴴᴰ: ha uno di quei mood nostalgici che mi fanno emozionare moltissimo, ogni volta.
  • DarkNet Heaven nell’album Æther Paradise Online, fatta in collaborazione con Infector http://, grande amico e grande musicista.
  • Main Theme nell’album Yeah Yeah Beebiss 2: The Original Soundtrack, la mia preferita in assoluto : non propriamente Vaporwave al 100% ma è l’unica traccia che ogni tanto mi viene da canticchiare e che, ogni volta che la ascolto, mi mette una malinconia devastante.

Menzione d’onore per Dance Till KYS nell’album KYS City, a metà tra Lo-Fi Vaporwave e Future Funk: questa traccia infonde un’energia meravigliosa mista a nostalgia pura, per un periodo che non tornerà mai più.

About Francesco Santin 11 Articles
Studente di Scienze Internazionali Diplomatiche, ex telecronista di eSport e amministratore di diversi siti e community per i quali ho svolto anche l'attività di giornalista e recensore di vari titoli nel mercato videoludico. Ho un debole per la scrittura, in particolare poesie, e per la fotografia.

Be the first to comment

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: