Intervista ad Emanuele Deste

Che ne diresti di cominciare con una breve presentazione?

Ciao a tutti, mi chiamo Emanuele. Dopo aver frequentato il liceo scientifico G.Oberdan a Trieste, ho scelto il SID come tappa successiva della mia vita universitaria ed ora sono al secondo anno. Fra le mie grandi passioni c’è lo sport di tutti i generi e nello specifico pratico l’atletica a buoni livelli. La mia vena sportiva è conosciuta anche al SID, poichè l’anno scorso, già a partire dal primo giorno di università, mi hanno avvicinato e convinto a diventare il leader della squadra di calcetto del primo anno. Da lì in poi mi è stato affibiato il soprannome di “capitano”. Da qualche anno ho iniziato ad interessarmi maggiormente alla politica ed ora ho deciso di lanciarmi in questa nuova avventura della lista universitaria.

C’è qualche motivazione particolare che ti ha portato a decidere di candidarti?

Ho scelto di candidarmi principalmente per mettermi alla prova in un contesto a me poco conosciuto, come quello della vita politica universitaria, un ambito che mi attrae, perchè è tutto da scoprire. Inoltre ho voluto mettermi in gioco perchè sono convinto che gli studenti, io in primis, dovrebbero conoscere più da vicino il funzionamento dell’università e capire che possono avere un ruolo di primo piano per migliorarla. Inoltre vorrei aggiungere che le iniziative proposte dalla “RUN” a livello nazionale mi hanno fatto capire che anche nel nostro piccolo “cortile goriziano” si potrebbero fare grandi cose e rendere l’università ancora più vicina ai bisogni degli studenti.

Come hai percepito la reazione alla vostra campagna elettorale?

La campagna elettorale si sta dimostrando un impegno non da poco, ma assai stimolante, un momento di divertimento e di crescita. Ho notato come la maggior parte degli studenti del Polo goriziano non abbia la minima idea di cosa sia una lista universitaria e cosa significhi far parte di un consiglio di dipartimento. Nonostante questo, considerando che la nostra lista a Trieste e Gorizia parte da zero, ho constatato con piacere che il volantinaggio e le varie presentazioni o eventi legati alla campagna elettorale divertano ed interessino ai ragazzi: partecipare anche solo come comparsa ad un video elettorale può rappresentare un’esperienza che rimarrà per sempre nei ricordi di ognuno.

C’è un punto del programma a cui tieni particolarmente?

Questa mia risposta credo che a molti strapperà un sorriso: penso che il punto del programma di maggior rilievo sia quello riguardante la possibilità di avere lezioni ed esami in inglese, personalmente sono convinto che farebbe fare un salto di qualità al nostro corso di studi. L’inglese è la lingua globale per eccellenza ed ho notato che al SID vi sono molti studenti che si presentano con un elevato livello di conoscenza di questa lingua, spesso dovuto ad esperienze pregresse maturate all’estero, mentre altri hanno maggiori difficoltà. Creare degli appositi corsi in inglese, da un lato incentiverebbe molti a perfezionare il proprio livello linguistico, dall’altro coloro che hanno minore familiarità con la suddetta lingua straniera potrebbero raggiungere un livello di conoscenza più appropriato a consentirgli di affrontare “il salto” nel mondo lavorativo. Ho potuto toccare con mano il fatto che il sistema di insegnamento delle lingue straniere del Polo goriziano presenta molte falle; i rimedi a ciò potrebbero essere la creazione di corsi di lingue con un numero di studenti ristretto ed una maggiore collaborazione fra gli insegnanti, così da avere programmi di studio più lineari e legati tra loro.

Cosa ne pensi dei rapporti che intercorrono tra SID, Dipartimento di Architettura e Polo universitario di Trieste?

Ho notato che il rapporto fra il Polo goriziano ed il corso di scienze politiche a Trieste è inesistente o addirittura di astio per molti, per chissà quali motivi sconosciuti. Credo che bisognerebbe mettere in contatto gli studenti dei due corsi, per esempio invitando gli studenti triestini a prendere parte alle iniziative che proponiamo a Gorizia o organizzarne altre presso l’università di Trieste. Sono consapevole che ciò sia di difficile realizzazione, ma credo sia necessario fare qualcosa per far uscire Gorizia dal proprio isolamento. I rapporti con gli studenti di architettura sono molto simili a quelli tra le squadre di calcio di Milan ed Inter; esse provengono dalla stessa città e sono costrette a condividere i medesimi spazi, le rispettive tifoserie si definiscono “cugini”, ma aggiungerei cugini che negli anni addietro hanno avuto degli accesi diverbi e i cui rapporti ora sono ai minimi termini.

Che progetti hai riguardo il prossimo anno?

Affronterò il terzo anno del corso di Scienze Internazionali e Diplomatiche e non parteciperò al programma Erasmus, non perchè non trovassi interessante la possibilità di affrontare un anno di studi all’estero, ma perchè ho creduto fosse meglio impegnarmi per concludere il percorso triennale nei tempi giusti. Così, a prescindere dal fatto che io sia eletto o meno, potrò contribuire con tutte le mie energie a far crescere la “RUN”nel Polo goriziano, a far conoscere anche ai nuovi arrivati la vita politica universitaria e le emozioni, i divertimenti, le soddisfazioni che essa ti può dare se decidi di lasciarti coinvolgere. Vi lascio con quest’ultima perla di saggezza e vi invito a recarvi il 15 ed il 16 aprile ai seggi elettorali perchè “all’università la linfa vitale e le possibilità di crescere ancora le possiamo dare solo noi studenti”.

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