Kennedy, 54 anni dopo

La folla accoglie John Fitzgerald Kennedy(Source: Pixabay)

Il 22 novembre 1963, a Dallas, si compiva quello che sarebbe diventato uno dei più importanti eventi sociali e mediatici dal secondo dopoguerra in poi: John Fitzgerald Kennedy, presidente degli Stati Uniti, veniva ucciso in un attentato a fuoco per mano dell’ex marine Lee Harvey Oswald. Per oltre mezzo secolo, il governo americano ha mantenuto lo stato di segretezza sui files riguardanti l’omicidio. Ciò ha accresciuto, già all’indomani della tragedia, la curiosità dell’opinione pubblica e la continua comparsa di indiscrezioni, molte delle quali sono sfociate in colorate teorie complottistiche.

Alcune tesi hanno sostenuto che i mandanti dell’omicidio fossero i vertici della mafia, della CIA o della classe industriale. Altri, invece, hanno ritenuto impossibile che un uomo solo possa aver compiuto un’impresa come l’omicidio del presidente degli Stati Uniti. Tra le più fantasiose, ve n’è una che dipinge un intreccio passionale, arricchito da gelosie ed elementi di spionaggio internazionale, che si sarebbe poi conclusa con l’assassinio del presidente per mano del cantante Elvis Presley. Certo è che le circostanze del delitto, l’arresto pressoché immediato dell’omicida, seguito dalla morte dello stesso due giorni dopo, e la mancata ammissione di colpevolezza, hanno da sempre suscitato enormi dubbi riguardo al reale svolgimento dei fatti.

Il 35esimo Presidente degli Stati Uniti d’America, John Fitzgerald Kennedy (Source: Pixabay)

Nel contesto di tensione politica e ideologica dei primi anni ’60, la difficoltà nel ricostruire l’esatta dinamica degli avvenimenti ha alimentato sempre più, col passare del tempo, la nascita di vere e proprie leggende attorno alla figura dell’ex presidente. Le stesse testimonianze discordanti e le rivelazioni riguardanti la sua vita personale, combinate con le numerose contraddizioni degli organi addetti alle indagini, hanno contribuito a tenere vivo il mito di uno dei presidenti più amati e controversi della storia americana. Ad oggi, svariati decenni dopo, JFK è ancora ben presente nell’immaginario collettivo.

Il fatto che la figura in sé dell’ex presidente, nonché, per riflesso, di tutta la famiglia Kennedy, sia ancora oggetto di speculazione e di attrattiva è ampiamente dimostrato dalla produzione cinematografica e letteraria nata attorno a questi fatti e ai loro protagonisti. A cinquantaquattro anni di distanza, questo fenomeno non ha conosciuto alcuna battuta d’arresto, anzi. Esempi significativi possono essere il romanzo ucronico “22/11/’63” di Stephen King, in cui l’autore immagina un mondo alternativo in cui JFK sia sopravvissuto; il film “JFK” di Oliver Stone, del 1991, forse il più famoso che abbia per oggetto il presunto complotto; il recentissimo “Jackie” di Pablo Larraìn, uscito nelle sale lo scorso dicembre.

John Fitzgerald Kennedy (Source: Wikipedia)

Poche settimane fa, l’attuale presidente Trump ha permesso la pubblicazione di oltre 2800 dei files sul caso Kennedy, rispondendo all’appello che l’opinione pubblica porta avanti da decenni. I files abbracciano un lasso temporale molto ampio, che va dagli anni delle minacce precedenti alla morte, fino a tutto il perdurare delle indagini successive. Si sono rivelati però ben poco esaustivi, in quanto riportano fatti che non solo non fanno chiarezza sulla vicenda, ma la infittiscono di contraddizioni. Sono un esempio la telefonata anonima che avvisò l’FBI dell’imminente omicidio di Oswald e i presunti contatti dello stesso con un membro del KGB.

Sono invece presenti, tra i files desecretati, informazioni che poco o nulla hanno a che fare con l’omicidio Kennedy, come il dossier riguardante alcune vicende personali di Martin Luther King, che certamente hanno attirato l’attenzione dei più, ma della cui verità effettiva non si ha certezza.

Quel che è certo è che, tutt’oggi, la morte del presidente Kennedy e le vicende della sua famiglia continuano e continueranno a essere nutrimento per l’industria dell’intrattenimento e per gli amanti del mistero e del complotto. Eventuali sviluppi e novità sono rimandati – ancora una volta – all’aprile 2018, data ultima in cui Trump ha promesso di rivelare anche gli ultimi trecento file del caso Kennedy, momentaneamente bloccati in quanto ritenuti pericolosi per la sicurezza nazionale.

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