Kenya alle urne: Presidente rieletto ma l’opposizione contesta

L’8 agosto la repubblica del Kenya si è recata alle urne per eleggere il presidente, i membri delle due camere del Parlamento e dei governi locali. Il voto presidenziale era il più atteso, in quanto l’ordinamento politico locale è di stampo presidenziale. Secondo la costituzione introdotta nel 2010, il Presidente della Repubblica, Capo dello stato e dell’esecutivo rimane in carica quattro anni e può ricoprire al massimo due mandati. Il sistema elettorale è a doppio turno: un candidato è eletto al primo turno se ottiene almeno il 50% dei voti validi e il 25% dei voti in almeno 24 delle 47 contee amministrative in cui il Kenya è suddiviso.

Si sono contesi l’incarico di presidente otto candidati, tra cui anche un italiano, Franco Esposito, da 50 anni in Kenya. La vera partita si giocava però tra il Presidente uscente Uhuru Kenyatta, appartenente al partito “The National Alliance” e il leader del partito d’opposizione ”Orange Democratic Movement” e capo del governo, Raila Odinga. Lo scontro tra i due ha radici storiche: Kenyatta è il figlio del primo presidente della repubblica keniota e Odinga è figlio del primo vice-presidente. I due candidati, inoltre, si erano già sfidati durante le presidenziali del 2013, quando il primo ne era uscito vincente e il secondo aveva denunciato brogli e si era rivolto alla Corte Suprema, perdendo la causa.

Uhuru Kenyatta (al centro), riconfermato Presidente del Kenya/ Uhuru Kenyatta Official Facebook Page

Anche questa volta, Uhuru Kenyatta ha vinto le elezioni al primo turno con il 54,3% dei voti contro il 44,7 di Raila Odinga. L’oppositore ha subitaneamente messo in discussione la validità dei risultati e il malcontento diffuso è sfociato negli scontri etnici tanto temuti dalle autorità nazionali ed internazionali. Nel 2008, infatti, a seguito della sconfitta alle elezioni dello stesso Odinga, le proteste avevano causato all’incirca un migliaio di morti.

La tensione è altissima e numerose sono le forze dell’ordine schierate nelle principali città poiché si teme la degenerazione della situazione. Almeno una decina i morti finora accertati nelle sommosse che hanno avuto luogo a Nairobi e nelle varie roccaforti dell’opposizione.

Il presidente rieletto e le principali forze del Paese richiamano all’ordine e alla pace nel tentativo di evitare che i drammatici fatti delle scorse elezioni si ripetano. L’opposizione sembra non voler concedere la vittoria e nega la possibilità di ricorso in tribunale, giudicata inefficace visti i precedenti risultati. Gli osservatori internazionali non nascondono i loro timori nei confronti di una situazione dai contorni poco nitidi e il cui evolversi appare imprevedibile.

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