La Prima Lacrima, noir triestino

Ho avuto il piacere di partecipare ad un bell’incontro organizzato in una libreria a Gorizia, la mia città. A conversare con l’autore del romanzo “La Prima Lacrima”, Fabio Bozza, c’erano Annapaola Murgia, che ci ha letto alcuni passi significativi del libro raccontando le sensazioni vissute grazie anche il legame affettivo con Bozza (è infatti la sua dolce metà), e Caterina Di Dato, operatrice del Centro antiviolenza di Gorizia e dell’Associazione SOS Rosa Onlus.

“La Prima Lacrima” è ambientato a Trieste, città mitteleuropea incastonata tra mare e montagna, dove è spesso la Bora a dettar legge nelle strade. Sono proprio queste caratteristiche uniche, insieme ad altre ben descritte dal triestino di adozione Bozza, a rendere la città triestina un vero e proprio personaggio, vivo e con una sua personalità.

Elisa è una giovane madre, vedova ed eroinomane. Scendendo gradualmente nell’abisso che la porterà alla totale dipendenza dalla droga, resta appigliata al grande senso di protezione che nutre nei confronti di Christian, il suo bambino. La donna diventa oggetto, un’invisibile che si aggira per le vie di Trieste in cerca della sua dose quotidiana, esclusa dal resto della società. Ma Christian, no, Christian non deve vivere questa discesa nell’inferno. Sua mamma costruirà intorno a lui un recinto fatto di attenzioni e protezione, cercando di non fargli mai mancare nulla e rendendolo il più felice possibile. Non a caso lo scrittore ci racconta del bambino sempre attraverso la voce di altri personaggi, senza mai farlo apparire direttamente sulla scena. Viene creata una bolla affettiva destinata però ad essere infranta da un brutto episodio di pedofilia, con vittima proprio lo stesso Christian. L’atto di violenza emerge dal cambiamento comportamentale del figlio di Elisa, insieme ad altri segnali indicanti l’abuso, come ad esempio la comparsa nei disegni di un “uomo nero”.

La psicologa Caterina Di Dato è a questo punto intervenuta sottolineando l’importanza dell’ascolto che dobbiamo dare ai più piccoli, facendo attenzione ai loro comportamenti, sguardi, gesti e parole, contestualizzandoli in una visione d’insieme e non confondendo il fare con la loro essenza, quindi cercando di capire l’origine del disagio in un percorso che coinvolga anche chi non è genitore ma fa comunque parte della vita dei bambini, a cominciare dal maestro o dalla maestra che trascorre con loro molto tempo della giornata. E’ importante, soprattutto, non trattare il bambino come un adulto in miniatura, bensì come una vera e propria persona uguale alle altre, con la differenza di avere un linguaggio diverso da quelli con cui gli adulti sono solitamente abituati a trattare. Nei giochi, nei disegni, nei gesti, anche quelli più semplici, va cercato l’indicatore di un abuso, che ricordiamo, può anche essere stato non solo propriamente sessuale come spesso siamo portati a pensare. L’abuso, il danno portato da un adulto ad una persona ancora indifesa nei confronti del mondo, può essere la trascuratezza, quando al piccolo non si prestano le dovute attenzioni lasciandolo solo a se stesso in un’età quando solo a se stesso non può e non deve restare, ma anche episodi di pedofilia sui nuovi mezzi di comunicazione, quali internet e il cellulare, sempre più lasciati nelle mani dei bambini senza le dovute precauzioni.

Un altro importante tema di disagio sociale che viene trattato ne “La Prima Lacrima” è il rapporto con la droga. Elisa morirà di droga, e la sua morte cambierà il modo di vedere le cose di altri personaggi. Salvatore, commissario di polizia, resterà colpito da questo episodio, contrariamente dei suoi colleghi, interrogandosi sul perché la donna, pur legata da un fortissimo rapporto con Christian, sia arrivata a quel punto di non ritorno. Una dimostrazione di sensibilità, questa, da parte di Salvatore che il lettore ritroverà anche in Luca, professione posteggiatore che per arrotondare spaccia. L’uomo, restato sotto shock per la morte improvvisa di Elisa, capovolgerà il suo punto di vista da “venditore”, attento al solo guadagno derivante dalla vendita di droga, a “cliente”, aprendo gli occhi su un mondo fatto per l’appunto di grande solitudine ed abbandono. Nella vicenda si inserisce anche Giulia, una bella ragazza inizialmente descritta con soli stereotipi che vive il suo rapporto con Luca essenzialmente come un passatempo e come un divertimento, per poi intraprendere un percorso che farà capire alla coppia che una relazione vera è condivisione che passa attraverso la comunicazione, nei momenti non solo di gioia, visto che Giulia sarà vittima nel corso della vicenda di un altro episodio di violenza, che inizialmente la farà sentire un oggetto, provandola psicologicamente. Ma Luca la aiuterà ad uscire dal tunnel, prendendola per mano come mai aveva fatto. Sul serio.

Il filo che unisce i personaggi del romanzo è la solitudine: la solitudine di Elisa vissuta di fronte alla droga che la consuma sempre più, la solitudine professionale di Salvatore che oltre alla mente mette anche i sentimenti e il senso di giustizia nel posto di lavoro, la solitudine di Luca e Giulia come coppia, visto che il dialogo tra i due in realtà non esiste. Ogni personaggio è fatto di luce ed ombra, nessuno è assolutamente positivo o assolutamente negativo. Proprio come nella realtà. Il messaggio lanciato dall’autore Fabio Bozza vuole però essere di ottimismo, di fiducia verso il prossimo e verso il futuro, facendo riflettere sia i personaggi sia il lettore stesso sulla possibilità di ricominciare e ritrovare la propria umanità, non arrendendosi di fronte le proprie difficoltà e imparando ad ascoltare chi ci è vicino.

Consiglio a tutti la lettura del libro “La Prima Lacrima”, che oltre ad essere un avvincente libro noir ambientato nella sempre affascinante Trieste, fa riflettere su temi sociali di scottante attualità che magari non riusciamo a vedere ma sono più frequenti di quel che possiamo osare di pensare.

About Daniel Baissero 5 Articles
Classe 1992, laureato triennale in Scienze Politiche presso l'Università degli Studi di Trieste e ora impegnato nell'avventura della laurea magistrale, vivo a Gorizia. Sono grande appassionato di tutto ciò che riguarda la società, dall'attualità all'arte in tutte le sue forme, dalla politica allo studio del comportamento umano. Mi piace scrivere, cercando di indagare con occhio critico le varie esperienze che vivo durante la mia quotidianità, divisa tra una voglia innarrestabile di viaggiare e un profondo attaccamento alla storia e alla cultura della mia terra.

Be the first to comment

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: