Manifestazione a Montecitorio – La spaccatura secessionista del Camerun

Un gruppo di camerunesi inglesi durante la manifestazione del 19.01.2018 a Montecitorio, Roma

Mio fratello è ancora in ospedale con la gamba rotta”, mi racconta Ernest. La causa? È stato picchiato durante una pacifica manifestazione contro la dittatura di Paul Biya. Il Camerun è ancora oggi spaccato in due con un 80% di popolazione francofona da un lato, e dall’altro un piccolo ma radicato 20% di realtà anglofona che vorrebbe veder nascere un nuovo proprio stato, battezzato col nome di Ambazonia. E proprio per difendere i diritti di questa minoranza si è riunito ieri, davanti alla Camera dei Deputati, un gruppo di camerunesi. La data non è casuale: proprio il 19 gennaio di un anno fa aveva inizio un grosso corpus di proteste, generate dalla (re)azione comune di avvocati e insegnanti.

Infografica: breve storia del CamerunIl punto è che non hanno mai potuto scegliere. A seguito del ritiro delle forze coloniali è stata imposta loro una scelta chiara: o federarsi con la Nigeria o con il Camerun francese, ma mai è stata data loro la possibilità di autodeterminarsi. A raccontarmi questo è Amanda Mancho: sembra che abbia appena vent’anni, invece  ne  ha più di quaranta; e oltre ad essere mamma è anche segretario finanziario dello SCAI (Southern Cameroons Ambazonia Italy).

Lionell mi spiega come la sua gente sia stata marginalizzata sempre di più: “il governo ha spostato tutte le industrie che erano presenti sui nostri territori nella parte francese, così non troviamo più lavoro e siamo costretti a spostarci dall’altra parte. Lo stesso stanno facendo con l’istruzione: abbiamo dovuto lottare e scioperare per anni per ottenere scuole e università dove si insegnasse nella nostra lingua,  ora il governo ha iniziato a mandarci  di nuovo solo professori francesi. È successo anche a me quando studiavo matematica: per il primo anno non ho potuto imparare niente perché nessun corso era in inglese, ho dovuto imparare la lingua degli altri per poter capire qualcosa, l’anno dopo”.

E pare che il pugno del governo contro gli aspiranti secessionisti sia sempre più duro: villaggi rasi al suolo, arresti arbitrari e chiusure totali di internet sono solo alcune delle cose che gli abitanti dell’Ambazonia lamentano. A fronte dell’aumento delle violenze la gente ha iniziato a fuggire verso la Nigeria. Si parla di 40.000 persone che hanno affrontato le foreste per trovare una società più equa. “Pochi giorni fa una donna è morta dissanguata dopo aver partorito due gemelli nella foresta”, “la conoscevi?”, “no, ma ci teniamo molto aggiornati sul gruppo WhatsApp”.

Camerun: le manifestazioni dei camerunesi anglofoni culminano spesso in violente repressioniMentre le dita color ebano dei miei interlocutori scivolano sul vetro reattivo delle loro conversazioni online vedo scorrere immagini di paesaggi tostati dal sole con baracche convertite da ripari a prati di cenere. Compare anche un video. Sotto l’icona triangolare che in tutto il mondo simboleggia “play” vedo due uomini, anzi, quelli che erano uomini. Ora sono due cadaveri sdraiati uno accanto all’altro. Amanda non lo fa partire, “non l’ho ancora voluto vedere”.

Oltretutto, aggiungono, pare che recentemente Abuja abbia fatto un accordo con  Paul Biya: mille camerunesi inglesi, che erano giunti nel vicino paese con la richiesta di protezione internazionale, sono stati improvvisamente arrestati e ora giacciono come polvere sotto al tappeto dei giochi politici nelle carceri nigeriane.

“Ma perché proteste qua?”, “la comunità internazionale deve fare qualcosa, l’Onu deve fare qualcosa! E poi l’Italia adesso sta intessendo buoni rapporti commerciali con il Camerun, se sanno, possono fare qualcosa”. Insomma, sperano che l’Italia metta in atto boicottaggi commerciali in nome di una minoranza nera. Intanto, a Montecitorio nessuno si cura del loro megafono, nemmeno i passanti.

About Veronica Andrea Sauchelli 15 Articles
Veronica è un'idealista persa determinata a diventare giornalista. Oltre a quella per la scrittura, ha una grande passione per la fotografia.

Be the first to comment

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: