L’alumna risponde: Irena Spazzapan

Gli alumni rispondono, rubrica a cura di Eleonora Cecco

Lavorare in Goldman Sachs, parte 1

Nome: Irena Spazzapan.

Origini: nata a Gorizia da madre triestina e padre cresciuto in Argentina, appartiene alla minoranza slovena.

Attuale domicilio: Londra

Professione: Executive Director in Energy Sales presso Goldman Sachs

Come ci sei arrivata: a diciotto anni il mio sogno era quello di lavorare per qualche ONG che si occupasse di rifugiati. Così, al terzo anno di università, grazie al professor Fasana, sono partita per un anno alla SOAS di Londra, dove ho avuto modo di frequentare molti corsi di economia dello sviluppo e studi sui rifugiati. L’estate seguente mi sono recata in Africa per collaborare con una ONG su un progetto di costruzione di un acquedotto vicino al lago Vittoria. Questa esperienza mi ha permesso di capire che la realtà della cooperazione non rispondeva realmente alle mie aspirazioni, perché per quanto sia possibile cambiare le cose, si tratta sempre di interventi su piccola scala con una risonanza modesta, in grado di impattare soltanto la piccola comunita’ all’interno del villaggio.

Tornata dall’Erasmus sono andata in Siria per uno stage con UNRWA (United Nations Relief and Works Agency for Palestine Refugees in the Near East) dove, per quattro mesi, ho partecipato a un progetto di micro-finanza supportato dai fondi dall’Unione Europea, che poi è diventato l’oggetto della mia tesi con l’amb. Ferraris. Le mie responsabilità erano quelle di valutare come venivano spese le risorse finanziarie, l’andamento del progetto e di formulare delle raccomandazioni. Già dopo i primi due mesi in Siria mi sono accorta che nemmeno le Nazioni Unite erano rispondenti ai miei desideri professionali: sebbene la dimensione dei progetti li renda di maggiore impatto, il sistema è spesso molto inefficiente e ci sono molto sprechi di risorse. D’altro canto, a Damasco sono entrata in contatto con la comunità petrolifera degli expat che mi hanno introdotto alla realtà dei mercati dell’energia.

Rientrata a Gorizia ho seguito il corso di economia del petrolio del prof. Dessenibus e alla fine del quarto anno sono tornata a Londra per uno stage presso la prima banca al mondo per le materie prime: Goldman Sachs. In tre mesi di interviste con la banca mi sono accorta che il lavoro mi piaceva moltissimo e alla fine dello stage mi è stato offerto un contratto. Laureata a dicembre 2004, dopo un lungo viaggio in America Latina a marzo 2005 ho cominciato il mio percorso in Goldman Sachs.

In che cosa consiste il tuo lavoro: Attualmente sono la responsabile di Goldman Sachs per il mercato dell’energia dell’Europa meridionale. Mi interfaccio con le maggiori società che si occupano di gas, generazione elettrica e raffinazione petrolifera – aziende che hanno un rischio perché consumano e producono energia e quindi sono esposte alla volatilità dei prezzi. Devo trovare le strategie giuste per minimizzare l’impatto sui clienti della volatilità dei prezzi attraverso derivati finanziari o posizioni fisiche.

In Europa i professionisti che fanno il mio lavoro seguendo aziende in Europa meridionale sono una decina in tutto, presso altrettante banche internazionali e europee. Gli ultimi anni sono stati spesso difficili nel settore finanziario, ma se sopravvivi hai poi tantissime opportunità per crescere.

Una giornata tipo: sveglia alle cinque e mezzo e subito esco per 5 km di corsa. Anima sana in corpore sano: quando si lavora tanto è importante! Arrivo in ufficio verso le otto, dopo aver già letto le notizie e le mail. Chiamo i clienti, ho riunioni interne, coordino i legali, i matematici che lavorano sui modelli finanziari, gli esperti del credito nell’ambito di grosse transazioni. E’ un aspetto che amo molto del mio lavoro, in quanto mi da la sensazione di essere come il direttore di un’orchestra. Verso le sei gli uffici dei clienti chiudono e io mi posso dedicare a riordinare le idee, rispondere alle mail, preparare le presentazioni…Verso le otto e mezza della sera esco. Una volta alla settimana viaggio per incontrare i clienti nei mercati: taxi alle cinque, prendo il primo volo, alle undici incontro i clienti e, dopo quattro o cinque riunioni, torno a Londra. In genere durante i weekend non lavoro.

Le competenze acquisite al SID che si sono rivelate preziose e gli ambiti nei quali hai dovuto scontare delle lacune dal punto di vista professionale: quando si lavora per una banca a Londra si è immersi in un ambiente multiculturale, per cui le competenze trasversali che si acquisiscono al SID sono molto importanti. Fondamentale inoltre è lo studio delle lingue, che è indispensabile parlare fluentemente. Con i clienti è molto più facile instaurare una relazione forte se parli la loro lingua: se non avessi conosciuto l’italiano, lo sloveno, l’inglese, il francese e lo spagnolo non mi sarebbe stata data così tanta esposizione con i clienti e non avrei potuto crescere così in fretta. Come non ci si presenterebbe a una riunione in tuta, così non è possibile parlare un inglese approssimativo. Purtroppo il SID non fornisce basi forti nel campo della finanza, e dopo il primo anno in banca le lacune si sono fatte sentire. Essendo molto appassionata del mio lavoro non desideravo interrompere per frequentare un MBA, e così ho scelto di specializzarmi con un CFA: un programma che si concentra negli ambiti dell’investment management e dell’analisi finanziaria delle azioni, dei bond e degli strumenti derivati. Tre anni di lavoro, studio la sera e nei fine settimana, e poco altro. Nel lavoro, il successo è dato per il 50% dalla bravura e per il 50% dalla fortuna. La preparazione è importante ma io mi reputo anche una persona fortunata.

Un aspetto positivo e uno negativo del tuo lavoro: aspetti positivi sono la dinamicità, la possibilità di avere un impatto sul business, la meritocrazia, il dover affrontare sfide sempre diverse e intellettualmente stimolanti. La sfida maggiore è la capacita’ di innovare continuamente il servizio offerto ai clienti, a seconda delle diverse condizioni di mercato che evolvono sempre molto velocemente.

Una sfida: Il mercato dell’elettricità, del gas e della raffinazione petrolifera non è mai uguale; ogni anno ci sono problemi diversi. Da due anni le società soffrono per la crisi, ma anche questo è un ciclo che finirà. La sfida intellettuale è rappresentata dal capire quali sono le strategie giuste da adottare: devi essere molto proattivo e sviluppare delle relazioni molto forti con i clienti. Goldman Sachs è una banca che rappresenta la cosiddetta service economy: un business che ruota intorno al cliente.

Il consiglio a chi desidera intraprendere la tua professione: a tutti consiglio di non aspettare di laurearsi per fare esperienza, ma di mettersi alla prova al più presto per capire se il sogno nel cassetto corrisponde realmente alle nostre aspirazioni. Trovate quello che vi piace e poi buttatecivi al 100%: passione, entusiasmo e intelligenza sono i fattori più importanti. Inoltre, nella scelta del vostro percorso, l’azienda per la quale lavorare deve pesare 90 e il tipo di lavoro 10. Se facciamo il lavoro più bello nell’azienda sbagliata non potremo crescere molto, perché siamo solo una persona in mezzo a tanti… invece nell’azienda giusta si può crescere, cambiare posizione e gradualmente salire verso posizioni dove poi si puo’ impattare le future strategie. La carriera nella finanza ti deve piacere, perché vivi per lavorare. In banca le ore di lavoro non sono mai meno di dodici (in ufficio) per chi lavora sui mercati, ma le email continuano sempre; per chi invece lavora nell’m&a le giornate finiscono anche dopo mezzanotte, con qualche pausa. Ritmi che possono essere sostenuti solo da una grande passione.

Un giorno felice: una giornata trascorsa scalando una montagna, godersi il panorama dalla cima e poi tornare a valle.

Un’aspirazione: come molti italiani all’estero, nel lungo periodo vorrei tornare per restituire un po’ di quello che ho avuto. Molto però dipende anche da come evolverà la situazione in Italia.

Il prossimo viaggio: la prossima settimana vado a trovare mio marito che adesso vive a Dubai.

Un episodio goriziano da ricordare: di Gorizia serbo ricordi bellissimi; molti dei miei migliori amici li ho conosciuti all’università. Il SID è un mondo piccolo frequentato da persone ambiziose e intelligenti che si fanno forza l’un l’altra, dove si riesce a imparare tantissimo e a diventare più forti. Era bello trascorrere le serate a sognare insieme e accorgersi che le tue aspirazioni non erano poi così strampalate. Dopo i primi anni a Gorizia però è importante aprirsi al mondo per mettere le ali.

Leggi anche l’intervista a Giancarlo Fonseca (Lavorare in Goldman Sachs, parte 2)

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