L’alumnus risponde: Giovanni Brignone

Nuovo appuntamento per la rubrica “Gli Alumni Rispondono…” a cura di Eleonora Cecco. L’intervista di oggi è a Giovanni Brignone, ex studente Sid e ora funzionario diplomatico.

Nome: Giovanni Brignone

Origini: sono nato nel 1971 a Palermo, ma ho trascorso i primi anni dell’infanzia a Torino, per poi tornare a Palermo con la famiglia all’età di 8 anni; dai 18 ai 20 anni ho vissuto a Lanciano, in Abruzzo. Ho frequentato i primi due anni del corso di Lingue e Letterature Straniere all’Università di  Pescara ma, non essendo soddisfatto di questa scelta, ho deciso di cambiare corso di studi: ho sostenuto l’esame di ammissione al SID, l’ho superato e nel settembre 1991 mi sono trasferito a Gorizia.

Attuale domicilio: dopo aver trascorso quattro anni in Sud Africa (dal 2003 al 2007), presso l’Ambasciata d’Italia a Pretoria, e altri quattro in Portogallo (dal 2007 al 2011) presso l’Ambasciata a Lisbona, lo scorso luglio sono rientrato in Italia e ho ripreso servizio alla Farnesina. Ora abito a Roma con la mia famiglia.

Professione: Funzionario Diplomatico, dipendente del Ministero degli Affari Esteri. Attualmente svolgo le funzioni di Capo dell’Ufficio IX della Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo; mi occupo di comunicazione istituzionale e di valutazione delle iniziative di cooperazione.

Come ci sei arrivato: il mio non è stato un percorso lineare. Sebbene considerassi la carriera diplomatica un’opzione possibile, prima di approdarvi ho fatto altre cose che avrebbero potuto portarmi in direzioni diverse.

Dopo la laurea ho vinto una borsa Leonardo, grazie alla quale ho svolto un periodo di formazione a Bruxelles, inizialmente presso l’Associazione Europea delle Radio, che svolgeva attività di lobbying in favore del settore radiofonico privato europeo, e poi anche con una società di consulenza spagnola, che si occupava di progetti di formazione e ricerca finanziati dalla Commissione Europea. Proprio quest’ultima società mi aveva offerto un contratto biennale per continuare a lavorare lì, soltanto che poi il destino ci ha messo lo zampino, nella forma di una… cartolina! Infatti, quando ormai pensavo che non sarebbe più arrivata, ho ricevuto una nota che mi intimava a presentarmi, il primo aprile del 1998, presso la caserma di Orvieto per svolgere il servizio militare, che allora era ancora obbligatorio: insomma, proprio un bel Pesce d’Aprile! Così ho dovuto tornare in tutta fretta in Italia, rinunciando all’opportunità di lavoro che mi era stata offerta, e questo ha decisamente cambiato le mie prospettive.

Terminata la “naja”, mentre cercavo di riprendere in mano il mio destino, ho cominciato a partecipare ad alcuni concorsi pubblici, vincendo prima un concorso da funzionario all’ICE e successivamente, quando già lavoravo all’ICE ormai da un anno, il concorso diplomatico. E da lì è iniziato il mio percorso qui al Ministero degli Esteri…

Quanto e come ha contribuito il SID: credo che l’esperienza del SID sia stata importantissima nel farmi maturare la volontà di lavorare in un ambiente internazionale e nel fornirmi solide basi teoriche in alcune materie fondamentali, oltreché nello sviluppare le mie conoscenze in un’ampia gamma di materie e problematiche con le quali mi è poi capitato di confrontarmi per lavoro.

Un aspetto positivo e uno negativo del tuo lavoro: l’aspetto positivo,  che è anche la principale motivazione che mi ha spinto a intraprendere la carriera diplomatica, è il piacere e l’onore di rappresentare il mio Paese all’estero, impegnandomi quotidianamente per tenerne alti l’immagine e il prestigio, cosa che, nella complicata congiuntura in cui  ci dibattiamo, è sempre più difficile ma, al contempo, sempre più importante. Quello negativo è che forse ciò che facciamo non è sufficientemente conosciuto all’esterno, per cui la gente tende ad avere un’opinione di noi basata su riserve mentali e pregiudizi infondati. Va però detto che probabilmente noi stessi dovremmo cercare di comunicare meglio la natura del nostro lavoro e il servizio che svolgiamo a beneficio di tutti gli Italiani, sia di quelli che si trovano all’estero che di quelli che vivono all’interno dei confini nazionali.

Fuori dall’ufficio: ci sono diverse attività che mi interessano al di fuori del lavoro, anche se non è facile trovare tempo da dedicarvi. Amo la lettura, il cinema, lo sport (calcio, pallacanestro, vela e tennis), la musica, di tanto in tanto mi piace giocare a biliardo oppure a poker, sono un  appassionato motociclista, adoro il buon cibo e il buon vino, mi interesso di computer ed elettronica…Trascorro la maggior parte del tempo libero con la mia famiglia; i miei bambini sono il mio “hobby” preferito, anche se mi piacerebbe poter passare molto più tempo con loro…

Un giorno felice:  al mare, una giornata di inizio estate, con la mia famiglia, facendo un bel giro in barca a vela…

Un sogno: sarà forse per scaramanzia, ma di solito evito di raccontare i miei sogni, quelli “privati” intendo. Se invece parliamo di un sogno “pubblico”, potrei dire, a rischio di suonare retorico,  che sogno che l’Italia riesca a uscire rafforzata da questa terribile crisi, facendo tesoro delle lezioni apprese dopo i tanti errori del passato, e possa offrire una prospettiva di speranza ai suoi cittadini, soprattutto quelli più giovani che magari adesso stanno per terminare gli studi e guardano con apprensione e incertezza al loro futuro, lavorativo e non solo.

Un’ispirazione:  ci sarebbe un’idea imprenditoriale nata recentemente, un po’ per scherzo, insieme a un caro amico e collega, peraltro anche lui ex-SID. Tuttavia, al momento è una cosa Top Secret (come ti ho già detto, sono un po’ scaramantico…), e se te la dicessi, poi sarei costretto a spararti!?! Posso svelare solo che si tratta di un video-game un po’ particolare…

Il prossimo viaggio: il prossimo viaggio è… domani! Infatti, sono in partenza per Varsavia, dove parteciperò agli European Development Days organizzati dalla Presidenza polacca dell’Unione Europea.

Un episodio goriziano da ricordare: conservo tanti ricordi epici di Gorizia, anche se la maggior parte di essi non si può raccontare, e stavolta non c’entra nulla la scaramanzia quanto piuttosto… il comune senso del pudore! Tra quelli non passibili di censura, citerei senz’altro il convegno sul processo di pace in Medio Oriente che organizzammo in “joint-venture” tra ASSID e AEGEE Gorizia (chissà se esiste ancora…) e che fu uno strepitoso successo, sia per il livello delle personalità che riuscimmo a coinvolgere come panelists dell’evento,  sia per la grande affluenza di pubblico, con decine di studenti del circuito AEGEE che  da tutta Europa giunsero appositamente a Gorizia.  E, se ben ricordo, anche la festa che organizzammo la sera dopo il convegno non fu niente male!

 

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Sconfinare è il periodico creato dagli Studenti di Scienze Internazionali e Diplomatiche dell'Università degli Studi di Trieste - Polo di Gorizia. La firma "Redazione" indica comunicati, notizie e pubblicazioni speciali curate da un amministratore o da più autori.

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