SLOVENIA – Lilliput alle elezioni

In mezzo a tanta confusione: le figuracce di Sarkozy, la caduta del governo Berlusconi, le gaffes dei repubblicani americani, la piccola Slovenia in silenzio si avvia alle elezioni parlamentari in seguito alle quali verrà eletto il nuovo Primo ministro il 4 dicembre. Vi risparmio l’elenco dei candidati e delle loro liste e passo subito a raccontarvi una storiella con finale a sorpresa di queste elezioni: dopo le dimissioni del governo di centrosinistra di Pahor il destino politico della Slovenia sembrava  rivolto di nuovo verso destra e l’ex premier Janez Janša già degustava la vittoria, mentre Pahor raccoglieva i cocci della sua coalizione. Il gioco oramai sembrava fatto, MA  a otto settimane dal voto il quadro venne sconvolto da un’auspicata discesa in campo del sindaco di Lubiana, Zoran Janković.

Janez Jansa, Zoran Jankovic, Gregor Virant

Tuttavia non è finita: ciò che fece andare su tutte le furie il Partito democratico fu la discesa in campo di Gregor Virant, l’ex ministro della amministrazione pubblica, a detta di molti l’uomo più valido dell’ex governo Janša. Di quest’ultima entrata si era vociferato non poco, tuttavia nessuno, compreso il caro Janez Janša credeva che Virant avrebbe mai avuto l’ardire di dare vita a una formazione politica autonoma, a sua insaputa per giunta!

E’ vero, noi sloveni siamo piccini, siamo pochi e siamo noti per la nostra intolleranza, ma amiamo il nostro paese al quale ci aggrappiamo e del quale andiamo molto fieri (ci voleva un pò di sano patriottismo in questo articolo!), proprio per questo le elezioni sono un grande evento, affatto differente da quelle italiane o americane. Ci sono baruffe televisive, malelingue pronte a tutto, bandierine politiche senza scrupoli, fiumi di dati che vengono costantemente dati in pasto agli elettori. e questi? “sono stanchi” mi dicono i miei nonni su skype. «Sono delusi e la metà di loro sostiene che non voterà. è molto triste» commenta mio nonno solitario davanti alla webcam.

Sapete, una volta la Slovenia era una specie di rifugio per me. Una nazione a me famigliare quanto l’Italia ma allo stesso tempo diversa: negozi diversi, prodotti diversi, politica diversa ( in famiglia si votava destra in italia e sinistra in Slovenia solo per fare un esempio), ora a malincuore guardo oltre confine e vedo politici corrotti, le stesse faide televisive, la stessa gente annoiata da queste e lo stesso sistema di marketing.

…Forse la “mia Slovenia” è rimasta tra gli scaffali del Mercator, tra il Benquick (il nesquick yugoslavo) e il burek che i miei nonni mi compravano.

Amarezza a parte, ci sarà il revival di Janša? Sarà l’anno di Janković?  Il classico imprenditore che s’è messo a far politica, con tutti i pregi ed i difetti del caso. O sarà Virant ad avere la meglio? il volto di un centrodestra urbano e moderno, liberale e liberista, con lo sguardo rivolto al futuro.

Che vinca il migliore.
Che vinca il meglio.
Che vinca la Slovenia in tutto quello che di buono ha e che di buono può salvare.

About Tanja Lanza 8 Articles
Nata in una nevosa notte del '91 a Ljubljana, metà slovena, metà italiana, cittadina del mondo.Attualmente, studentessa universitaria del SID di Gorizia. I Balcani e la loro gente sono il motivo per cui mi alzo la mattina.

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