L’Orlando responsabile: la giusta dose di umiltà e di senso del dovere che da tanto mancavano a sinistra

E’ un gioco a tre verso la segreteria del PD: Renzi, Orlando ed Emiliano – anche se quest’ultimo sembra ormai fuori dalla corsa elettorale, considerati i suoi numerosi voltafaccia su questioni ambientali e non.   Rimangono dunque in due: il Guardasigilli Andrea Orlando e l’ex Premier Matteo Renzi. E sebbene quest’ultimo – considerato quanto uscito dalle urne congressuali – sia in vantaggio sull’ex militante PDS, nella vita come nelle partite di ritorno della Champions League non si può mai dire.

Lo stratega fiorentino infatti, messi da parte i risultati del Congresso di marzo, non sembra incline a proporre idee nuove per quanto riguarda la gestione del partito e della cosa pubblica mentre pare cerchi unicamente rivalsa personale dopo la sconfitta subita in sede referendaria.

Diversa è la posizione di Orlando: “Il PD si risolleva mettendo al centro un tema ancora più cruciale dopo il risultato referendario, quello dell’eguaglianza sociale, delle grandi differenze che si sono determinate nella società italiana tra chi ha molto e chi ha pochissimo, tra quelli che ce l’hanno fatta e quelli che rischiano di non farcela. Questo sarà declinato con una serie di proposte che affronteranno tutti i campi del governo, dalla scuola al lavoro, alle questioni di carattere istituzionale, alla ricerca, alla sanità. Crediamo che il Pd debba ripartire dalla grande capacità di parlare al Paese e di ascoltare il Paese sulle proposte avanzate”.

E di proposte in vista della prova del 30 aprile il ministro della giustizia ne ha portate parecchie; a cominciare dall’annosa questione del lavoro, collegato direttamente al Welfare State. La proposta di Orlando in tal senso prevede l’introduzione nel meccanismo occupazionale del Reddito d’inclusione sociale (REIS); ovvero un sostegno economico fornito a tutti coloro i quali si trovino al di sotto della soglia di povertà assoluta. L’idea fondamentale consiste nel fornire alle persone bisognose  – e non a tutta la cittadinanza, badate bene – uno strumento che le porti a risollevarsi dalla condizione di precarietà in cui sono cadute. Questo trasferimento si tuttavia si riconduce ad un importo corrispondente alla soglia di povertà assoluta una volta sottratto da essa il reddito famigliare/pro-capite nella formula “trasferimento = soglia della povertà – reddito a disposizione”.
Questo potente strumento non solo garantirebbe serenità agli indigenti ma porterebbe anche  ad un rilancio dei consumi. E’ piuttosto pacifico infatti che un soggetto in crisi economica, una volta ricevuta liquidità, la impieghi per soddisfare bisogni di carattere basilare e propenda dunque al consumo dando una spinta alla stagnante economia italiana.

L’ex ministro dell’ambiente non si ferma però alla mera condizione dei cives italica. Si sente in dovere infatti di dire la sua anche sull’educazione e sull’università; asserendo che si debba riparare la profonda frattura creata dalle riforma Giannini rispondendo ad essa con più fondi per la ricerca e per la scuola tutta. Più fondi sono anche previsti, in caso di vittoria, al fine di spostare il carico fiscale dal lavoro e dalla produzione verso la rendita, con una mossa che si auspica si delinei nella forma di una patrimoniale.

Per quanto riguarda la legge elettorale invece l’idea di Orlando è chiara, semplice e lineare: un sistema proporzionale (con collegi uninominali) annesso a premio di governabilità per la lista più votata. Illuminante in più la sua visione sull’Europa: unione bancaria e difesa comune. Ridicola infatti la concezione novecentesca dell’”ognuno per sé e Dio per tutti”: un esercito comune non solo sarebbe utile dal punto di vista della propensione all’arruolamento, ma darebbe oltremodo sicurezza e serenità ad una comunità europea fin troppo scossa da paure fondamentaliste… Senza contare il fatto che si opporrebbe con giudizio ed ottemperanza alle minacce varie ed eventuali delle attuali superpotenze, dei loro paesi succubi e pseudo-alleati e alle loro atroci armi di distruzione di massa.

Messe da parte le paranoie bibliche legate alle possibili azioni catastrofiche dei vari dittatori urge ricordare le parole del Guardasigilli su quanto di più importante ci sia al mondo: l’uguaglianza. “Il PD si risolleva mettendo al centro un tema cruciale: l’eguaglianza sociale”.

Eguaglianza e rispetto reciproco a partire dalla questione lavorativa fino ad arrivare alle tasse, tanto amate e pagate entro le scadenze nel nostro vecchio e malandato stivale: “Se avremo le risorse, abbasseremo le tasse,” spiega Orlando “Dobbiamo dirlo però: non a tutti. Ma solo per le fasce con reddito più basso. Mi vergogno a non pagare l’IMU perché io l’IMU la potrei pagare”.

Il dirigente ligure non si ferma però a questo punto e dimostra raziocinio, caparbietà e logica progressista proponendo la fondazione di un IRI della conoscenza –ovvero un sistema d’archiviazione telematica che avvicini man mano sempre più le macchine alla comprensione delle idee e dei modis cogitandi dell’essere umano: un uomo di sinistra, insomma, come non se ne vedevano da tempo.

Se Renzi in campagna elettorale parla tramite ben studiati luoghi comuni e utilizzando piacevoli slogan che provocano sorrisetti nell’affamato popolo, Orlando dal canto suo risponde e parla al popolo con proposte sagge ed intelligenti. L’attuale ministro della giustizia infatti pare proprio uno di quelli che nel nostro grande Paese non vuole correre arrogantemente per raggiungere meri obiettivi legati al potere; pare invece uno di quelli che aspettano chi arriva in ritardo e, in caso di bisogno, sono pronti a tendere una mano per aiutare.

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