Marmato: il paradosso dell’oro e dell’aria

di Beatrice Corazza

“Marmato”, di Mark Grieco, è la proiezione che chiude la rassegna “Mondovisioni” al Kinemax di Gorizia. I documentari di Internazionale ci hanno fatto viaggiare dalla Grecia alla Danimarca, alla Siria e agli Stati Uniti e si chiudono qui, in un piccolo paese colombiano ai piedi di uno dei giacimenti d’oro più grandi sulla terra.

Il regista racconta, attraverso un’obiettivo senza filtri, la maledizione di un popolo che da cinquecento anni dedica il suo destino al metallo più prezioso al mondo. “Ma non ci vedrai mai con collanine d’oro al collo”, spiega uno dei minatori che ogni giorno si consumano dentro i cunicoli della montagna, “il nostro oro crea potere”.

Lo sviluppo di Marmato è scandito dall’oscillare del prezzo dell’unica risorsa che ne determina l’economia, ma la sua storia sembra essere al capolinea: “Questo paese sparirà. Stanno imbiancando la Chiesa, spero gli sia di aiuto”, dice uno degli investitori che dagli uffici all’altro capo del continente muove le fila di questo destino.

Marmato vive nel paradosso dell’oro e dell’aria: possiede la risorsa più preziosa al mondo ma non può respirare. Nonostante secoli di tradizione, l’estrazione dell’oro avviene ancora con strumenti che in altre parti del mondo si utilizzavano nell’Ottocento: i minatori giocano la propria salute al tavolo del commercio internazionale. Lo sviluppo è soffocato dall’arrivo di multinazionali canadesi, una su tutte la “Gran Colombian Gold”, che comprano una ad una le miniere dai proprietari impedendogli di godere del frutto del proprio lavoro. Questa è appoggiata dal governo colombiano, che non esita a strumentalizzare la legge per mettere in ginocchio i suoi cittadini: esemplificativa è la graduale proibizione dell’uso di esplosivi (strumento essenziale nell’estrazione mineraria) pena l’accusa di terrorismo, che li costringe ad una clandestina e pericolosa produzione artigianale.

Il documentario intervalla una sconvolgente inchiesta socio-economica alle vicende di una famiglia che vive sulle sue spalle il peso di questa situazione. La contrapposizione generazionale dipinge però la speranza di un futuro migliore, la cui chiave di accesso è rappresentata dall’educazione.

Il neocolonialismo corre sul doppio filo dello sfruttamento e della propaganda, che vuole convincere le nuove generazioni alla generosità di un azienda che gli sta rubando il futuro. Ma nonostante le allettanti promesse economiche, questo paese non dimentica la sua identità e le sue tradizioni e non si arrenderà all’invasione: stringe i denti ed urla a gran voce i propri diritti, sudando tutte le lacrime.

Marmato continua ancora oggi a essere la roccaforte della resistenza: non vuole vendere la sua anima.

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