“I Medici” e l’arte della serie TV

Se guardate la televisione, siete appassionati di storia italiana, amate gli attori belli e bravi o semplicemente avete un profilo attivo su Twitter, “I Medici” è un fenomeno che non può esservi sfuggito. Questa serie TV d’eccezione, composta di 8 episodi di crica 50 minuti l’uno, ha infatti riuscito dove tantissimi altri avevano miseramente fallito: è riuscita a far appassionare tutti quei nerd che fanno delle serie TV e del binge watching uno stile di vita, ma che sono altrettanto soliti snobbare con nonchalance il made in Italy televisivo.

Ci siamo passati tutti, facendo zapping, per quelle che la Rai ha provato a proporre negli anni come “grandi fiction italiane”: solitamente accozaglie mal recitate colme di luoghi comuni, plot twist tanto prevedibili da non risultare di alcun effetto e una fotografia al limite dell’orrore. Insomma, una fiction all’italiana. Se si era salvata, forse, all’epoca, “Elisa di Rivombrosa”, è da qualche anno che la TV italiana non faceva breccia davvero nel cuore di quel nocciolo duro di spettatori che negli ultimi anni hanno abbandonato il piccolo schermo per approdare verso lo streaming di serie inglesi o americane. E non a caso “I Medici” non è prodotto esclusivamente del Bel Paese: la produzione è internazionale, principalmente anglo-italiana – la serie è creata da Frank Spotnitz e Nicholas Meyer, diretta da Sergio Mimica-Gezzan. In onda su Rai 1 in prima visione mondiale, è un grandissimo traguardo (quasi un’emozione) per chi è abituato a dover mettere la sveglia alle 3 di notte per guardare le serie che vanno in onda con gli orari statunitensi.

Ambientata nel XV secolo in una Firenze signorile dove la gloriosa cupola autoportante di Brunelleschi (interpretato da un sempre affascinante Alessandro Preziosi) non è ancora stata costruita e il dominio della casata di banchieri che dà il nome alla serie lotta per ottenere e mantenere il proprio silenzioso dominio sulla città, “I Medici” è, insomma, quel che aspettavamo. In primo luogo, dal punto di vista della recitazione. Certo, era difficile sbagliare con un cast simile, che vede Richard Madden – famoso per aver interpretato lo sfortunato ma carismatico Robb Stark di Game of Thrones – nel ruolo di un bellissimo e pericoloso Cosimo de’ Medici, protagonista incontrastato della storia, Dustin Hoffman nelle vesti del padre, Giovanni de’ Medici, assassinato nei primi minuti della prima puntata ma comunque presente di episodio in episodio e altri grandi interpreti italiani ed internazionali – si pensi a Annabel Scholey (Contessina, moglie di Cosimo), Lex Shrapnel (Rinaldo degli Albizzi), Miriam Leone, Guido Caprino… Non c’è una scena che stoni, un’interpretazione sopra le righe, una parola fuori posto: cosa – forse ingiustamente – inaspettata per una fiction italiana, lo storytelling si segue con crescente interesse ed avida passione di episodio in episodio anche grande alla qualità degli attori che si contendono la scena.

Parte del cast de I Medici
Parte del cast de I Medici

Chi si aspettava un documentario sulla storia della potente famiglia fiorentina, ovviamente, potrà rimanerne deluso. Se la trama si ispira a fatti veramente accaduti della storia d’Italia e contribuisce molto spesso a dare vivide immagini della crudezza dell’epoca, è indubbio e poco inaspettato che alcuni fatti siano liberamente variati o semplicemente inventati: in fondo stiamo parlando di una serie TV, non di Alberto Angela. C’è chi ha stroncato l’aspetto fisico troppo aitante dei protagonisti – che sono tutti, in effetti, uomini e donne, invariabilmente bellissimi – o l’inaccuratezza dei vestiti da loro indossati, chi ha esaminato le parole usate dai personaggi facendo notare come all’epoca certi modi di dire non esistessero…eppure, allo sguardo di chi si gode “I Medici” senza pregiudizi, tutto questo scompare di fronte ad uno show onestamente godibile e nettamente sopra le aspettative. Se lo si compara con “Game of Thrones”, certo, forse ha perso in partenza: c’è la sua buona dose di tette, sesso, scandali e sangue, ma si sente la mancanza di un budget miliardario e dei draghi – dannata Italia! Eppure, non è certo una serie che si trova molti gradini più in basso di tante altre a tema storico ugualmente ambientate nella nostra penisola: si pensi a Da Vinci’s Demons o ai Borgia. 

Forse, semplicemente, i detrattori dovrebbero farsene una ragione: “I Medici” è una serie riuscita, che avvicina finalmente l’Italia a quell’arte moderna che è la serie televisiva ben diretta, ben recitata, ben prodotta. Una serie TV che non punta soltanto a protrarre la storia il più a lungo possibile e distrarre le casalinghe annoiate mentre stirano, ma che racconta qualcosa che vale la pena seguire, guardando ai dettagli, come un lungo film. Qualcosa che piaccia, in questo caso, sia all’audience di Rai Uno che a quel popolo di binge watchers che, se non fosse davvero una buona serie, guarderebbero sicuramente qualcos’altro.

About Viola Serena Stefanello 83 Articles
Ex siddina talvolta nostalgica di Gorizia, studia Giornalismo e Diritti Umani a Parigi dopo essersi innamorata della stampa con Sconfinare. Appassionata di troppe cose per elencarle tutte.

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