MFE – Il Congresso a Gorizia

Breve storia di un evento scommesso e riuscito

SI’ ALLA FEDERAZIONE EUROPEA

Per governare l’economia europea

Per avere una politica estera e di sicurezza europea

Per uno sviluppo equo e sostenibile

Per contribuire alla pace e alla giustizia nel mondo

 

Chi avrebbe mai pensato di riuscire a portare un Congresso Nazionale di un Movimento del calibro dell’Mfe (Movimento Federalista Europeo) nella sperduta terra di confine dell’isontino? Nella nostra Gorizia, nello splendido – ma forse sconosciuto a molti – Conference Centre dell’Università? E pensare che questo potesse rivelarsi un vero successo? Forse non molti, sicuramente però la sezione goriziana del Movimento, guidata dallo studente Sid, Dott. Valerio Bordonaro e sostenuta attivamente dal Prof. Ugo Ferruta, membro della Direzione Nazionale dell’Mfe – ci aveva creduto sin dall’inizio.

Tutto ciò è avvenuto, ed è stato per l’appunto un risultato eccellente non soltanto per l’Mfe, ma innanzitutto per la sede goriziana dell’Università di Trieste, la città e il Consorzio per lo Sviluppo del Polo Universitario Goriziano. Insomma, questa iniziativa – anche secondo gli occhi attenti e imparziali degli osservatori esterni – può essere considerata come un bel biglietto da visita che il Sistema Isontino potrà vantare nel prossimo futuro e candidarsi, perché no, ad ospitare altri eventi di questo genere, esaltando gli aspetti peculiari di questa realtà.

Ma andiamo con ordine. Innazitutto, per tutti coloro che non lo sapessero, il Movimento Federalista  Europeo è un’organizzazione, fondata nel 1943 da uno dei Padri fondatori dell’Europa – Altiero Spinelli – che ha come scopo la lotta per la creazione di un ordine politico razionale, che, secondo la visione di Kant, può essere tale solo se abbraccia l’intera umanità. Il suo obiettivo ultimo è pertanto la federazione mondiale. Nella prospettiva di questa, attua per raggiungere – in particolare facendo pressione sull’azione dei Governi e delle Istituzioni competenti e mobilitando le coscienze dei cittadini d’Europa – obiettivi intermedi quali la Federazione europea, l’unificazione federale delle altre grandi famiglie del genere umano e la trasformazione dell’ONU in un governo mondiale parziale.

Una volta che si era definita la Sede, la macchina organizzativa del Congresso è partita, attraverso attività di gazebo, incontri e comunicati stampa, nell’ottica anche di aumentare la conoscenza nella cittadinanza e fra la popolazione studentesca di Gorizia tanto sul Movimento, quanto sull’evento, che si sarebbe tenuto dall’11 al 13 marzo.

Una nutrita compagine di studenti Sid, dal primo anno di Triennale all’ultimo di Magistrale – iscritti alla sezione provinciale dell’Mfe – hanno potuto partecipare in prima persona al Congresso, non solo nella sua fase organizzativa ma anche in quella realizzativa. Questa esperienza ha consentito loro di vivere un evento così unico come una tre giorni di Congresso Nazionale, dall’interno, non solo dunque come semplici osservatori o spettatori. Si è trattata infatti di un’esperienza umana, oltre che formativa e per certi versi professionale, dato lo scambio che si è potuto avere con tutte le altre delegazioni, provenienti da Verona come da Pavia, da Trapani come da Roma o Firenze.

Vi sono state mansioni più logistiche e formali, altre “politiche”, quelle a cui i delegati hanno naturalmente preso parte. Un esempio di queste sono state le Commissioni, riunitesi durante la prima giornata di attività congressuale: esse avevano ad oggetto diverse tematiche legate alle problematiche della federazione europea, la crisi economico-finanziaria, il ruolo che può avere l’Europa negli scenari internazionali e le sfide cui si trova di fronte. Il Congresso, in ogni caso, era aperto a tutti: per questo anche i non addetti ai lavori hanno avuto una grande opportunità per assistere ed ascoltare esperti e relatori dibattere su questioni tanto rilevanti oggigiorno.

Particolare interesse ha suscitato la tavola rotonda che ha avuto luogo il primo giorno di Congresso, e ha coinvolto – tra gli altri – l’ex leader radicale Marco Pannella e la Eurodeputata Debora Serracchiani. Si è trattato di un confronto molto interessante, a cui hanno partecipato anche altri esponenti di distinti gruppi e partiti, accomunati da una coscienza europea, e, quasi sempre, europeista. I relatori si sono interrogati specialmente sul ruolo che può, e il più delle volte dovrebbe, avere l’Europa nell’attuale contesto mondiale, in cui essa viene ancora messa in discussione, rischiando persino di soccombere sulla spinta della speculazione finanziaria. Proprio per questo motivo, a parere dei federalisti (paladini tuttavia di un federalismo che “integri”, unisca l’Europa dei Popoli – diverso da altri tipi di federalismo che mirano invece a disintegrare e dividere), l’unica via d’uscita non può essere che la definitiva unificazione europea.

E’ stato un Congresso, tra l’altro, che ha permesso anche uno scambio, un passaggio tra le due città – Gorizia e Nova Gorica – una volta divise ma ormai sempre più integrate. Ciò, mediante contatti con la città slovena e le sue autorità ha consentito agli oltre 200 delegati, giunti da tutta Italia, di conoscere ed entrare in contatto con questa realtà, ai più sconosciuta.

Tirando a grandi linee le somme del Congresso, come accennato al principio, esso si è rivelato davvero un successo, tanto che i complimenti, da più parti, si sono sprecati. Ciò, oltre che a rendere orgogliose le persone che ci hanno lavorato, il Movimento Federalista Europeo e l’Università tutta, a mio avviso va considerato soltanto come un punto di partenza, per dimostrare che anche in futuro – ora ne abbiamo avuto la prova – Gorizia può porsi davvero come città all’avanguardia in un’Euroregione del FVG, in cui davvero si possano far fruttare al meglio le sinergie che derivano dalla collaborazione tra enti pubblici, privati e Università, considerando sempre di più la logica transfrontaliera e la vicinanza alla Mitteleuropa.

Infine, vorrei aggiungere che la sede, il Conference Centre dell’Università, si è dimostrato perfettamente all’altezza di ospitare un evento del genere, e andrebbero – a mio avviso – trovati i modi per sfruttarlo molto di più e al meglio, organizzando convegni, esposizioni e conferenze, ottimizzando finanziamenti e sponsorizzazioni, le quali anche grazie a quest’esperienza non esiterebbero a sopraggiungere.

 

Per approfondire:

www.mfe2.it

www.mfe.it/congresso2011

 

 

 

 

About Dario Cavalieri 9 Articles
Studente al secondo anno di Scienze Internazionali e Diplomatiche, originario di un paesino della bassa provincia di Treviso. Improvvisato giornalista, si esercita più nella professione del lettore. Scrive per le rubriche Internazionale ed Eventi. Ama viaggiare, conoscere e scoprire. Apprezza i buoni amici, la buona tavola e, da poco, i vini buoni. Crede ancora che grazie alla diplomazia potrà contribuire a salvare il mondo e garantirne la pace perpetua.

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