Mondovisioni 2018 – Free Lunch Society, ovvero “Come come basic income”

Reddito di base incondizionato, redistribuzione di potere, separazione del concetto di reddito da quello di lavoro, lotta all’egoismo, positività e negatività dell’avanzata dell’automazione. Quello proposto è un lessico minimo, ma utile alla comprensione del quinto e ultimo docu-film dell’edizione goriziana di “Mondovisioni: I documentari di Internazionale”, che si concluderà mercoledì 18 aprile. Che “Free Lunch Society” maneggi un argomento difficile da affrontare senza suscitare reazioni contrastanti è ben evidente, ma spetta al pubblico decidere in che modo approcciare la questione, se con un occhio attento alle implicazioni socio-economiche o con un interesse proiettato agli aspetti morali della tematica.

Se dimenticate che i frutti sono di tutti e la terra non è di nessuno, siete perduti!, avvertiva Jean-Jacques Rousseau nel suo “Origine della diseguaglianza. E Götz Werner rilancia l’avvertimento. Il fondatore della catena tedesca “dm-drogerie markt” è una delle voci provocatorie e non allineate che il regista Christian Tod ha voluto intervistare. Nel tentativo, a tratti grottesco, di esporre come si possa abbreviare la via verso la felicità terrena o, se preferite, come si possa salvare una classe media che cade a pezzi, il docu-film oscilla fra la dissacrazione e l’analisi puntuale. Da una parte gli esempi sperimentali dell’adozione del reddito di base in Alaska, Canada, Stati Uniti e Namibia, dall’altra le iniziative dal basso che si moltiplicano sul suolo europeo.

Così, attraverso studi scientifici prematuramente archiviati, come quello sulla cittadina canadese di Manitoba, e dibattiti televisivi incandescenti, il docu-film riserva non poche sorprese, scardinando opinioni distorte e semplificazioni sull’argomento. E lo spettatore è costretto, volta per volta, a ripensare la propria  posizione in merito. Connotazione liberista o non liberista, stimolo o inibizione per il lavoratore e, soprattutto, chi si presterà per primo alla novità? Tanti, troppi interrogativi cui il regista fornisce una risposta parziale, per lasciare ampi margini di discussione.

Tematica di ambito economico e, inevitabilmente, politico, all’espressione “reddito di cittadinanza” c’è chi reagisce con una smorfia e chi non attende altro che poter smantellare l’ordine costituito, chi crede nell’ideale di uguaglianza di matrice illuministica e chi, di fronte a una forbice sociale in crescita inarrestabile, non si scandalizza per il successo di un pugno di miliardari. Parola di Charles Murray. Eppure, al di là dell’allettante prospettiva utopica suggerita da Christian Tod, i nodi da sciogliere in materia di lavoro, giustizia sociale, welfare state e automazione richiedono le dovute considerazioni, in particolar modo da parte della classe dirigente.

I presupposti per rendere quest’ultimo appuntamento imperdibile non mancano, l’ospite d’eccezione, il professor Jacopo Zotti, docente di Microeconomia ed Economia internazionale all’Università di Trieste e Gorizia, non potrà che accompagnarci degnamente in un insolito viaggio all’insegna del reddito di base, il ritrovo è sempre alle 20.30 al Centro culturale “Incontro” di Gorizia, in via Veniero, 1: non resta che lasciarvi trascinare nell’atmosfera elettrizzante di “Mondovisioni!

Per un’anteprima del docu-film:

Free Lunch Society

About Francesco Laureti 5 Articles
Nato a Chieti, mi sono diplomato presso il Liceo Classico Statale "G. D'Annunzio" di Pescara. Al momento sono iscritto al primo anno del corso di Scienze internazionali e diplomatiche del polo universitario goriziano. Entusiasta di mettermi in gioco senza grandi aspettative, in cerca costante di opportunità. Appassionato di Storia, Arte, Letteratura e Lingue classiche.

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