NANCY e la LORENA: ai confini di Francia, al centro della Storia

Le realtà di confine hanno un certo fascino. Mescolano e raccontano la storia dei luoghi cavalcando le epoche, e lo fanno attraverso una varietà di impercettibili dettagli: i curiosi ne saranno deliziati.

Chiedete a un francese che cosa pensi di Parigi, sarà divertente ascoltare la sua risposta. Surprise surprise, la Francia non è Parigi, così come la Germania non è Berlino e l’Italia non è Roma. Infatti, una varietà di realtà così differenti le une dalle altre si alternano sul suolo dell’antica Gallia, un nord così diverso dal sud, dall’oceano al Mediterraneo, con un impatto notevole sugli usi e i costumi, sullo spirito della gente.

C’è, tutto ad est, una particolare regione chiamata Lorena. Distese pianeggianti, clima incredibilmente variabile ma tendenzialmente piovoso, colline e campi disseminati di piccoli centri cittadini. Nei cassetti più remoti della memoria di uno studente, la “Lorena” richiamerà di certo la vicina “Alsazia” e le contese fra i due, apparentemente, eterni nemici europei, la guerra del 1870,la Prima guerra mondiale, le interminabili pagine di storia, le interrogazioni, l’emozione di pronunciare l’espressione latina “casus belli”, il sofferto esame di maturità o di Storia Contemporanea. E bravo studente. Si tratta proprio di quella Lorena, e di quell’Alsazia, oggetto di conflitto tra le grandi potenze francese e tedesca sul finire del secolo diciannovesimo, e oltre quest’ultimo. Incredibile ma vero, questi luoghi esistono davvero, e portano i segni di un passato tumultuoso e sofferto, in parte lacerato, in parte dimenticato.

Scorci di Nancy. Credits: Elisa Argenziano

Nancy ˗ da non confondere con Nantes, Nice, o Nîmes ˗ è l’uno dei due poli della regione, insieme alla vicina Metz. Sviluppatasi sulle rive del fiume Meurthe, fu antica capitale del ducato di Lorena, fino all’annessione di codesto al regno di Francia nel 1766. È testimone di quell’epoca di fasto e ricchezza la meravigliosa place Stanislas, il cui aspetto riflette il volere di Stanislas Leszczyński, duca di Lorena, precedentemente re di Polonia poi detronizzato. Amante delle arti e delle scienze, egli affidò a Emmanuel Héré la direzione dei lavori che cominciarono nel 1751 per concludersi quattro anni più tardi. Al centro della piazza, maestoso, Stanislas medesimo, la cui statua sostituì quella di re Luigi XV, distrutta e rimossa ai tempi della Rivoluzione. Lo circondano palazzi dalle decorazioni spettacolari: il municipio, il museo di Belle Arti, il Teatro dell’opera. Degne di nota sono inoltre le fontane di Nettuno e Anfitrite, l’Arco di Trionfo, che indica l’uscita dalla piazza verso la Vieille Ville e, infine, le griglie dorate di Jean Lamour, che arricchiscono il perimetro della place Stan’, come è simpaticamente chiamata dai locali. In breve, trecentosessanta gradi di meraviglia architettonica che sono valsi l’iscrizione della piazza al patrimonio mondiale UNESCO. Una passeggiata per il centro storico, poi, dovrà necessariamente comprendere una visita alla Cattedrale Notre Dame de l’Annonciation, alla gotica Basilica di St. Epvre e all’antico palazzo dei Duchi di Lorena.

Vista di Nancy. Credits: Elisa Argenziano

È tuttavia un deciso salto nel tempo quello che permetterà al nostro curioso di notare che, alzando il naso al momento giusto, la cittadina di Nancy è caratterizzata da motivi ricorrenti di epoca decisamente più recente. Si tratta di un ricco patrimonio costituito di vetrate, griglie, balconi, decorazioni e facciate che testimoniano la scelta di un folto e variegato gruppo di artisti di fare di Nancy la sede del loro proprio movimento d’arte, inscrivibile nella più ampia corrente nota come Art Nouveau. Ecco spiegato perché, ad esempio, non sarà raro per uno studente con poche pretese abitative sorprendersi di fronte ad un lampadario colorato e riccamente decorato con motivi floreali, unico, tuttavia prezioso, arredo della sua fredda stanza vuota. Gli amanti dell’arte di inizio XX secolo adoreranno pertanto il Museo della Scuola di Nancy o la Villa Majorelle, i quali sanno raccontare di questo peculiare movimento d’arte e, soprattutto, mostrarne gli inestimabili lasciti.

In una serena giornata di sole, poi – si dice che le cose rare siano le più preziose… ˗ il nostro curioso studente, con amici e parenti, potrà rilassarsi passeggiando lungo la Meurthe, oppure vagare per il centro ed apprezzare i dettagli che rendono Nancy una città di Francia. E allora, suvvia, cominciamo con i cliché: le meravigliose boulangerie-pâtisserie in cui acquistare delizie nazionali o regionali, come le caramelline al bergamotto o le popolari madeleine di Commercy e di Liverdun, i tipici palazzi dai colori spenti eppure estremamente eleganti, i passanti con le baguettes sotto braccio, i “bonjour!” e i “bonsoir!”, sempre accompagnati dagli “au revoir!” e dai “merci!”.

In generale, Nancy è una cittadina molto attiva. Non sarà forse una Bordeaux, figuriamoci una Parigi (anche se, a questo punto, sorge il dubbio che non lo vorrebbe nemmeno essere); tuttavia, l’amministrazione locale è presente e impegnata per garantire un diretto contatto con la cittadinanza, soprattutto tramite eventi e manifestazioni frequenti che sappiano rivolgersi a tutte le fasce d’età. In periodo natalizio, allora, vietato perdere le celebrazioni organizzate intorno alla festa di St. Nicolas del 6 dicembre, ricorrenza tradizionalmente tedesca, e testimonianza, pertanto, del passato dell’intera regione, passata più volte di dominazione nel corso dei secoli. Sarà un’ottima occasione per scoprire, assaggiare, conoscere una realtà accesa di una vivacità decisamente eccezionale.

In conclusione, l’intera regione merita decisamente una visita, principalmente in virtù della sua varietà interna troppo spesso inesplorata. A Nancy, come nell’intera Lorena e, ancora più marcatamente, nella vicina Alsazia, il territorio porta i segni di una “stratificazione” notevole. Andando alla scoperta degli innumerevoli dettagli che ne danno testimonianza in tutti gli ambiti, culturale, sociale o culinario che sia, si scoprirà un’enorme ricchezza non immediatamente evidente.

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