Nasce il governo Conte: tutti i ministri del 65° esecutivo della Repubblica

Giuseppe Conte (Credits to Giuseppe Conte Facebook)

In seguito alla frenata iniziale dello scorso 27 maggio e allo scontro verbale tra Lega, M5S e il Presidente della Repubblica Mattarella, venerdì 1 giugno il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha giurato assieme ai suoi ministri al Palazzo del Quirinale.

Ci sono voluti ben 88 giorni per la formazione di un esecutivo dopo la tornata elettorale del 4 marzo che ha dato inizio alla XVIII legislatura: si tratta di un record nella storia repubblicana, non vi sono precedenti infatti di tempi così lunghi d’attesa per la formazione di un governo dopo le elezioni politiche.

Come sappiamo, dal 4 marzo sono usciti fondamentalmente due vincitori, da una parte la coalizone di centro-destra e dall’altra il Movimento 5 Stelle, tuttavia nessuna delle due parti aveva i numeri necessari per formare una maggioranza parlamentare, né alla Camera e tantomeno al Senato. La legge elettorale approvata nel mese di novembre 2017 nel corso della passata legislatura, il Rosatellum bis, ha sostanzialmente impedito la vittoria da parte di uno dei due fronti, data la già scontata sconfitta del centro-sinistra.

Dopo un giro di consultazioni di tutti i gruppi parlamentari, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha dato l’incarico di mandato esplorativo prima alla Presidente del Senato Casellati, per sondare un’intesa tra centro-destra e M5S; in seguito al Presidente della Camera Fico, per individuare i margini per un accordo tra gli stessi pentastellati e il Partito Democratico, guidato dal reggente Maurizio Martina, a seguito delle dimissioni di Matteo Renzi dalla segreteria di partito.

Di Maio e, sullo sfondo, Salvini (Mangiatori di Cervello/Facebook)

Entrambi i tentativi sono andati a vuoto e le urne sembravano più vicine che mai, benché la voce di un possibile governo tecnico, o “del Presidente”, a breve termine per gestire gli affari correnti e guidare il paese verso nuove elezioni. Vi è stato dunque un ultimo tentativo in extremis da parte del candidato premier dei 5 Stelle, Luigi Di Maio e del leader della Lega, Matteo Salvini di cercare un’intesa, dopo il “permesso” concesso a quest’ultimo dall’alleato di Forza Italia, Berlusconi.

Leghisti e pentastellati hanno provveduto a stilare un contratto di governo per dare un esecutivo al paese, presentandosi al Presidente Mattarella con il documento siglato da entrambe le parti e indicando come candidato premier l’avvocato, professore ordinario di diritto privato presso l’Università di Firenze, Giuseppe Conte. Quest’ultimo ha ricevuto l’incarico dal Quirinale, accettandolo con riserva. Dopo pochi giorni lo stesso Conte si è presentato al Colle con lista dei ministri, tra i quali era presente anche il nome del professor Paolo Savona, economista, ministro dell’Industria nel governo Ciampi e dirigente di Bankitalia, divenuto noto negli ultimi anni soprattutto per le sue posizioni critiche verso il sistema Europa, definito un disegno di egemonia tedesca sul Vecchio Continente. Mattarella ha sostanzialmente posto un veto sul nome del professore, convincendo l’incaricato a rimettere il mandato: né la Lega, né i 5 Stelle infatti hanno voluto cedere per una questione di principio e perché ritenevano fondamentale la figura di Savona al ministero dell’Economia.

Il Capo dello Stato ha così convocato al Quirinale, nella giornata di lunedì 28 maggio, il professor Carlo Cottarelli, ex-dirigente del Fondo Monetario Internazionale, commissario alla spending review sotto i governi Letta e Renzi e direttore dell’Osservatorio dei Conti Pubblici Italiani presso l’Università Cattolica di Milano. Egli ha dichiarato alla stampa di aver accettato il mandato e di voler chiedere la fiducia al Parlamento: nel caso non fosse arrivata, si sarebbe limitato a gestire gli affari correnti al posto del dimissionario Gentiloni e di guidare il paese fino a nuove elezioni, previste dopo il mese di agosto.

Mentre Cottarelli cercava di comporre la lista dei ministri di un governo privo di alcun appoggio (lo stesso Partito Democratico aveva dichiarato l’intenzione di astenersi), la svolta è arrivata nella giornata di mercoledì da parte di Di Maio che ha proposto a Salvini di spostare il prof. Savona dall’Economia ad un altro ministero, rivelandosi la mossa vincente: è stato così dirottato agli Affari Europei, mentre al dicastero dell’Economia è stato posto il nome di Giovanni Tria, docente della Sapienza con esperienze di collaborazione con diversi ministeri. Conte si è dunque recato nuovamente al Quirinale, mentre Cottarelli rimetteva il mandato, per mostrare la lista dei ministri aggiornata, proclamata poi alla stampa.

Foto del nuovo esecutivo, il governo Conte (Credits to Movimento 5 Stelle Facebook)

Luigi Di Maio ha ottenuto la nomina al ministero del Lavoro, nonché allo Sviluppo economico con delega alle politiche sociali e la funzione di vice-premier. Matteo Salvini invece ha preso il posto di Marco Minniti al Viminale e anch’egli ricoprirà la funzione di vice del Capo di Governo. Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e segretario al Consiglio dei ministri è Giancarlo Giorgetti, numero due della Lega e braccio destro dello stesso Salvini.

A capo della Farnesina vi sarà il prof. Enzo Moavero Milanesi, già ministro dei governi Monti e Letta, ex-giudice della Corte Europea di Giustizia e docente presso l’Università LUISS Guido Carli. La Giustizia e la Difesa sono ricoperte rispettivamente da Alfonso Bonafede ed Elisabetta Trenta, entrambi in quota 5 Stelle e indicati nella squadra di governo presentata dal Movimento prima delle elezioni, nelle medesime posizioni. Il primo, siciliano ma da anni fiorentino d’adozione, è avvocato ed è molto vicino al leader Di Maio, mentre la dott.ssa Trenta, docente alla Link Campus University ed esperta di sicurezza e difesa, era stata in precedenza consulente per la Farnesina nel lontano 2005, collaborando col ministro dell’epoca Gianfranco Fini sul dossier Iraq.

Un altro fedelissimo di Di Maio, il capogruppo al Senato del M5S Danilo Toninelli, siederà invece al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, succedendo a Graziano Delrio. In quota 5 Stelle anche il Generale dei Carabinieri – primo ufficiale dell’Arma a sedere in un ministero – Sergio Costa, che si occuperà Ambiente e Tutela del territorio e del mare, questione molto cara a Luigi Di Maio: egli, infatti, si era occupato delle indagini sugli eco-reati in Campania. Alle politiche agricole, alimentari e forestali andrà Gian Marco Centinaio, eletto con la Lega già nel 2013 e divenuto uno degli esponenti salviniani più noti ai media, scelto come capogruppo al Senato.

Alla Salute c’è Giulia Grillo, capogruppo alla camera dei 5 Stelle e anche lei persona vicina a Di Maio, laureata in medicina e chirurgia, con specializzazione in medicina legale. Al turismo e beni culturali Alberto Bonisoli, indipendente in quota pentastellata, mentre all’Istruzione andrà un altro indipendente, tuttavia in quota Lega, Marco Bussetti: il primo è stato consulente del ministero della Cultura, direttore dal 2012 dell’Accademia delle Belle Arti di Milano, il secondo docente presso l’Università di Milano, insegnante di educazione fisica nonché dirigente dell’ufficio scolastico regionale della Lombardia e ritenuto molto vicino a Giancarlo Giorgetti.

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Pubblicato da Giuseppe Conte su sabato 2 giugno 2018

Seguono i ministri senza portafoglio: oltre al già citato Savona, troviamo l’avvocato Giulia Bongiorno, difensore di numerosi volti noti del paese, tra i quali Giulio Andreotti ed eletta senatrice con la Lega, che si occuperà della Pubblica Amministrazione. Al ministero della Famiglia e della Disabilità andrà un altro leghista, Lorenzo Fontana, veronese, laureato in Scienze politiche ed europarlamentare, con note posizioni anti-abortiste. Responsabile degli Affari Regionali e delle Autonomie un’altra leghista, la vicentina Erika Stefani: in primo piano per lei, le questioni dell’Autonomia del Veneto, della Lombardia e dell’Emilia-Romagna. Al ministero per il Sud, la senatrice pugliese del 5 Stelle Barbara Lezzi, mentre ai rapporti col Parlamento e la Democrazia diretta sempre un altro esponente del Movimento, Riccardo Fraccaro.

Il neo-premier ha poi ricevuto le telefonate dalle principali cancellerie europee: ha parlato infatti con Angela Merkel, con la quale terrà un vertice bilaterale al G7 di martedì prossimo in Canada; ha interloquito per una seconda volta, dopo la prima chiamata di domenica scorsa, con il Presidente francese Emmanuel Macron. Il presidente russo Vladimir Putin ha inviato tramite una nota le congratulazioni per la nomina e gli omaggi per la festa della Repubblica, auspicando una partnership fruttuosa in continuità con i suoi predecessori. Anche la premier britannica Theresa May si è complimentata con Conte, dichiarando la pronta disponibilità a lavorare assieme. Conte nei prossimi giorni passerà al vaglio della fiducia delle due Camere, per poi recarsi al primo summit internazionale del suo mandato, la riunione dei G7 di La Malbaie in Canada.

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