Non sempre la Vita dà Idee

Un racconto

“Allora Xavier, stiamo aspettando il racconto per questo numero, hai scritto qualcosa di bello?” chiese il caporedattore al ragazzo.
“Bello? A dir poco, non potete nemmeno immaginarvi quanto sia interessante!” rispose lui.
In effetti non potevano immaginarselo dato che il racconto non solo non era stato scritto e ma neanche pensato. Finita la riunione, Xavier scappò via con l’agilità di una vipera del Ghana prima che qualcuno potesse dirgli altro era già uscito dall’Università. Crisi d’asma a parte, stava male.

Da settimane aveva promesso a tutti un racconto geniale e intrigante…e da settimane si era ritrovato solo con delle idee utili quanto il casco per un kamikaze.

Aveva anche pensato di fare una lista di freddure del tipo Sai quando servono le mie freddure? Quando fa caldo!, ma con tutta probabilità avrebbero scatenato un’ondata di suicidi di gruppo in tutta la città. Un’idea doveva trovarla!

Il giorno dopo, Cinzia e Xavier stavano passando un pomeriggio pomeriggio tranquillo…più che tranquillo…ad annoiarsi in compagnia. Non sapevano come passare il tempo. Studiare? Perché mai? L’avevano già fatto la settimana prima.
I due si guardarono e… non scoppiò la scintilla dell’amore. Volsero allora lo sguardo in giro e videro la televisione. Ma certo! Quella scatola piccola e strisciata (beh, sì erano studenti universitari, di certo non avevano un Lcd al Plasma…) poteva essere la soluzione ai suoi problemi! Di sicuro c’era qualcosa da prendere in giro in quel caos di gente rifatta e di sorrisi falsi da cui trarre una storia.
“Accendi, magari c’è qualcosa di guardabile!” disse Xavier. L’amica, controvoglia e conoscendo i gusti dell’altro, prese il telecomando sapendo già cosa sarebbe successo.
Fu un susseguirsi di sbuffi e di Noioso/Banale/Brutto/Vecchio/No/Cambia!, giusto per sottolineare l’originalità dei programmi.
Avevano cominciato con un telefilm in cui una donna in lacrime si disperava in un salotto bellissimo, tipico di ogni falsa casa americana. “Ma non ha significato niente per te quella notte?” “No, non gli importava nulla di te, sei pure grassa, cambia!”.
“Uuh guarda: fanno un approfondimento sul matrimonio di…”
“Potrebbero anche dirmi che lei è un uomo che non mi cambierebbe, prossimo!”
Quello che il canale seguente offriva era un gioco televisivo in cui si misurava l’intelligenza dei concorrenti.

“Bah, scommettiamo che vince la concorrente che porta almeno la sesta?” “E tu che problemi hai?” chiese Cinzia “Niente, solo che tu non potresti mai partecipare…cambia!”

Finirono su un telegiornale…e se qualcuno avesse voluto sapere cosa succedeva di male nel Mondo avrebbe dovuto sorbirsi prima un interessantissima digressione sull’ennesima settimana della Moda a Milano, passando poi per il gossip del momento, continuando con un avvincente servizio su quanto avrebbe fatto caldo in quel mese.

Passarono per un talk show in cui signore anziane e giovani aspiranti modelli, oltre a non fare niente, discutevano di quanto si sentissero toccati dall’estinzione dei panda.
Ritornarono su un gioco a premi.
“Anna, peccato hai appena perso 30.000 euro…” “Eh, i soldi non sono tutto…” “Già peccato che adesso uccideresti il conduttore, cambia!”
Sul televisore si materializzò l’immagine di una famiglia colma di gioia che camminava verso un caldo tramonto d’estate con una voce serafica che diceva Scegli la formula della felicità per la tua famiglia… “Ma hai mai visto famiglie saltare in un campo di grano senza che nessuno urli loro dietro? E Cambia!”
Dopo una serie di Inutile/La bellezza della Natura? Anche no!/Già visto/Scommettiamo che si innamorano e vincono la gara assieme?/Sport? È già tanto che mi alzi la mattina/Noioso/Non si vede, cambia/Il mondo va a rotoli e lo sappiamo/Non mi piace e un Troppo romantico, cambia! Cinzia prese la parola.
“Xavier, posso farti una domanda io?”
“Dimmi…”
“Lo sai che non abiti qui, vero?”

Era finita. Dopo aver cercato di prendere in giro ogni cosa politicamente scorretta, Xavier era ancora davanti ad una pagina vuota.
Non c’era altro da fare: avrebbe dovuto scrivere qualcosa di serio.

 

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Originario del Lido di Venezia, piccola striscia di sabbia tra la laguna e il mare, Luca è studente alla facoltà di Scienze Diplomatiche di Gorizia e spera costantemente che le sue storie (e quelle vere superano la finzione) possano allietare i lettori...

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