Nuovi sviluppi nella contesa del Kashmir

La Chief Minister degli Stati di Jammu e Kashmir, Mehbooba Mufti, incontra il PM Narendra Modi, 24 aprile 2017 (Credits: PMO India/Facebook)

Sembra raffreddarsi la situazione di tensione tra India e Pakistan per la contesa del Kashmir. Martedì 29 maggio le autorità militari indiane e quelle pakistane si sono infatti incontrate sulla Linea di Controllo, il confine che separa il kashmir indiano da quello pakistano, e hanno concordato di attuare pienamente l’accordo di cessate il fuoco raggiunto nel 2003, nonché di migliorare la tensione e di mantenere la pace locale.

La questione kashmira prosegue senza reale soluzione dal 1947, anno in cui India e Pakistan ottennero l’indipendenza in seguito alla fine della dominazione inglese sul subcontinente indiano. In quell’occasione, nonostante la maggioranza musulmana della popolazione, il maharajad locale induista decise di annettere il suo regno all’India, scatenando scontri e rivendicazioni da entrambe le parti. Da quel momento le ostilità tra i due paesi si sono protratte fino ai giorni nostri, in un confronto che sembra configurarsi ormai come uno dei più longevi della storia contemporanea.

Dopo essersi scontrati in due guerre per il controllo della regione, nel 2003 i due stati hanno convenuto di attuare un cessate il fuoco, che però è stato ripetutamente violato da entrambe le parti. L’escalation di tensione ha raggiunto il suo apice lo scorso anno, quando è stato registrato il record di violazioni dall’entrata in vigore dell’accordo. Inoltre l’India accusa il Pakistan di armare e addestrare i gruppi di ribelli musulmani, i quali chiedono che la regione venga annessa allo stato confinante oppure diventi un paese indipendente, un’accusa che Islamabad nega. La maggior parte dei kashmiri supporta la causa dei ribelli e partecipa anche a manifestazioni civili di piazza contro il controllo indiano.

La “Linea di Controllo” divide lo stato indiano del Jammu e Kashmir dai territori pakistani dell’Azad Kashmir e dei Territori del Nord (Credits: Wikipedia)

A peggiorare la situazione contribuisce anche l’assetto politico interno agli stati. Il Pakistan si appresta ad andare alle urne in un clima di forte incertezza e instabilità mentre l’India ha visto in questi anni la premiership di Narendra Modi, capo del partito nazionalista hindu Bharatiya Janata Party (Bjp) e noto per le sue posizioni anti-musulmane. Inoltre nelle ultime settimane entrambe le parti hanno avviato assalti di artiglieria attraverso la linea di controllo che divideva la regione. Ogni parte ha accusato l’altra di aver iniziato le ostilità in un continuo botta e risposta apparentemente senza via d’uscita.

A pagarne le spese e a rischiare di più sono soprattutto i civili. Dal lato indiano, i combattimenti hanno spinto persone dai villaggi lungo il confine e gli edifici governativi sono stati trasformati in rifugi temporanei. Le case sono state danneggiate e dozzine di scuole nei villaggi lungo la frontiera sono state chiuse. L’India ha dichiarato che 25 civili e 18 soldati sono stati uccisi quest’anno in oltre 800 violazioni di cessate il fuoco avviate dal Pakistan. Quest’ultimo ha accusato quest’anno le forze indiane di oltre 1.050 violazioni dell’accordo, provocando la morte di 28 civili.

L’accordo stretto tra le due parti lo scorso 29 maggio sembra aprire uno spiraglio di speranza nell’azione bellica. Gli eserciti dei due paesi hanno dichiarato che entrambe le parti “hanno accettato di intraprendere misure sincere per migliorare la situazione esistente, garantendo la pace ed evitando le sofferenze per i civili lungo i confini.

Hanno affermato inoltre che se si verificheranno violenze future nella regione contesa, “si eserciterà la moderazione e la questione verrà risolta attraverso l’utilizzo dei meccanismi esistenti di contatti telefonici e riunioni con le bandiere di confine a livello di comandanti locali“. Dopo mesi di aspre tensioni, il conflitto tra i due paesi sembra quindi placarsi e prospettare un maggiore dialogo futuro nella speranza, un giorno, di una pace definitiva.

About Giuseppina Matozza 4 Articles
Studentessa del primo anno al SID di Gorizia. Sono appassionata di letteratura, arte e animazione giapponese. Adoro viaggiare. Amo la scrittura in tutte le sue molteplici forme: dalla prosa alla poesia, dal giornalismo alla scrittura creativa. Felicissima di mettermi in gioco con Sconfinare.

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