OFF – Cantieri di Fotografia, intervista al curatore Alessandro Ruzzier

Giulia Iacolutti - It seems alive, 2013
Lara Trevisan - Cimitero ebraico, 2013

 

Sabato 30 novembre verrà inaugurata presso il Palazzo Altan a San Vito al tagliamento la mostra “OFF – Cantieri di fotografia | Territori Attuali”, organizzata dall’Associazione Culturale Grafite nell’ambito di Palinsesti, rassegna d’arte contemporanea giunta quest’anno alla sua ventiduesima edizione. La mostra esporrà i lavori di tre giovani fotografe emergenti ed è curata dall’artista Alessandro Ruzzier, che siamo andati a intervistare.

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 “OFF Cantieri di Fotografia”, perché avete scelto questo nome per la mostra?

La mostra si chiama così perché OFF è sempre stato il nome delle rassegne sviluppatesi a margine dei grandi eventi d’arte contemporanea. Penso ad esempio ad Arles Photo, che ha visto nascere una decina di anni fa la sezione Off, un’organizzazione parallela a quella principale e gestita autonomamente per dare spazio ai talenti emergenti. “Cantieri di Fotografia” perché il cantiere è un posto in cui si lavora insieme, dove tutto è in movimento. Questo progetto non è una semplice vetrina espositiva ma un laboratorio fotografico incentrato su un tema specifico.

Giulia Iacolutti - It seems alive, 2013

La mostra infatti non è allestita con opere già esistenti; ogni serie di fotografie è stata creata appositamente per l’edizione di quest’anno. Qual è stata l’ispirazione alla base di “Territori Attuali”?

Quest’anno mi è stato chiesto di collegare il tema della mostra a tre luoghi che sono stati utilizzati dall’Associazione Culturale Grafite per mettere in scena degli spettacoli teatrali. Ad ogni artista è stata assegnata un’area da indagare e sulla quale elaborare la propria parte di lavoro.  Si tratta di tre luoghi nei pressi di San Vito: l’Antico Complesso del Cragnutto, l’ex Caserma dall’Arma e l’Antico Cimitero ebraico. Quando mi hanno parlato di questi posti mi è subito venuta in mente l’opera del collettivo romano STALKER. Questo collettivo formato da artisti, architetti e sociologi ha studiato per anni i cosiddetti “luoghi dell’abbandono”, cioè gli spazi interstiziali creati dall’urbanizzazione spinta delle città. Riprendendo alcune teorie di Foucault hanno definito questi luoghi “Territori Attuali”. Peraltro, quello dell’abbandono, dell’archeologia industriale è un tema abusatissimo e vedevo già dietro l’angolo, come uno spettro, il pericolo di arenarsi nel fascino del decadente, che colpisce così spesso i fotografi. Noi, invece, abbiamo cercato di trovare uno sguardo attuale e quindi nuovi modi di raccontare le cose.

In quanto curatore hai avuto un ruolo di fondamentale importanza per la riuscita di questa iniziativa. Come ti sei comportato? Come siete giunti alla creazione delle opere esposte?

La condivisione delle idee è stato il fulcro e il motore di Cantieri. A questo scopo l’incontro con le ragazze ha avuto un’importanza fondamentale. Durante le giornate di lavoro, come nelle Residenze d’Artisti, abbiamo vissuto tutti assieme, dalla mattina alla sera. Abbiamo pranzato, cenato, dormito e fatto colazione insieme. Abbiamo condiviso i temi del lavoro fra di noi e con gli organizzatori di Palinsesti senza soluzione di continuità, cercando di sviscerarne gli aspetti critici. Ho cercato inoltre di stimolare le artiste a considerare l’aspetto finale delle opere in ogni fase del processo creativo, integrando le discussioni con delle letture. Da Franco Arminio a Calvino, a Ghirri: dai fotografi ai letterati ho suggerito alcuni testi che potessero fornire un supporto intellettuale ai processi creativi, accompagnando gli artisti nella scelta di un impianto di lavoro quanto più organico possibile. Quello che ho capito negli anni è che i curatori entrano nel merito di ciò che l’artista fa e indagano il perché delle sue scelte artistiche. Un bravo curatore, infatti, è in grado di capirti e consigliarti saggiamente.

Marina Ferretti - Close Range Photogrammetry, 2013

Infine, chi sono le ragazze che hanno partecipato e cosa possiamo aspettarci da questa edizione di OFF – Cantieri di Fotografia?

Esporranno le loro opere Marina Ferretti, Giulia Iacolutti e Lara Trevisan. La stampa delle fotografie è stata finanziata dal Comune di San Vito al Tagliamento. Queste stampe rimarranno poi di proprietà delle ragazze. Credo che sia importante, oggi più che mai, fornire anche sostegno economico agli artisti, soprattutto considerati i costi, talvolta elevati, della produzione del lavoro intellettuale. L’organizzazione nutre molte aspettative nei confronti della buona riuscita di OFF e sono sicuro che quest’anno non rimarranno affatto disattese. Sono molto soddisfatto del risultato che abbiamo ottenuto ed estendo a chiunque l’invito a visitare i Cantieri di Fotografia, nonché a partecipare alle selezioni per la prossima edizione di OFF.

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Sconfinare è il periodico creato dagli Studenti di Scienze Internazionali e Diplomatiche dell'Università degli Studi di Trieste - Polo di Gorizia. La firma "Redazione" indica comunicati, notizie e pubblicazioni speciali curate da un amministratore o da più autori.

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