Bellezze del territorio: il Palazzo Coronini Cronberg di Gorizia e il suo parco

Il palazzo Coronini Cronberg, ubicato a Gorizia in Viale XX Settembre e attualmente sede dell’omonima Fondazione, è stato edificato sul finire del XVI secolo per volere di Carlo Zengraf, segretario degli stati provinciali di Gorizia. Acquistato in seguito dagl Strassoldo, antica famiglia patrizia friulana di origini tedesche, che ivi si stabilirono tra il XVII e il XVIII secolo, e passato infine in mano ai Coronini durante il XIX secolo, l’edificio subì numerose modifiche e ristrutturazioni nel corso dei secoli, trasformandosi così da struttura simile a una casa-forte a residenza signorile ed elegante. La dimora dei Coronini ospitò inoltre, per breve tempo nel 1836, Carlo X di Borbone, re di Francia esiliato in un primo momento a Praga e in seguito a Gorizia (allora parte dell’Impero Austro-Ungarico), il quale morì di colera nel palazzo e venne sepolto nel Monastero di Castagnevizza. 

Attualmente, è possibile visitare circa una quindicina di sale all’interno del Palazzo, disposte su due piani: al piano terra, di chiaro gusto seicentesco, sono presenti, tra le varie sale, l’imponente atrio che mette in comunicazione il cortile esterno con le stanze interne, la sala da pranzo, dominata da una sfarzosa tavola imbandita con posate e piatti appartenuti ai conti e la biblioteca, dove è possibile ammirare mappamondi e alcuni dei libri posseduti dai Coronini, la quale riflette la passione dell’ultimo conte, Guglielmo Coronini (1905-1990), per il collezionismo d’arte, la storia e l’archivistica.

Al contrario, al primo piano (o piano nobile), lo stile predominante è quello settecentesco e ottocentesco: dalla camera da letto, ai salottini, fino al salone centrale dominato dai toni dell’oro e del rosa. All’interno di queste sale il mobilio, le fotografie, i ritratti, le porcellane di assoluta ricercatezza e sontuosità, raccontano l’intimità e la vita privata di Guglielmo, dei suoi due fratelli Nicoletta (1896-1984), scrittrice e filantropa animata da grande spirito caritatevole, e Francesco (1899-1964), e dei  loro genitori, i conti Carlo Coronini (1870-1944), pittore, e Olga Westphalen von Fürstenberg (1868-1958).

Oltre a specchiere, candelabri, argenteria, busti di personalità di spicco e oggetti appartenuti ai conti, è possibile osservare alcuni dipinti attribuiti a Pieter Rubens, pittore fiammingo in attività tra il Cinquecento e il Seicento – nonché autore di tele quali “Sansone e Dalila” contenuto alla National Gallery di Londra e “Le tre grazie”, ospitato al Museo del Prado di Madrid – e a Bernardo Strozzi, esponente del barocco italiano e autore di capolavori come “Carità di San Lorenzo” (contenuto nella chiesa di San Nicola da Tolentino di Venezia).

La dimora dei Coronini è circondata da un meraviglioso parco che si estende su circa cinque ettari ed è stato ideato dal conte Alfredo Coronini (1846-1920) – padre di Carlo e nonno di Guglielmo – come giardino all’inglese o parco paesaggistico, tipologia di giardino che si sviluppa nel corso del XVIII secolo e predilige l’accostamento di elementi naturali, come laghetti, cascate e grotte, a elementi antropici quali tempietti, rovine e ponti. All’interno del parco è infatti possibile scorgere un piccolo tempio in stile Liberty, alcune statue di ispirazione classica, un pergolato nascosto fra le palme, alcune specie esotiche quali il bambù e il cedro dell’Himalaya e alcune mediterranee, come il mirto. La disposizione delle piante, degli alberi e le modalità con cui gli elementi prettamente “umani” si inseriscono nel paesaggio creano un singolare connubio fra architettura e natura, offrendo al visitatore scenari di rara bellezza. 

Al momento all’interno del palazzo è possibile visitare la mostra “L’eredità russa dei conti Coronini. Opere d’arte e oggetti preziosi dall’impero degli zar”, incentrata sugli oggetti ereditati da parte di Olga Westphalen von Fürstenberg, madre dell’ultimo conte Coronini, dallo zio Edoardo Cassini, capo della Cancelleria delle cerimonie al servizio degli zar Alessandro III e Nicola II. L’esposizione offre non solo l’occasione di ammirare argenteria, gioielli, tele e oggetti d’epoca appartenuti a Edoardo Cassini e in seguito alla famiglia Coronini, ma delinea i profili di pensiero e azione della nobiltà russa tra Ottocento e Novecento, fino alla rivoluzione del 1917.L’eredità russa dei conti Coronini” è aperta al pubblico fino all’11 novembre. 

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