Pensieri misantropici di fine febbraio

Una passeggiata tra i campi e una triste scoperta: rifiuti abbandonati forse da automobilisti di passaggio

Vedere lattine spuntare come fiori tra l’erba provoca una sorta di dolore fisico. Vedere sacchi pieni di spazzatura invece provoca qualcosa di molto peggiore, perché va a stimolare precisamente quell’area del cervello addetta a speculazioni filosofiche sul genere umano. Speculazioni che puntualmente arrivano ad affermazioni hobbesiane prive di speranza.

Abitualmente per cose del genere si parla di inciviltà e di maleducazione. Lo si fa con un atteggiamento sdegnato ma tutto sommato leggero, come se a essere incivile fosse un bambino, o come se un’inciviltà così trascurabile non meritasse poi tanta attenzione.

Il semplice gesto di gettare una lattina su un prato sottintende molte cose.

Innanzitutto, il coraggio di trasgredire a una regola, elemento forse per lo più inconscio. Per questo primo punto, suggerirei al temerario di mangiarsela direttamente, la lattina, per provare il brivido di comportarsi davvero da outsider.
Poi c’è sicuramente la volontà di sentirsi potente, seppur in modo parecchio patetico. Testare la propria potenza su qualcosa di perfetto e immobile come un prato è ben poco onorevole.
Il terzo elemento è una vera e propria ignoranza caprina, ma non quella buonista e ottusa del “magari non lo sapeva che i rifiuti non si lasciano su un prato”; un’ignoranza ben più profonda. Una percezione settoriale della realtà, per la quale il principio fisico di azione-reazione ha implicazioni in un territorio isolato e ristretto.
Invece, con un tentativo appena meno caprino di astrazione, si può facilmente capire che non funziona così: ogni cosa che facciamo ha implicazioni per nulla trascurabili e per nulla ristrette.
Il quarto elemento è un vero e proprio disprezzo per l’altrui territorio. È esattamente lo stesso meccanismo per cui in Nigeria poco importa se alcuni rubinetti Shell gocciolano petrolio, morìe e cancro, tanto l’amministratore delegato vive con ogni agio lontano dall’inferno. Esattamente lo stesso, senza esagerazioni, i disvalori di fondo sono identici.

Invito i simpatici scaricatori di rifiuti a depositare la mercanzia direttamente nel loro salotto, tra il divano e la TV, dal momento che nutrono una tale avversione per i cassonetti e le ecopiazzole.

About Margherita Cogoi 24 Articles
aspirante giornalista-ma-forse-no-vediamo, pianista a tempo (teme) perso, si distingue per una carica idealistica morente e per un lancinante quanto discontinuo interesse per i soprusi del mondo intero. molto irritabile a causa e nei confronti delle cose inutili, ama scrivere o almeno provarci.

6 Comments on Pensieri misantropici di fine febbraio

  1. E’ difficile che ci sia un senso di «trasgredire le regole» o «una volontà di sentirsi potente». Secondo me, sono immigrati che, abitando in case abusive, non riescono a buttare la spazzatura. Ancora più difficile che siano rom perché non hanno la decenza di utilizzare i sacchetti della spazzatura, di solito.

    • a contatto con un minimo di realismo le mie belle supposizioni si indeboliscono alquanto :) sì, è possibile che siano immigrati. anche se una volta mi è capitato di vedere una mercedes fermarsi e scaricare un sacco ai lati della strada (non sono stata abbastanza sveglia da prendere il numero di targa), perciò non escluderei l’inciviltà ecc. ecc. poi chissà…!

  2. Di certo ci saranno anche dei goriziani «incivili», come tu scrivi. Però opto che siano delle persone poco stanziate nel territorio. Anche il più idiota dei goriziani sa due cose: 1) la presenza sproporzionata della polizia in città (le multe per abbandono dei rifiuti sono salatissime) 2) potrebbe capire i turni della raccolta della spazzatura nei vari quartieri, mentre gruppi di persone che abitano solo per qualche periodo all’anno no (non ne hanno il tempo o la voglia).
    Ti faccio un esempio. Se fossi uno scassinatore professionista rumeno, preferire girare a notte fonda per le villette del cremasco con una mercedes con targa italiana, piuttosto di una fiat panda con sigla «RO».
    Poi, è ovvio ci possono essere tante variabili. Mi posso sbagliare.
    Ho commentato il tuo articolo perché quando assisto a queste scene degradanti, ho la netta percezione (soprattutto in una città di confine) che ci sia dell’altro. Giusto filosofeggiare, ma ricordiamoci che non tutti hanno le nostre possibilità e i nostri valori da ceto medio italiano.

  3. guarda, non ho scritto dove le foto sono state scattate, ma il posto è in provincia di udine, in campagna e a ridosso di una grossa strada. perciò il punto 1) e il punto 2) non valgono, qui di polizia ce n’è ben poca -e poco volentieri andrebbe a controllare i cespugli. io tendo a evitare per principio di dare subito la colpa agli stranieri per due motivi: 1) perchè lo fa la maggior parte delle persone, e di solito sputa sentenze a caso; 2) perchè un sacco di persone, anche amici miei, buttano tranquillamente rifiuti ovunque, nei corsi d’acqua, per la strada ecc. con una naturalezza impressionante, e sono pure friulani da ceto medio. poi l’ardua sentenza non è compito nostro nè dei posteri, ma solo dell’idiota -italiano, rumeno, friulano che sia- responsabile.

  4. Mi dispiace che ci siamo mal compresi. Non se ti capita di fare la strada che porta all’università di Gorizia fino a casa rossa. Spesso nel boschetto laterale di questa strada si possono trovare dei sacchetti dell’immondizia. Io parlavo di questo caso (ma si potrebbe parlare di altre zone nel goriziano). Per quanto riguarda il tuo caso, sarebbe interessante capire chi mai potrebbe gettare i rifiuti in un campo. Perché qualcuno dovrebbe andare così lontano per lasciare dei sacchetti della spazzatura? non conosco né la zona e neppure il sistema di gestione dei rifiuti di Udine (dove ci dovrebbero essere i cassonetti, mentre a gorizia non ci sono). Quindi, non mi esprimo. Però ti chiedo: se ho il cassonetto vicino a casa, perché mai dovrei caricarli in auto e cercare un luogo per dove abbandonarli? sarebbe interessante capire questa cosa (e non stiamo parlando di batterie d’auto o di materassi: rifiuti più difficili da buttare però di chiara provenienza residenziale). E pensi che i tuoi amici che gettano rifiuti ovunque (immagino per pigrizia), sarebbero capaci di sbarazzarsi della spazzatura in un campo? non trovi che si possano mettere su due piani differenti?

  5. in provincia di udine non abbiamo i cassonetti vicino a casa, semplicemente perché non ci sono cassonetti visto che i rifiuti vengono raccolti casa per casa. Tuttavia il perché resta ignoto se si assume che sia spazzatura di residenti, anche se propongo l’ipotesi festa-e-chissà-cosa, vista la borsa apparentemente colma di lattine. Non nego però l’ipotesi nomadi. Comunque tra gettare i rifiuti in un torrente, in un bosco o in un campo non vedo differenza: è la medesima indifferente inciviltà.

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