Perdersi in un bicchiere d’acqua

Il fiume Isonzo (Credits: Club per l'UNESCO di Gorizia/Facebook)

– di Niccolò Del Porto*

La natura sa come risolvere i problemi, e non dobbiamo temere nel darle fiducia: questo è il messaggio della Giornata mondiale dell’acqua 2018, tenutasi il 22 marzo. Il tema scelto quest’anno dall’Assemblea è stato “Nature for Water”; l’obiettivo è quello di dimostrare che il modo più efficace di preservare le risorse idriche è quello di affidarsi a ciò che la Terra ci offre, così da favorire fenomeni (indiscutibilmente positivi) come la riforestazione, per prevenire fenomeni come la siccità, e, allo stesso tempo, riparare alla situazione allarmante che si delinea sempre di più, anche a causa dell’aumento esponenziale della popolazione globale.

La soluzione più evidente e produttiva è da ricercarsi proprio nella natura; sono gli ecosistemi danneggiati a togliere quantità enormi di acqua a disposizione della collettività, a discapito della qualità di vita collettiva e del livello di biodiversità presente sul Pianeta. Tra soli vent’anni, oltre cinque miliardi di persone rischiano di non avere abbastanza acqua a causa degli effetti dei cambiamenti climatici: le inondazioni potrebbero essere ad esempio contrastate con il ripristino programmatico degli ecosistemi fluviali o piantando boschi di mangrovie, volte a proteggere aree soggette a problemi del genere.

La scarsità di acqua, risorsa di primaria rilevanza nella vita biologica del Pianeta, potrebbe verosimilmente sfociare in conflitti per il controllo geopolitico di aree fertili; elemento che non può essere sottovalutato: se oggi gli scontri armati si combattono per motivi ideologici o economici, in un giorno non troppo lontano l’istinto di sopravvivenza della specie potrebbe non tardare a far scattare guerre per il predominio nell’ambito delle risorse idriche. Scopo della Giornata mondiale dell’acqua, istituita nel 1992 dall’ONU, è anche quello di ricordarci che non tutti hanno accesso all’acqua potabile; garantirla all’intera popolazione è uno degli obiettivi inseriti dalle Nazioni Unite nell’Agenda Globale per lo sviluppo sostenibile da raggiungere entro il 2030.

L’acqua è una componente essenziale dell’organismo umano, ricopre oltre il 70 per cento del nostro pianeta ed è essenziale alla vita di ogni essere vivente. I dati sono a dir poco allarmanti: ogni giorno 2,1 miliardi di persone vivono senza avere acqua utilizzabile nelle proprie case. Ad oggi, 783 milioni di persone non hanno la possibilità di usufruire liberamente dell’acqua potabile. Secondo i dati dell’UNICEF, ogni giorno circa 2000 bambini muoiono a causa di dissenteria provocata da acque contaminate e scarsa igiene. La malnutrizione infantile è causa di morte per il 35% dei bambini di età inferiore a 5 anni. Si stima che il 50% dei casi di malnutrizione sia correlato a dissenteria o infezioni intestinali causate da acqua non potabile o scarsa igiene. 2,5 miliardi di persone non hanno accesso a servizi igienici adeguati: si tratta del 35% della popolazione mondiale.

Il fiume Orange, tra Namibia e Sudafrica (Credits: Damien du Toit/Flickr)

Opposta la situazione nei paesi sviluppati, dove l’acqua viene costantemente sprecata. Da una sola doccia gocciolante si sprecano oltre duemila litri di acqua ogni anno. Singolare il fatto che il 12% della popolazione mondiale, principalmente nel mondo Occidentale, utilizzi l’85% delle fonti d’acqua.

Per quanto riguarda il nostro Paese, L’ISTAT ha commentato i dati riguardanti i consumi d’acqua degli italiani nel 2017 con preoccupazione, a causa di “un’eccezionale carenza di risorse idriche disponibili, soprattutto in alcune zone del Paese”; situazione non indifferente se analizzata insieme alla quantità di acqua pro capite utilizzata: il volume di acqua erogata agli utenti delle reti di distribuzione dell’acqua potabile dei comuni capoluogo di provincia è stato, nel 2015, pari a un consumo giornaliero di 245 litri per abitante. Un punto che assume un’importanza cruciale nell’ottica di salvaguardia del pianeta è legato al consumo di acqua in bottiglia, causa della produzione (potenzialmente evitabile) di plastica, e di CO2 a seguito del trasporto terrestre.

Nel 2016, 3 famiglie su 10 dichiarano di non fidarsi di bere acqua attinta direttamente dal rubinetto. Gli italiani hanno speso in media 10,27 euro al mese nel 2015 per l’acquisto di acqua minerale, cifra in crescita del 3,7% rispetto all’anno precedente. A proposito di cambiamenti climatici, L’Agenzia UE Ambiente ha stimato in 400 miliardi i danni accumulati dagli anni Ottanta ad oggi a seguito della perdita di ghiaccio sull’arco alpino, che corrisponde, in termini di volume d’acqua, a circa 4 volte la capacità del Lago Maggiore.

Nell’ottica di diffusione del tema e di sensibilizzazione a livello locale, il Club per l’UNESCO di Gorizia ha deciso di inaugurare il 22 Marzo un’installazione presso la Biblioteca Statale Isontina in onore del fiume Isonzo: il fiume che, non solo storicamente, ma anche da un punto di vista faunistico e naturalistico, ricopre un ruolo di singolare importanza. Tra le tante specie presenti è possibile ammirare anche alcuni esemplari di trota marmorata, ritenuta a rischio di estinzione, che vive proprio nelle acque trasparenti dell’alta Valle dell’Isonzo. Proprio per questo, sulla foce del fiume è stata istituita dal 1996 un’area naturale protetta nota come Riserva naturale della Foce dell’Isonzo, che si estende per oltre 3.600 ettari.

Un momento della presentazione della mostra alla BSI (Credits: Club per l’UNESCO di Gorizia/Facebook)

La mostra fotografica e bibliografica, in esposizione fino a Giovedì 29 Marzo, è composta da scatti dei fotografi dell’associazione “Isonzo Fiume d’Europa”, e da una selezione di titoli, gentilmente concessi dalla Biblioteca, che riflettono in maniera esaustiva tutte le sfaccettature di un fiume radicato nella cultura italiana grazie alla storia che l’ha reso celebre anche fuori dai confini nazionali, e alla sua peculiare biodiversità.

La Giornata Mondiale dell’Acqua, creata anche per favorire azioni di sensibilizzazione come quella proposta dal Club UNESCO di Gorizia, gioca un ruolo di fondamentale rilevanza per quanto riguarda la battaglia contro il sistema ultra-consumista e autodistruttivo che nella storia è andato delineandosi, e che contribuiamo ogni giorno a consolidare; è una battaglia che non possiamo permetterci di perdere, per il bene dei nostri figli e per le sorti del Pianeta.

Dobbiamo fidarci della natura, in grado di offrirci tutto ciò di cui abbiamo bisogno; bisogna sostituire il “grigio” caratteristico delle città moderne (principalmente a seguito delle rivoluzioni industriali dell’Ottocento), ritornando al “verde”, simbolo di una cultura considerata più rurale, bucolica, arcaica; in un mondo nel quale le città si stanno popolando a ritmi esasperanti, non vi è altro modo se non quello di sviluppare e applicare tecnologie che vadano a vantaggio della crescita ecosostenibile. I principali effetti, dovuti alle tendenze sociali umane, che il Pianeta si trova a dover affrontare oggi sono collegati gli uni agli altri: l’inquinamento ambientale, il surriscaldamento globale, l’innalzamento delle maree possono essere risolti attraverso l’introduzione a livello culturale di pratiche ecologiche più responsabili e mediante l’applicazione pratica di teorie volte a sopperire alla minaccia di uno sconvolgimento naturale.

*Niccolò Del Porto è membro della Sezione Giovani del Club dell’Unesco di Gorizia.

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Sconfinare è il periodico creato dagli Studenti di Scienze Internazionali e Diplomatiche dell'Università degli Studi di Trieste - Polo di Gorizia. La firma "Redazione" indica comunicati, notizie e pubblicazioni speciali curate da un amministratore o da più autori.

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