Persi & Perduti: UN CUENTO CHINO (2011)

Persi e Perduti

“UN CUENTO CHINO”

TITOLO: Un cuento chino
GENERE: Black Commedy
ANNO: 2011
SCENEGGIATURA: Sebastián Borensztein
REGIA: Sebastián Borensztein
ATTORI: Ricardo Darín, Muriel Santa Ana, Ignacio Huang
NAZIONE: Argentina
SCHEDA IMDB: http://www.imdb.com/title/tt1705786/
TRAILER: http://www.youtube.com/watch?v=onfIJVgS3Fo
IL MIO VOTO: 7/10

 

Un Cuento Chino oltre a essere “Un Racconto Cinese” è anche una storia piuttosto strana. Siamo in Argentina, nei dintorni di Buenos Aires. Roberto de Cesare (Ricardo Darìn, uno dei più famosi – e bravi – attori d’Argentina) è uno di quei tipici orsi di paese. Ha una ferreteria, una ferramenta, non parla quasi con nessuno, non ha legami. Abitudinario e meticoloso, tanto da contare i chiodi dentro le scatole che ordina e andare a dormire sempre alla stessa identica ora. Ogni giorno la stessa routine e due sole passioni: collezionare oggettini di cristallo in ricordo della madre scomparsa e leggere vecchi giornali internazionali, alla ricerca di notizie un po’ noir un po’ bizzarre. Della serie: “Durante un rapporto sessuale all’interno dell’auto, una coppia appassionata toglie per sbaglio il freno a mano ed entrambi muoiono precipitando dalla rupe in cui si erano appostati”.

La storia – e la vita – di Roberto però cambia quando ritrova uno sperduto e cinessismo ragazzo. Jun (Ignacio Huang) non sa la lingua, non capisce nemmeno i gesti e di certo Roberto non brilla per capacità relazionali. Ma l’argentino, d’origine italiana ed emigrante, ha in fondo un grande cuore d’oro e decide di soccorrere ed aiutare il cinese. Lo porta in ambasciata ma lì i due non trovano un grosso supporto. Ma grazie ai traduttori cinesi si iniziano a capire: Jun arriva dalla Cina, è in una situazione disperata e sta cercando lo zio, che dovrebbe abitare proprio a Buenos Aires. Comincia quindi la ricerca del fantomatico zio. Roberto, che sperava di liberarsi presto del “fardello cinese” dovrà fare i conti con un’altra realtà: lo zio è difficile da scovare, la città è grande e Jun, se abbandonato, non combinerebbe un accidente. Deve così, a poco a poco, farlo entrare nella sua vita, ospitandolo in casa, offrendogli un letto e del cibo.
La coppia inizia a conoscersi – seppur con fatica e incertezza. Ad aiutarli, poi, ci penserà anche la bella e ammaliante Mari (Muriel Santa Ana), la grande fiamma di Roberto, che in tutti i modi cercherà di addomesticare il burbero argentino e contemporaneamente sostenere Jun nella ricerca dello zio.

Una storia strana, ho detto appunto. Di due persone lontanissime anni luce che si incontrano e provano a conoscersi, con le difficoltà non solo dell’integrazione multi-culturale ma anche quelle legate ai differenti caratteri. Una storia divertente, dal ritmo piacevole e dalla recitazione, soprattutto di Darìn, molto buona. Che nasconde nella trama, grazie ad una “bizzarra e noir” clip iniziale, il più strano intreccio del destino. Un cuento chino, che non per niente in spagnolo significa “una bugia”, gioca e si diverte con i paradossi e con l’inverosimiglianza degli avvenimenti.
“Un argentino e un cinese uniti da una vacca che cade dal cielo” Non si potrebbe riassumere meglio questa trama.

Sebastián Borenzstein fa un buon lavoro, più in sceneggiatura che in regia. Non un masterpiece, certo, ma una piacevole visione appetibile forse anche in un mercato extra-argentino.

Aggiornamento novembre 2011: Il film ha vinto al Festival di Roma il premio “Marc’Aurelio” della giuria e premio “BNL” del pubblico.

 

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About Nicolas Lozito 75 Articles
Laureato in Scienze Internazionali Diplomatiche. Scrivo per Sconfinare dal 2010. Per un anno ho scritto di cinema sconosciuto con la rubrica Persi e Perduti, adesso ho preso una pausa di riflessione. Così ora parlo di università, Gorizia ma soprattutto America, anzi iMerica.

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