Il Presidente del Consiglio degli Studenti uscente, Piero Novél, si candida in ARDISS

Prosegue la nostra panoramica sui candidati per il Comitato degli Studenti dell’ARDiSS: abbiamo incontrato Piero Novél, di Muggia, candidato con Lista di Sinistra e già rappresentante di dipartimento al DSV (Dipartimento di Scienza della Vita), oltre che attuale Presidente del Consiglio degli Studenti.

Non sei alle prime armi con la rappresentanza studentesca: come nasce il tuo percorso “politico”?

“Sono studente al terzo anno di Scienze e Tecnologie Biologiche, che segue il curriculum di Scienze Biologiche, e mi sono candidato al primo anno come rappresentante di corso perché noi non avevamo alcuna formazione in ingresso e non avevamo tutela interna. È quindi nato il mio desiderio di ribaltare il piano della situazione; poi sono diventato rappresentate di dipartimento di Scienza della Vita. Quest’anno mi candido nuovamente per il dipartimento e per il Comitato regionale dell’ARDiSS.”

Quali saranno i punti del vostro programma che farai subito tuoi, una volta eletto?

“Saranno praticamente tutti, soprattutto quelli che riguardano il diritto allo studio, diviso in due parti: per quanto riguarda questo applicato all’ambito didattico, vogliamo agire con forte correlazione con le biblioteche, al fine di aumentarne il catalogo, informare dei loro servizi al fine di abbattere i costi per gli studenti; e vogliamo aprire sulla piattaforma moodle degli spazi autogestiti dagli studenti, per caricare dispense e tanto altro. Tutto ciò sarebbe di libero accesso, combattendo quella pratica odiosa del commercio degli appunti. Sul fronte opposto, porterò avanti la battaglia per i servizi erogati dal bando dell’ARDiSS: le mense, la casa dello studente, le borse di studio, i trasporti…”

E dal punto di vista dell’internazionalizzazione?

“Bisogna lavorare in modo puntuale nei dei dipartimenti, al fine di applicare delle politiche di vivibilità all’interno dei corsi di studi e della città in cui vive: non è che lo studente, quando esce dal luogo dove studia, smette di essere studente. Bisogna garantire degli spazi di socialità. Vogliamo agire inoltre sul piano delle borse di mobilità estera: le destinazioni e le borse sono limitate, quindi vogliamo ampliarle sia in un’ottica di maggior afflusso di fondi, sia di possibilità di scelta; inoltre le borse erogate non tengono conto del costo della vita nei vari Paesi: c’è un contributo forfettario per gli Stati europei ed extra-europei. Come sappiamo i costi della vita tra questi sono molto variegati tra di loro. Per incentivare l’internazionalizzazione, inoltre, vogliamo rendere pienamente accessibili questi bandi, spesso limitati dalla scarsa conoscenza della lingua: bisogna quindi mettere a disposizione dei corsi, abbattendone i costi.”

Per l’internazionalizzazione in entrata, c’è l’idea di rendere Trieste un polo attrattivo almeno per la zona adriatica?

“È essenziale creare sinergia tra i vari enti di ricerca e corsi di studio che questa città (Trieste, ndr) ospita. Il problema è proprio nella comunicazione.”

Per quanto riguarda le problematiche delle sedi distaccate?

“La nostra azione non può limitarsi alla sede centrale, perché gli studenti hanno diritto ad accendere a dei servizi a prescindere dal polo che frequentano. Le sedi decentrate devono tornare nell’agenda dell’ARDiSS e dell’ateneo: per esempio, il polo di San Giovanni (a Trieste, ndr) ospita pochi studenti ed è molto vicino all’università, ma ci sono comunque problemi. Ospita geologia, psicologia e biologia ambientale: non c’è uno spazio dove mangiare e i borsisti hanno una quota della borsa di studio bloccata che noi vogliamo monetizzare. Quindi loro pagherebbero il servizio mensa e convenzioni a seconda della propria quota Isee. Poi bisogna lavorare per una mensa, le convenzioni sono un palliativo in una situazione di emergenza. Poi il discorso va ampliato più in grande: sappiamo le difficoltà che ha Gorizia.”

La peculiarità di Lista di Sinistra è la posizione nello schieramento politico: temi che un possibile cambio di colore della Giunta regionale, alle elezioni del prossimo anno, possa essere un problema per il dialogo con le istituzioni locali?

“LdS si distingue per due cose: la connotazione politica, ossia avere degli obiettivi e perseguirli in maniera comune; e perché agisce sia a livello regionale, sia nazionale, in quanto facciamo parte di un’associazione studentesca più grande che si chiama “Link – coordinamento nazionale”. Abbiamo anche un coordinamento a livello regionale, in quanto abbiamo un collegamento con i rappresentati di Link Udine, che alle recenti elezioni (all’Università di Udine, ndr) alcuni di loro sono stati eletti anche in ARDiSS. Bisogna lavorare con le istituzioni a prescindere dal colore politico, portando avanti le istanze degli studenti e rendendoli partecipi dei processi che sono in atto. E poi lavorare in sinergia con Udine, che in passato si è visto che non è stato facile, ma puntiamo a ribaltare anche questo piano.”

Hai citato Link: avrà un peso nelle vostre decisioni interne o siete autonomi da quel punto di vista?

Questa è una bella domanda: noi facciamo parte di un coordinamento dove i vari territori si incontrano e discutono alla pari. Noi siamo del tutto autonomi: possiamo decidere quali campagne seguire e quali no. Possiamo inoltre avanzare delle proposte da portare avanti a livello nazionale: non c’è alcun pericolo, non c’è una linea d’azione partitica che dall’alto va verso il basso ma semmai è il contrario.

Tu sei Presidente del Consiglio degli Studenti, almeno fino alle nuove elezioni, e il tuo discorso di inizio anno accademico ha ricevuto critiche, tant’è che altre liste, come LAM e SiM, si sono dissociate. Questo può rappresentare un ostacolo per future sinergie tra le diverse liste?

“Il mio percorso come Presidente sta per esaurirsi, sono subentrato in un periodo di profonda crisi dell’organo e ho cercato di portarlo avanti anche nei momenti più difficili. Il discorso serviva per evidenziare degli argomenti che erano poco al centro della discussione, portandoli all’attualità. Dopo ciò, comunque, il lavoro con le altre liste c’è stato e continuerà ad esserci.”

Ma pensi che vada rivista la strutta del CdS? Perché si nota che, nel corso dei mesi, decadono molti rappresentati…

“Dovrebbe essere ripensata la composizione dell’organo, magari riducendone il numero di componenti con elezioni di secondo livello. Non abbiamo avuto le forze per farlo in questo mandato e parteciperò alla discussione futura su questo tema.”

About Timothy Dissegna 102 Articles
Studente classe '95 della Triennale al SID, udinese, arbitro di calcio. Amo leggere, ascoltare, il teatro. Cerco storie che parlino di persone e di frontiere dietro casa. Un futuro prossimo remoto nel giornalismo, collaboro con il Messaggero Veneto e Mangiatori di cervello. Se poi mi avanza tempo salverò il mondo, ma con calma.

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