Power Rankings NBA: Eastern Conference

Benvenuti nella nuova rubrica sportiva di Sconfinare! Passate l’estate a sperare ricominci presto la nuova stagione sportiva? Vi buttate in dissertazioni sul campionato uzbeko per compensare la mancanza di sport? Siete nel posto giusto. Negli ultimi anni, la National Basketball Association sta facendo sempre più proseliti grazie allo spettacolo che riesce a garantire e ad un format esclusivo: in quanti altri sport di squadra capita che (quasi) tutti i più grandi giocatori siano racchiusi nella stessa lega? A chiunque sia curioso di sapere di più, consiglio di seguire questa rubrica in cui durante l’anno approfondiremo meglio anche questo fantastico sport.

Nella notte tra lunedì e martedì, ore 02:00, Cleveland Cavaliers-New York Knicks aprirà questa nuova, entusiasmante stagione NBA e, personalmente, ricominceranno le notti insonne per poter seguire il maledetto fuso orario. Nei prossimi articoli spiegheremo meglio come funziona la National Basketball Association così da permettere a nuovi interessati di capire ed appassionarsi al Basket e alla sua variante americana. Quest’estate si sono ritirati contemporaneamente tre mostri sacri di questo sport: Kobe Bryant, Tim Duncan e Kevin Garnett. È inutile dire che molti di noi si stanno ancora asciugando le lacrime, ma sta per iniziare una nuova stagione e avremo tempo per parlarne abbondantemente di queste tre leggende.  Come primo articolo diamo un’occhiata al ranking delle 30 franchigie ai nastri di partenza, cominciando dalla Eastern Conference!

  1. Cleveland Cavaliers

Sono i campioni in carica e vorranno sicuramente ricominciare da dove hanno interrotto la scorsa stagione, vincendo. L’incredibile rimonta contro Golden State è ancora negli occhi di tutti, così come l’immensità delle prestazioni del Prescelto: Lebron James. Anche quest’anno tocca al Most Valuable Player delle scorse finali trascinare Cleveland verso un più che probabile primo posto nella Eastern Conference. I vassalli di King James sono rimasti quasi invariati: Irving pronto a continuare a dipingere basket dopo gli sfavillanti Playoff, Kevin Love e J.R. Smith, fresco di rinnovo contrattuale. Le cessioni di Mozgov e Dellavedova e il ritiro di Mo Williams potrebbero pesare, ma gli arrivi di Andersen e Dunleavy proveranno a non farli rimpiangere. In ogni caso, difficile non vedere questi Cavs come leader della Eastern Conference.

boston

  1. Boston Celtics

Ed ecco la mia prima sorpresa, i Celtics addirittura secondi? Assolutamente si. Vengono da una stagione sorprendente e con gli arrivi di Gerald Green e, soprattutto, Al Horford risolvono diverse lacune che non hanno permesso la scorsa stagione di andare oltre gara 6 del primo turno Playoff, contro Atlanta. Brad Stevens in panchina è una certezza. Secondo me saranno i primi rivali di Cleveland e a fine stagione li troveremo subito dietro.

toronto

  1. Toronto Raptors

Toronto, l’unica squadra canadese della lega, è reduce dall’impresa di raggiungere per la prima volta le finali della Eastern Conference. Rispetto allo scorso anno, credo abbiano indebolito la panchina e questo è il motivo della scelta di posizionarli subito dopo Boston. Le partenze di Scola, Johnson e di un Biyombo che tanto bene aveva fatto negli ultimi Playoff, non sono state rimpiazzate a dovere visto l’arrivo dei soli Sullinger e Singler. I leader della squadra sono Lowry e Derozan (quest’ultimo nell’anno del rinnovo contrattuale) che dovranno elevare le loro prestazioni ancora troppo altalenanti. Nel complesso, Toronto rimane una certezza ad Est e anche quest’anno lotterà per i primi posti.

xharlotte

  1. Charlotte Hornets

Ed ecco la seconda sopresa della Eastern Conference, Charlotte col fattore campo ai Playoff. Vengono da una sconfitta in gara 7 contro Miami al primo turno e le scelte estive di questi Hornets mi sono piaciute molto. Hanno perso Lin, Al Jefferson e Lee, sostituendoli col nostro Marco Belinelli, Hibbert e Ramon Session. Ma l’acquisto migliore dell’estate è il recupero di Michael Kidd-Gilchrist dai problemi alla spalla che l’hanno tenuto fermo ai box tutta la passata stagione. L’aggiunta di Hibbert e il recupero di Kidd-Gilchrist mi fa pensare che saranno una delle difese più arcigne della Eastern Conference e, se il leader tecnico Kemba Walker continuerà nella sua crescita, prepariamoci per vedere delle sorprese a Charlotte.

atlanta

  1. Atlanta Hawks

Welcome back, Superman. Il ritorno di Dwight Howard ad A-town è stata una delle notizie più discusse dell’estate NBA. L’anno scorso hanno ceduto in semifinale contro la schiacciasassi Cleveland e quest’anno si presentano ai nastri di partenza senza Al Horford e Jeff Teague, due dei leader degli ultimi anni. Sapranno la promozione di Schroeder a playmaker titolare e l’arrivo di Horford compensare le partenze estive? Ad Atlanta ci sperano, anche se a me qualche dubbio sulla tenuta fisica e mentale di Superman rimane.

indiana

  1. Indiana Pacers

Non lo so, sono un simpatizzante Pacers e credo nelle scelte di Larry Legend, ma a Indianapolis sembra abbiano deciso di rinunciare a ogni buon difensore per riempirsi di attaccanti. Dalle mie parti si dice che l’attacco venda i biglietti, ma sono le difese a vincere i campionati quindi qualche dubbio rimane. Indiana ha perso i tre Hill (George, Jordan e Solomon), Mahinmi, Lawson e, soprattutto, Coach Vogel rimpiazzati da ottimi attaccanti come Teague, Big Al, Brooks e Thaddeus Young sotto la guida di Coach McMillan e della superstar Paul George. Credo che inizialmente faranno fatica a trovare la quadratura, ma we believe in you, Paul George!

bulls

  1. Chicago Bulls

Nella Windy City è successo di tutto quest’estate. Dopo le partenze di Noah, Pau Gasol, Brooks, Dunleavy e del figlio di Chicago Derrick Rose, i tifosi si aspettavano una stagione all’insegna dell’altalenanza e dello sviluppo dei giovani del roster. Invece eccoci qui ad ottobre in preda alle perplessità. Ai Bulls la free agency è stata scioccante, sono arrivati in modo inaspettato Robin Lopez, Rajon Rondo, Carter-Williams e il figliol prodigo: Dwyane Wade. Non sembra un roster costruito benissimo, ma l’indubbia qualità dei singoli li rende inevitabilmente una mina vagante ad Est. Siamo tutti curiosi di vedere dove potranno arrivare questi Bulls.

knicks

  1. New York Knicks

Ed ecco la più grande incognita di questa Eastern Conference. Prima di scrivere questi power rankings non ho fatto altro che pensare: “ma dove li metto questi Knicks?”. La risposta a questa domanda è estremamente complessa, io ho deciso di provare a dargli fiducia. A New York è evidente vogliano vincere e Carmelo Anthony si meriterebbe pure un roster all’altezza. L’anno scorso abbiamo ammirato la sorpresa Kristaps Porzingis, rookie lituano dall’enorme potenzialità e attorno al quale si può costruire qualcosa di buono. Se a questo aggiungiamo gli arrivi di Derrick Rose, Noah, Courtney Lee e Brandon Jennings, risulta difficile non inserirli tra le prime otto che disputeranno i Playoff. Il problema infortuni appare come un’ombra spettrale dietro questa squadra, ma se i big riuscissero a rimanere integri ne vedremo delle belle a Gotham.

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  1. Detroit Pistons

Ve lo dico subito, anche io sono dispiaciuto di lasciare la truppa di Van Gundy fuori dai Playoff, ma qualcuno dovrà rinunciarci e, al netto di infortuni, secondo me saranno i Pistons. In free agency non si sono visti grossi movimenti e questo non è detto sia un male. L’arrivo di Ish Smith è aria fresca per il backcourt considerando l’infortunio che terrà Reggie Jackson lontano dai campi per i primi tempi. Se Drummond e Jackson trascinassero ancora la squadra e i giovani Johnson e Caldwell-Pope continuassero a migliorare, non mi stupirei di vedere Motown scalare qualche posizione in ottica Playoff.

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  1. Milwaukee Bucks

Ma solo a me questi Bucks fanno impazzire? Si, è vero, l’infortunio di Middleton (fuori tutta la stagione) toglie uno dei pochi tiratori a roster, ma questa squadra sarà una di quelle da vedere sempre ogni qualvolta ne capiterà l’occasione. Serviranno congiunzioni astrali per portare la squadra di Kidd ai Playoff, ma il divertimento è assicurato. È un team strano: sono tutti straordinariamente lunghi, sono tutti straordinariamente giovani, c’è una carenza pazzesca di tiratori e sulla carta sono quasi tutti grandi difensori. Quest’anno, la cessione di Carter-Williams e l’arrivo di Dellavedova significheranno Giannis “The Greek Freak” Antetokounmpo, ala di 2,11 m., a portar palla e solo questo vale il prezzo del biglietto. Se a questo aggiungiamo il potenziale di Parker e gli arrivi di Teletovic e Terry, oltre all’idolissimo Beasley, ad un roster  già interessante, non posso che dirvi: rimanete svegli e guardate giocare questi enormi ragazzini. Non escludo soprese nel Wisconsin!

orlando

  1. Orlando Magic

Nella NBA tradizionale si gioca in 5: due guardie, due ali e un centro. A Orlando no. I Magic hanno deciso di essere enormi. Il miglior acquisto, secondo me, è l’arrivo di Coach Vogel e dalla free agency Orlando ha aggiunto a roster delle certezze come Jeff Green, Biyombo e Ibaka per sopperire alle partenze di Oladipo, Ilyasova e Jennings. Che questa squadra sia piena di ottimi difensori non c’è dubbio, ma personalmente li vedo ancora un poco indietro nelle gerarchie della Eastern Conference, visti anche i pochi punti nelle mani del quintetto titolare. Ad ogni modo, con Ibaka e Biyombo sarà un problema entrare nel pitturato e il congolese naturalizzato spagnolo giura che quest’anno sono pronti a stupire. Si corre il rischio che siano sottovalutati come Portland lo scorso anno, sta a questi ragazzoni provare a sorprendere.

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  1. Washington Wizards

Non ci sono stati grossi cambiamenti a Washington quest’anno. Dalla free agency sembrava dovesse arrivare Kevin Durant, idolo di casa, ma poi sappiamo tutti come è andata. A parte la partenza di Nene, il roster non si discosta molto da quello dell’anno scorso. L’arrivo di Mahinmi garantisce solidità sotto il tabellone e c’è stato qualche cambio nella panchina della capitale. I dubbi più grandi derivano dalle condizioni fisiche delle due stelle della squadra, John Wall e Bradley Beal e dalla loro chemistry che lo stesso Wall ha recentemente messo in dubbio. Mi aspetto un anno difficile a Washington.

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  1. Miami Heat

Ed eccoci arrivati ai grandi delusi della free agency 2016. A Miami è successo l’impensabile quest’estate: l’addio del leader Dwyane Wade e l’esclusione dal roster per problemi di salute di Chris Bosh. A questo aggiungiamo le partenze di Deng, Green e Joe Johnson e l’arrivo di un sacco di reietti (si Dion Waters, parlo proprio con te) e discreti giocatori e la fine sembra scontata: gli Heat fuori dai Playoff. Con Dragic, Whiteside e Winslow nulla è impossibile, ma i dubbi sulla tenuta fisica dei primi due non mi permettono di metterli oltre il tredicesimo posto.

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  1. Philadephia 76ers

Ebbene sì, per la prima volta dopo anni mi sento di dire che Philadelphia non sarà il fanalino di coda della Eastern Conference. La franchigia in continua ricostruzione che ha fatto imbarazzare la lega negli ultimi anni è finalmente arrivata ad un buon punto di partenza. La prima scelta all’ultimo draft ha portato in dote un Ben Simmons che gli addetti ai lavori definiscono come il giocatore più simile a Lebron James dopo Lebron James. Sempre dal draft sono arrivati Dario Saric, giovane seguito alle scorse olimpiadi con la Croazia, e Sergio Rodriguez (ancora tu, ma non dovevamo vederci più?) dal Real Madrid.  Avremmo modo di ammirare anche Joel Embiid, dopo due anni di infortuni che hanno messo in dubbio il futuro di questo giovane prospetto e, vedendolo in pre-season, direi che sarà una grande sorpresa questa stagione. Nella città dell’amore fraterno si respira finalmente aria di speranza quindi in bocca al lupo a questo gruppo giovanissimo e che il destino vi trovi sempre forti e degni.

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  1. Brooklin Nets

Avete presente il film “Le Riserve”? Con Keanu Reeves ad interpretare il Quarterback di un improbabile squadra di scappati di casa? Bene, i Nets di quest’anno ne sono la versione NBA. Durante l’ultima free agency sono di più i giocatori arrivati rispetto a quelli già presenti nel roster. Solo alcuni nomi: Anthony Bennet, Jeremy Lin, Luis Scola, Jorge Gutiérrez e chi più ne ha, più ne metta. Difficile non metterli in ultima posizione, ma non escludo che Brooklin quest’anno sia più interessante di quell’insieme di giocatori mescolati casualmente che furono gli stessi Nets l’anno scorso. Nominata ufficialmente squadra simpatia 2016/2017.

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Qui trovate la classifica per la Western Conference!

About Beghelli Alessandro 17 Articles
25. Italiano di nascita, europeo per fortuna. Studente appassionato di Lazio, sport, musica, libri, relazioni internazionali e un sacco di altre cose, se avessi tempo.

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