Power Rankings NBA: Western Conference

Continua da Power Rankings NBA: Eastern Conference, per la serie di articoli dedicati alla National Basketball Association statunitense!

 

  1. Golden State Warriors

Come si fa a rendere più forte una squadra che l’anno precedente ha fatto il record di vittorie in stagione? La risposta è Kevin Durant. KD rende gli Warriors una compagine devastante nella Western Conference e credo sarà difficile non vederli al primo posto a fine stagione. L’unico motivo di dubbio è forse la panchina, totalmente rivoluzionata durante l’estate. Le partenze di Barnes, Bogut, Ezeli, Barbosa, Rush e Speights prima o poi si faranno sentire, ma che importa quando hai Durantola?

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  1. San Antonio Spurs

Gli Spurs sono sempre una certezza, ogni anno, comunque vada, li vedi sempre giocarsi il titolo. Una delle più grandi ali di tutti i tempi si è appena ritirata e Duncan mancherà a questa lega immensamente, ma è stato sostituito da Pau Gasol che a proposito di vittorie non è certo l’ultimo arrivato. Non ci sono stati grandi cambiamenti durante la free agency e sotto la saggia guida del Maestro Popovich sono certo anche quest’anno gli Spurs si giocheranno il titolo fino all’ultimo.

clippers

  1. Los Angeles Clippers

Riusciranno mai i Clippers a non autodistruggersi poco prima delle Finals? Alcuni ritengono sia stata scagliata una maledizione su Chris Paul & soci, ma l’incredibile serie di eventi che ogni anno impedisce a questa franchigia di giocarsi il titolo potrebbe sembrare quasi comica. Se i Clippers, durante i Playoff sono forse in preda ad una macumba, non lo si può di certo dire per la Regular Season, qui non si possono avere dubbi: sono la terza forza a ovest. Paul Pierce ha annunciato che giocherà la sua ultima stagione e credo che lui, come tutto il team, voglia togliersi più di qualche sassolino e lasciare tutte le forze rimaste in campo. Le mosse estive sono state molto saggie, non stravolgendo un roster già molto forte e potenziando la panchina. Che sia l’anno buono? Riparliamone a maggio, intanto guardiamoli macinar vittorie.

portland

  1. Portland Trail Blazers

Voglio premettere un particolare: sono tifosissimo Trail Blazers. Durante questi power rankings ho cercato di essere estremamente razionale con loro e non riesco a vederli oltre la quarta posizione. L’anno scorso tutti hanno sottovalutato la squadra di Coach Stotts e hanno fatto ricredere chiunque, cedendo solo alla corazzata Warriors al secondo turno dopo una stagione grandiosa. Damian Lillard è il Lìder Maximo della squadra, McCollum cresce in maniera esponenziale e la squadra è stata costruita molto bene dal General Manager Neil Olshey. La free agency ha portato nella Rip City ottimi role players come Ezeli, Napier e il grande acquisto dell’estate, quel Evan Turner che tutti i tifosi sperano sorprenda come Aminu la scorsa stagione. Le potenzialità in questa franchigia ci sono eccome e la grande abilità di coach Stotts di gestire il gruppo li eleva a quarta forza ad ovest. I Playoff non sembrano essere in dubbio e a quel punto è meglio stare attenti… It’s Dame Time!

utah

  1. Utah Jazz

Si, lo so bene, tutti vi starete chiedendo: è forse uno scherzo? Starà scrivendo questi power rankings ubriaco? Ho avuto talmente tanti dubbi che sono stato costretto a consultare power rankings e articoli di opinionisti più affermati del sottoscritto e le risposte che ho avuto sono state scioccanti: non ho bevuto e c’è chi addirittura posiziona Utah alla quarta posizione a ovest. Ora cerchiamo tutti di tranquillizzarci e guardare con razionalità il roster di Utah. Ma quanto talento hanno questi? Hayward, Gobert, Favors, Hood, il ritorno di Exum e chi più ne ha più ne metta. A questo aggiungiamo che dalla free agency sono arrivate delle certezze di esperienza come George Hill, Boris Diaw e Joe Johnson e il gioco è fatto. Io ve lo dico, quest’anno i Jazz se non subiranno infortuni devastanti o altri strani episodi inspiegabili (si Blake Griffin, parlo di te che fai a botte col magazziniere), saranno la sorpresa della stagione. Magari mi starò sbagliando, magari a fine anno sarò costretto a rimangiarmi tutto, ma questi sono davvero forti. Quindi mi rivolgo a tutti quelli che come me pensano che faranno una grande stagione, diciamolo tutti insieme: Non siamo ubriachi.

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  1. Oklahoma City Thunder

Opinione di molti: questa estate i Thunder hanno perso Durant e Ibaka, rimpiazzati da Oladipo e Ilyasova quindi faranno una pessima stagione e mancheranno i Playoff. Bene, ora guardatevi qualche partita di pre-season e osservate bene gli occhi di Russel Westbrook. Questo ha il fuoco dentro, il numero “0” gioca come se fosse una questione di vita o di morte; mi sento abbastanza sicuro per dire che la guardia ex UCLA quest’anno farà qualcosa che verrà tramandato ai posteri, nel bene o nel male. Si, magari sarà un one-man show, ma la rabbia e la voglia di rivalsa di questo straordinario talento non farà perdere i Playoff a Oklahoma City. Il roster non è profondissimo e sicuramente incontreranno diversi problemi durante questa regular season, ma vedrete che l’indemoniato Russel lo rivedremo anche in post-season e tutti, in fondo al cuore, speriamo incontri gli Warriors sul suo cammino.

memphis

  1. Memphis Grizzlies

A diifferenza delle prime sei posizioni della lista, di cui mi sento abbastanza sicuro, dalla settima ho incontrato qualche problema. Le prossime quattro squadre le vedo come intercambiabili in base ad infortuni o situazioni varie. Alla settima posizione scelgo Memphis perché è una squadra arcigna, difesa solida, giocatori d’esperienza e due fuoriclasse come Marc Gasol e il giocatore più pagato della lega, quel Mike Conley che in molti hanno provato quest’estate a sottrarre alla città del Blues. La free agency ha portato in dote un ottimo giocatore come Chandler Parsons e qualche utile role player. Memphis si giocherà la presenza ai Playoff fino all’ultimo e credo che la caparbietà del team di Coach Fizdale li premierà.

houston

  1. Houston Rockets

Se aveste letto il power ranking della Eastern Conference, vi ricorderete di Indiana che ha preferito l’attacco alla difesa. Bene, confronto a Houston quelli di Indianapolis sono solo dei novellini. Non venite a Houston se cercate estri difensivi. È stato preso un coach offensivo come Mike D’Antoni, free agents offensivi come Ryan Anderson, Eric Gordon e Nene, e il capitano Harden è stato spostato da guardia a playmaker. I Rockets quest’anno saranno sicuramente tra le 5 peggiori difese della lega e dubito subiranno meno di 100 punti a partita, ma hanno un attacco fenomenale e se Harden riuscisse a far girare palla ogni tanto, Houston la rivedremo anche ai Playoff. A chiunque interessi poco delle virtù difensive e voglia solo vedere una quantità scellerata di tiri presi, bè, benvenuti a Houston.

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  1. Dallas Mavericks

“Last Man Standing”, Dirk Nowitzki è l’ultimo fuoriclasse rimasto della golden generation di quel basket NBA che ci ha fatto appassionare nell’ultima decade. Ormai Wunder Dirk è statico come una solida quercia, non fa più su e giù dal campo (lo ha mai fatto?) ed è, come è sempre stato, un telepass in difesa. Eppure, nonostante tutto questo, alzi la mano chiunque guardi una partita di Nowitzki e non esulti come un bambino guardando quella poesia che è il suo one-legged fadeaway. Spettacolare, l’arte applicata allo sport. Detto questo, vedo Dallas subito dietro nella corsa per i Playoff soprattutto per la non eccellente tenuta fisica dei sui giocatori più importanti. Harrison Barnes è stato sicuramente un ottimo acquisto, ma Bogut è un altro di quei giocatori tendenti all’infortunio come lo sono i vari Nowitzki, Matthews e Williams. Se le costellazioni dovessero allinearsi e a Dallas non vedessimo infortuni, la compagine texana la rivedremo come ogni anno ai Playoff. In bocca al lupo Dallas e godiamoci ogni singolo istante del più forte giocatore europeo che abbia mai calcato un campo NBA.

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  1. Minnesota Timberwolves

Credo che alla fine i giovanissimi Timberwolves andranno ai Playoff. In NBA normalmente la gioventù non paga, ma in questa franchigia il talento è davvero troppo e sotto la guida di un maestro come Coach Thibodeau nulla è impossibile. Sono stato costretto a metterli decimi per il semplice fatto che, sulla carta, nel combattutissimo ovest di compagini talentuose ne abbiamo davvero molte e come detto, la gioventù difficilmente paga. Il fattore infortuni delle squadre trattate sopra, però, potrebbe sorprendentemente riportare ai Playoff la franchigia del Minnesota dopo 13 anni. Il ritiro di Big Ticket Garnett fa scendere lacrime in tutti i suoi fan, ma Karl-Anthony Towns sembra pronto a prenderne l’eredità. Il draft ha portato in dote uno dei prospetti più interessanti, quel Kris Dunn che avrà un grande playmaker come Rubio da cui imparare. Se a questo aggiungiamo un Wiggins in rampa di lancio, lo Slam Dunk Champion Zach LaVine e i vari Dieng, Muhammad e Payne, a Minnesota si sogna ad occhi aperti.

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  1. New Orleans Pelicans

Come è possibile che un giocatore disumano come Anthony Davis non riesca a portare la propria squadra ai Playoff? Colpa degli infortuni che hanno attanagliato la franchigia di New Orleans e di un progetto tecnico più che discutibile. Quest’anno non rivedremo Ryan Anderson ed Eric Gordon sulle rive del Mississippi, sostituiti da Terrence Jones e un prospetto da seguire come Buddy Hield che si candida a diventare la spalla di Davis. La stagione dei Pelicans dipenderà molto anche da come si inseriranno i nuovi acquisti, sempre sperando di riuscire a vedere Davis per un’intera stagione. Al momento il roster non sembra abbastanza profondo per ambire ai Playoff, ma meglio non dare nulla per scontato quando hai The Brow dalla tua parte.

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  1. Sacramento Kings

“Lord give me the strenght” Questo il messaggio scritto da Demarcus Cousins su Twitter la notte del draft, e come dargli torto. Le scelte di Sacramento negli ultimi anni hanno reso gli addetti ai lavori quantomeno perplessi. Se il draft è stato avaro di emozioni, non lo si può dire dell’estate dei Kings.  Il Golden 1 Center, nuovo palazzetto di Sacramento, è pronto ad essere inaugurato e dalla free agency sono arrivati buoni elementi come Lawson, Afflalo e Barnes per allungare il roster a disposizione del nuovo coach David Joerger, ex Memphis. Ciononostante, la coperta sembra ancora corta a Sacramento ed ipotizzarli ai Playoff risulta proibitivo.

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  1. Denver Nuggets

“Una sola stagione” È quello che tutti i tifosi del nostro Danilo Gallinari chiedono, una sola stagione priva di infortuni per ribadire tutto il talento di cui ha disposizione. Attorno a Danilo la squadra sembra costruita con un senso logico. Di prospetti dal grande potenziale ne troviamo in abbondanza: i vari Jokic, Murray e Mudiay possono dire la loro in questa lega, serve solo tempo per aspettarli crescere affinché si possa ambire ad un ritorno ai Playoff. Al momento sembra improbabile un loro approdo in post-season e una buona scelta al prossimo draft appare inevitabile.

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  1. Los Angeles Lakers

“Mamba out” Si conclude così l’ultima stagione di Kobe Bryant alla guida dei Los Angeles Lakers, uno dei più grandi giocatori mai scesi su un parquet. Alcuni di noi stanno ancora soffocando qualche singhiozzo, ma è tempo di guardare avanti. Il futuro sembra roseo a Los Angeles: Russell, Clarkson, Randle e l’ultimo arrivato dal Draft, Brandon Ingram sono tutti giocatori con un grande futuro assicurato, ma per il momento sembra difficile una buona stagione per questi Lakers. Calderon, Deng e Mozgov, arrivati quest’estate dalla free agency, potranno dare una mano, soprattutto nello sviluppo dei giovani talenti, ma a Los Angeles quello che serve è la pazienza di non stravolgere un roster che tra qualche anno li candiderà di certo a contendenti per il titolo.

phoenix

  1. Phoenix Suns

Come a Los Angeles, sponda Lakers, i giovani talenti proprio non mancano. Ai vari Bledsoe, Warren, Len e la sopresa della scorsa stagione, Devin Booker, si aggiungono elementi molto interessanti pescati al draft della scorsa estate: Dragan Bender, Marquese Chriss e il mio personale pupillo Tyler Ulis. Anche a Phoenix il mantra è sempre lo stesso: pazienza. Se al roster fosse permesso di crescere, nei prossimi anni ritroveremo finalmente i Suns a lottare per il titolo. Pazienza.

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25. Italiano di nascita, europeo per fortuna. Studente appassionato di Lazio, sport, musica, libri, relazioni internazionali e un sacco di altre cose, se avessi tempo.

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