P&P: CHILLERAMA (2011)

Persi & Perduti:
«CHILLERAMA»

TITOLO: Chillerama
GENERE: Horror/Commedy
ANNO: 2011
SCENEGGIATURA: Adam Rifkin, Tim Sullivan, Adam Green, Joe Lynch
REGIA: Adam Rifkin, Tim Sullivan, Adam Green, Joe Lynch
ATTORI: Adam Rifkin, Sarah Mutch, Ray Wise..
NAZIONE: Usa
SCHEDA IMDB: http://www.imdb.it/title/tt1727252/
TRAILER: http://www.youtube.com/watch?v=if_xwXWvx8c
IL MIO VOTO: 10/10

 


Genitori dei vostri figli, persone con la coscienza pulita, innocenti e bambini, vi do qualche riga per decidere di non leggere questa recensione. Sul serio. Meglio per tutti.

Chillerama è la summa del peggio del cinema. L’apice del baratro. È il film che avrei voluto scrivere io.
Perchè è stupido, c’è il sangue (blu fosforescente poi!), le tette, la merda, lo sperma, l’omosessualità e tutta l’insensatezza necessaria per entrare nell’olimpo dei film cult di Persi & Perduti.
È il nerdgasmo per eccellenza.
Un colpo di fulmine già dalla prima clip: un tizio va in cimitero, apre la tombadella moglie defunta e si apre la zip: «Here’s to you, baby. Ten years of misery, Salanche. You never did like taking it on the face», che ho il pudore di non tradurre. Ma non va come dovrebbe e la moglie, come è ovvio che accada, torna in vita e zzaaam, glielo stacca a morsi. Schizzi di sangue blu fosforescente ovunque!
Lo sventurato se ne scappa via. È tardi al lavoro e si dirige subito lì. Lavora in un cinema Drive-in.

Che ti aspetti ora da un film così? Che il tipo sia stato infettato da qualche strana malattia e la passi a tutti scatenando uno zombimonio.
E invece no, perchè la storia mette in secondo piano l’infezione del sangue blu e si concentra sulla serata del Drive-in. Per la precisione, è l’ultima grande serata prima che il proprietario Cecil Kaufman (Richard Riehle) chiuda la baracca. È un fanatico di B-Movies e vuole proiettare 4 rarissime, storiche e mai viste pellicole di genere.
Ecco l’aspetto geniale di Chillerama. Invece di vederti un film solo, te ne vedi 4, forse 5. Perchè tutte le pellicole che il baffuto Kaufman vuole proiettare sono scritte e girate dagli stessi autori del film (Adam Rifkin, Tim Sullivan, Adam Green, Joe Lynch) che quindi trasformano Chillerama in un’antologia più che un film vero e proprio. 4 pellicole dentro la pellicola ispirate ai grandi generi di una volta, passando per i mostri giapponesi ai teenage movie anni 60, al mockumentary e l’horror della prima metà del secolo.

Se siete arrivati fino qui a leggere, immagino siate curiosi di sapere i titoli. Andiamo?

Il primo è Wadzilla (che mi sento libero di tradurre in Spermozilla) di Adam Rifkin.
Anni 50, Ny City; Miles (lo stesso Rifkin) è un povero ragazzo che non solo ha lo sperma debole, ma anche unico. L’idea del suo dottore è quello di potenziare quell’unico spermino che produce, senza quindi puntare a produrne tanti. Gli prescrive una medicina, lo Spermupermine, non ancora testata. Indovinate? Dolori lancinanti ogni volta che gli viene il durello e uno sperma enorme che una volta espulso…distruggerà New York!
Rock’n’roll. I venti minuti più belli della mia vita.

Il secondo B-movie è I Was A Teenager Werebear (=Ero un orso mannaro teenager) di Tim Sullivan.
A metà tra musical anni ’60 e Twilight (ohh che follia!) viene raccontata la storia di un bel ragazzo che, stufo della morosa, inizia a sentire un certo sentimento per le persone dello stesso sesso. Tra una canzone e l’altra conosce un gruppo di bikers cattivi e misteriosi che non solo sono omosessuali, ma anche.. orsi mannari! Neanche a dirlo, per la trasformazione non serve la luna piena, ma è sufficente che qualcuno li sodomizzi! Non per niente Bear nel panorama gay significa «un omone grande e grosso con un sacco di peli».

E ragazzi, siamo ancora a metà.

Il terzo corto è The Diary of Anne Frankenstein di Adam Green. In bianco e nero, in tedesco, con la famiglia Frank che non solo deve scappare dai nazisti ma anche dal passato. Il nonno Frankenstein, infatti, è quello degli esperimenti sui cadaveri e loro se ne vergognano a tal punto che si sono dovuti troncare il cognome. Hitler (l’attore che lo recita è l’unico del cast a non sapere il tedesco quindi parla una lingua tutta inventata favolosa) vuole impadronirsi delle carte di Frankestein, così da potere creare un mostro capace di distruggere tutti i nemici. Piomba in casa Frank, uccide tutti e ritorna al laboratorio con la sua infedele fidanzata. Qui prende vita il mostro, ma Hitler non sa ancora come si comporterà. Destino vuole che il mostro sia ebreo, con tanto di basette abboccolate e menorah in mano, e che decida di vendicarsi pesantemente.
Alla faccia della giornata della memoria!

Il quarto corto è per palati raffinati e stomaci forti, si intitola Deathication. Lo presenta il grandissimo stimatissimo illustrissimo regista di fama internazionale Fernando Phagbeefy, che lo racconta come il film più spaventoso della storia, così tanto che «it will rape you with your own feces» (no, non lo traduco!). Il film, non per niente, parla e mostra solo cacca. In tutte le salse, i modi e le direzioni.

Putroppo però, dopo pochi minuti si interrompe perchè nel drive-in ormai quasi tutti sono diventati zombie bluastri (ricordate la scena iniziale con la sposa cadavere?) e quindi parte il 5° “film”, che in realtà è quello che accade agli spettatori dei precedenti film. Il titolo è Zom-B-Movie, ed è uno scontro titanico uomini vs. zombie dove i primi sparano e uccidono; gli altri invece si mordono, inchiappettano e azzuffano selvaggiamente (e si sente pure l’iper-cult Wilhelm scream).

Ecco, queste sono le due ore di Chillerama. Un grande omaggio al passato, una spassossissima presa in giro di tutto e tutti ed una grandiosa sfida: mostrare tutto in un colpo quello che mai avevamo visto in una solo film.

È un mumbo jumbo di malattie clebrali, fissazioni e morbosità, tutte trasposte su pellicola.
Chillerama è il livello sucessivo. Chillerama è la nuova bibbia.

About Nicolas Lozito 80 Articles
Laureato in Scienze Internazionali Diplomatiche. Scrivo per Sconfinare dal 2010. Per un anno ho scritto di cinema sconosciuto con la rubrica Persi e Perduti, adesso ho preso una pausa di riflessione. Così ora parlo di università, Gorizia ma soprattutto America, anzi iMerica.

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