Premio èStoria 2018: intervista ad Alessandro Barbero

Alessandro Barbero riceve il premio èStoria. (Credits: facebook)

Alessandro Barbero è il vincitore del premio èStoria 2018, evento organizzato ormai da quattordici anni dall’associazione culturale èStoria a Gorizia. Quest’anno la manifestazione ha avuto sede dal 17 al 20 maggio e ha coinvolto molti enti e associazioni del territorio. Storico e docente universitario, Barbero è specializzato in storia militare e del Medioevo. Conosciuto al grande pubblico grazie al successo delle sue collaborazioni con Rai Storia, è stato premiato per il carisma e la dedizione con cui riesce a divulgare una materia molto spesso definita ostica e noiosa. Durante il dialogo con Andrea Zannini, Barbero ha sdrammatizzato il momento di grande emozione e ha chiarito alcuni dubbi e risposto alle domande.

Abbiamo deciso, grazie anche alla sua grande disponibilità, di approfondire alcuni dei temi che sono emersi, tra cui il suo rapporto con la scuola e quello con i mass media; inoltre, ci siamo soffermati sul ruolo della storia in questo periodo e sulle manipolazioni che di essa si possono fare. La comunicazione è fondamentale: non tutti sono in grado di  trasmettere un messaggio chiaro e semplice, senza scivolare in banalizzazioni inutili. Le persone hanno voglia e necessità di comprendere il passato e di elaborare una propria idea sul presente.

Secondo Lei, parlare sempre più di storia può essere un sintomo di insofferenza verso il presente, portando le persone a fossilizzarsi sul passato per non affrontare il presente?

Direi proprio di no. Per chi fa il mio mestiere è chiaro che la principale utilità della storia è di aiutarci a capire meglio il presente, o comunque la vita; e credo che molti di quelli che vengono ad ascoltarci o ci leggono abbiano la stessa consapevolezza. Poi, certo, per molti altri è solo una passione e un divertimento; ma proprio come la musica, l’arte o la letteratura, è un divertimento che arricchisce, non un passatempo banale, e mi sembra molto ingiusto che solo a chi si interessa di storia si debba obiettare che lo fa per sfuggire al presente, cosa che, mi pare, non si obietta mai, che so, a un appassionato di musica!

Avrebbe mai immaginato di riscontrare così tanto interesse in un pubblico così trasversale?

No: è un fenomeno che è nato quando io facevo già questo mestiere da tanto tempo, e si è sviluppato per gradi – i libri rivolti al grande pubblico, la tv, poi i festival e le lezioni di storia – e quindi ho avuto modo di misurarne la crescita con stupore!

La tenda Erodoto al completo per un intervento del Prof. Barbero sul Medioevo a èStoria 2018. (Credits: facebook)

Molti l’hanno conosciuta attraverso la televisione. Qual è il suo rapporto con questo strumento divulgativo che riesce a indirizzare i gusti delle persone?

La televisione si può fare in tanti modi diversi; l’unica cosa che accomuna tutti i prodotti televisivi è che bisogna semplificare estremamente il linguaggio. Io non amo particolarmente farla e non ne farei mai in quantità maggiore rispetto a ora, anche se mi è stato proposto; però non posso neppure dire che mi pesi, anche perché lavorando con la RAI ho sempre incontrato persone belle, competenti e appassionate.

Anche se molte volte ha ribadito che decifrare il presente attraverso gli strumenti dello storico è un compito molto arduo, vorrei farle un’ultima domanda. La mitizzazione di epoche passate, la ripresa di eventi anche lontanissimi nel tempo, come può influenzare il dibattito politico presente? La storia che ruolo può avere nel 2018?

Il dibattito politico presente è di un livello così basso che la storia non può in alcun modo influenzarlo. Ma se a qualche politico venisse in mente di usare la storia, beninteso mitizzata, come argomento specioso, be’, proprio per quello sarebbe importante aver creato nel pubblico un minimo di coscienza critica, tale da permettere di riconoscere le strumentalizzazioni.

Il professor Barbero è più volte intervenuto al festival, concedendosi anche per autografi e foto con i lettori. La passione per la divulgazione e la capacità di trasmettere la storia ha fatto sì che sempre più persone abbiano voglia di conoscere il passato per cercare di comprendere il presente e porre buone basi per il futuro. Ed è anche grazie a lui che molti giovani si avvicinano e approfondiscono questa materia attraverso la curiosità che li spinge a ragionare e a trovare i collegamenti giusti.

Consegna del premio èStoria ad Alessandro Barbero

Alessandro Barbero riceve il premio èStoria. Subito dopo, dialogherà con Andrea Zannini di divulgazione storica.

Pubblicato da Associazione Culturale èStoria su sabato 19 maggio 2018

 

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Studentessa di Scienze Internazionali e Diplomatiche, sono appassionata di storia ma soprattutto di storie. Adoro leggere, specialmente in lingua originale. Mi interesso di teatro, seguo la stagione del Teatro Verdi di Gorizia.

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