Premio UNESCO a Giusi Nicolini, donna di pace

Ci sono le donne. E poi ci sono le Donne Donne”, scriveva Alda Merini.

E Giusi Nicolini è una Donna Donna senza ombra di dubbio. Coraggiosa, tenace e determinata, è lo specchio di un’Italia che crede nei valori della pace, dell’umanità e dell’accoglienza. Una donna del genere alla guida di un’isola come Lampedusa, approdo da secoli di marinai e migranti, non può che essere un faro in mezzo al diffondersi a macchia d’olio di odio e indifferenza.

Anche per questo motivo, la giuria Félix Houphouët-Boigny del premio UNESCO per la Pace ha deciso, lo scorso 19 aprile, di premiare Giuseppina Nicolini, meglio conosciuta come Giusi Nicolini, sindaco di Lampedusa dal 2012, perché “Si è distinta per la sua grande umanità e il suo impegno costante nella gestione della crisi dei rifugiati”. Oltre al sindaco, è stata premiata anche l’ONG francese SOS Méditerranée.

A partire dal 1989, il premio è un importante riconoscimento per tutti coloro che si impegnano con tutte le forze nella ricerca della pace: persone, organizzazioni o istituzioni. Negli anni, era già stato assegnato, tra gli altri, anche a Nelson Mandela e Yasser Arafat.

Giusi Nicolini è nata e cresciuta a Lampedusa ed è sempre stata in prima linea per difendere la sua isola, valorizzandola dal punto di vista territoriale e lottando contro ogni tipo di speculazione. All’età di 23 anni è stata eletta vice-sindaco e ha continuato a portare avanti con coraggio e determinazione le sue idee, non avendo paura neanche delle minacce che con il tempo ha ricevuto.

Nel 2012 è stata eletta sindaco dell’isola e la sua priorità è subito stata quella dell’accoglienza ai migranti che, se fortunati in barca o altrimenti a nuoto, arrivavano sull’isola. Ha preso a cuore la questione migranti tanto da mandare forti segnali dal basso anche ai piani alti dell’Unione Europea. Dopo la tragedia del 3 ottobre 2013, che ha visto oltre trecento migranti morti annegati al largo dell’isola, Giusi Nicolini ha fatto un toccante e pungente discorso ai vertici dell’Unione Europea, in cui chiedeva a gran voce e senza filtri una nuova legge europea in materia di accoglienza, asilo e immigrazione.

In passato, la Fondazione Città Sindaci le ha assegnato il premio come miglior sindaco nel 2014, mentre nel 2015 ha ricevuto il Premio della Pace di Stoccarda.

Questo premio è un grande onore per me, per Lampedusa e per i lampedusani. Ma soprattutto è un tributo alla memoria delle tante vittime della tratta di esseri umani nel Mediterraneo. In un momento in cui c’è chi chiude le frontiere e alza muri parlando di una invasione che non c’è, essere premiati con questa motivazione ci fa sperare in una Europa solidale, dove l’umanità non è sparita. È su questi valori, su questi principi che si fonda l’Europa. Diversamente rischiamo di naufragare anche noi insieme a profughi e migranti che tentano di attraversare il Mediterraneo”, ha commentato Giusi Nicolini durante la premiazione.

Dedico questo premio a tutti coloro che il mare non sono riusciti ad attraversarlo perché ci sono rimasti dentro e in questo momento mi sento proprio di dedicarlo a Gabriele del Grande. Lui è stato il primo a contare i morti nel Mediterraneo. Adesso è prigioniero in Turchia, pretendo che il governo del nostro paese riporti a casa presto Gabriele”, ha concluso poi il sindaco.

Un importante riconoscimento che, con certezza, non sarà solo un trofeo da appendere al muro, ma soprattutto carburante per non smettere mai di impegnarsi.

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