Quando la Storia non va come invece dovrebbe: l’ucronia

Fatherland è un romanzo giallo fantapolitico del 1992, bestseller mondiale, opera dello scrittore e giornalista britannico Robert Harris.

di Francesco Lizzi

Che la storia non si faccia con i “se” e con i “ma” è risaputo; ciononostante troppo spesso, anche nella vita quotidiana, c’interroghiamo su cosa sarebbe potuto succedere se una decisione avesse prevalso su un’altra, o se un’azione avesse avuto ripercussioni differenti.

Sembra quasi che l’uomo tenti in tutti i modi di creare dei “finali alternativi”, lieti o drammatici, che possano allietare o disturbare i suoi pensieri nello scorrere degli eventi. E’ naturale quindi trovare, in prossimità di scambi ferroviari del lungo binario dove lento ed inesorabile transita il treno della realtà dei fatti, una seconda linea sulla quale sferraglia una locomotiva che si alimenta di (più o meno) verosimili ipotesi storiche; si tratta del binario dell’ucronia, o “storia alternativa”, che in campo letterario è caratterizzato da numerose “stazioni”.

Fatherland è un romanzo giallo fantapolitico del 1992, bestseller mondiale, opera dello scrittore e giornalista britannico Robert Harris.

Questo genere è difficilmente attribuibile ad un determinato periodo storico in quanto scritti ucronici sono rintracciabili già a partire dall’età classica:  nel 27 a.C. Tito Livio, in un brano contenuto nella sua opera “Ab Urbe condita”, ipotizza una possibile espansione dell’impero macedone guidato da Alessandro Magno ad Ovest, anzichè ad Est. Le caratteristiche principali che accomunano queste opere non sono quindi di tipo cronologico, bensì di natura grammaticale poiché solo grazie alla presenza, sia implicita che esplicita, della particella grammaticale “se”, la narrazione può prendere il via. Nella maggior parte dei casi essa riguarda un tema tanto caro alla razza umana come la guerra e, in particolare, la seconda guerra mondiale con le sue conseguenze che spesso hanno sollecitato la mente di grandi autori ucronici.

A questo proposito, cosa sarebbe successo se la Germania nazista avesse vinto la seconda Weltkrieg? Una possibilità fin troppo remota per i più, ma non per Robert Harris, giornalista britannico autore del romanzo Fatherland. Il racconto è la storia di un ispettore tedesco della Kriminalpolizei (polizia giudiziaria tedesca), Xavier March, il quale deve risolvere il caso più spinoso della sua vita in un Mondo spaccato in due tra gli stati assoggettati al Reich e tra quelli influenzati dagli Stati Uniti. Uno stato di guerra perenne attanaglia gli Urali e il compleanno di Hitler è diventato festa nazionale nella nazione tedesca. La trama è inserita nella Berlino anni ‘60, in giorni di grande fermento che precedono la visita del Presidente americano J.F. Kennedy nella capitale tedesca. March, nell’indagare su un omicidio apparentemente anonimo, si imbatte in un mistero che rischia di destabilizzare dalle fondamenta il Reich e tutti i suoi capi supremi che cercano in ogni modo di celare le proprie malefatte.

Seguendo la stessa riga, e se l’Italia fascista non si fosse mai alleata con la

L'inattesa piega degli eventi è un romanzo del 2008 scritto da Enrico Brizzi e pubblicato per la prima volta dalla casa editrice Baldini Castoldi Dalai.

Germania e avesse portato a termine la tanto ambita creazione di un “impero”? Questo scenario è descritto nel romanzo L’inattesa piega degli eventi di Enrico Brizziil cui protagonista, Lorenzo Pellegrini, è un giornalista sportivo per il giornale “Stadio”. Oltre al calcio, la sua grande passione sono le donne, che ama illudere e quindi abbandonare. Questo “hobby” gli si ritorce però contro in seguito ad una relazione con la figlia del direttore del giornale per cui lavora che, scoperta, gli costa una spedizione punitiva nel corno d’Africa dove Pellegrini è incaricato di seguire il campionato di calcio dell’”Africa italiana”, il cui vincitore disputerà a Roma un torneo con altre squadre delle “Repubbliche” soggiogate dal tricolore. Gli eventi si susseguono in un’Italia in crisi, che vede il proprio leader Mussolini spegnersi pian piano e con grandi incertezze per il futuro, dovute non solo alla mancanza di un successore in grado di garantire stabilità, ma anche a causa dell’azione di movimenti anti-fascisti soprattutto in Etiopia e in Somalia alla vigilia delle Olimpiadi di Roma del 1960.

L’ucronia non si configura pertanto come semplice fantapolitica o geopolitica alternativa, dal momento che le sue basi e gli spunti da cui si sviluppa sono sotto ogni punto di vista storicamente esatti, bensì, è il loro svolgimento che fa sferragliare il treno verso orizzonti inimmaginabili.

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