Quarant’anni di punk rock con i Ramones, i ragazzacci di Forrest Hills

Il 23 Aprile 1976, esattamente quarant’anni fa, il debutto musicale dei padri del punk rock, i Ramones, figli della ribellione musicale di New York, la “città che non dorme mai”.


Hey Ho! Let’s Go” e “Gabba Gabba Hey!” i gridi di battaglia, volto coperto dai lunghi capelli e la frangia pesante, jeans strappati, giacca di pelle, t-shirt stravaganti e scarpe da ginnastica, Joey, Johnny, Tommy e Dee Dee, tutti con esperienze musicali alle spalle, iniziano nel 1974, ottenendo il primo ingaggio al Performance’s Studio, deludente. Non si abbattono e continuano a provare, cambiano formazione (Tommy, inizialmente manager del gruppo, diventa percussionista, inventando un personale stile di batteria del 4/4) ed ecco, finalmente, il primo singolo, Judy Is a Punk. Cominciano a farsi conoscere e decidono di adottare come cognome d’arte Ramone, per donare maggiore compattezza alla band e, tra alti e bassi, riescono a conquistare centinaia di spettatori, nonostante le esibizioni fossero molto brevi e ripetitive (una volta terminati i brani a disposizione, infatti, ricominciavano da capo per diverse volte). La benedizione arriva nel 1976, anno in cui gli sconosciuti quattro ragazzi fanno da spalla a Johnny Winter: un disastro, dovuto al pubblico ostile, che però li consacrerà presto nel panorama musicale, ottenendo recensioni positive dalla rivista Rolling Stone e Village Voice. L’anno successivo arriva il primo contratto con la Sire Records. Finalmente, il 23 Aprile 1976, a registrazione conclusa, viene lanciato sul mercato “Ramones”, il primo, ufficiale disco della band. Spendono duemila dollari per scattare foto per la copertina che doveva essere “accattivante”. Gli scatti finiscono nel cestino e salta fuori un’immagine di Roberta Bayley che ritrae i ragazzi davanti a un muro di mattoni: quello che cercavano. Con la vendita di circa cinquemila copie, raggiungono la posizione numero 111 nella US Album Chart. Definiti presto i “salvatori del rock’n’roll”, i Ramones ottengono grande successo soprattutto in Inghilterra e, nel 1977, esce il secondo album, “Leave Home”, dopo pochissimo tempo di lavorazione. Proprio per questo, nonostante contenesse alcuni tra i brani più famosi della band, ottenne successo solo con la rappresentazione live dei pezzi. La cosiddetta “trilogia dei Ramones” si conclude con la pubblicazione del terzo album “Rocket to Russia”, datato 1977.

Alla fine degli anni Settanta, i Ramones risentono della competizione con i Sex Pistols, che, però, si scioglieranno di lì a breve, e di alcune recensioni fortemente negative, nonostante siano apparentemente baciati dalla dea Musica. Ben presto, però, la tossicodipendenza di Dee Dee e la crescente insofferenza di Tommy per lo stile di vita non conforme alla sua indole più tranquilla, portano quest’ultimo ad abbandonare il ruolo di batterista, sostituito da Marky Ramone. Nasce Road To Ruin, con tonalità iù acustiche, inedite per la band dai suoni duri, decisi, brevi. Allo scarso successo di questo, segue End of the Century, nel 1980, l’album più controverso e rigettato dai fan, ma che viene decretato come miglior album della band. Quelli che seguono l’uscita dell’album sono gli anni più difficili per i Ramones, soprattutto a causa della forte personalità di Johnny e al continuo cambio generazionale delle punk-band.

Le relazioni tra Johnny e Joey diventano sempre più tese: il motivo è Linda, l’ex ragazza di Joey che presto sposerà Johnny creando un muro invalicabile tra i due musicisti. Più tardi Marky verrà allontanato a causa dei problemi con l’alcool e sostituito da Richie. Nel 1983 Johnny subisce un delicato intervento alla testa in seguito a una lite; l’episodio ricompatterà il gruppo  con l’uscita del Too Tough To Die, nel 1984. È il rilancio della band, che prosegue spedita l’ascesa verso il firmamento delle grandi star del punk rock. Nel 1989 Dee Dee abbandona il gruppo per intraprendere la carriera solita con il nome Dee Dee King; viene sostituito da C.J. Ramone, ex marine. Dopo la ripresa dell’attività, nel 1995, con l’album ¡Adios Amigos!, presagio dell’imminente scioglimento. Nel 2001 Joey Ramone muore a causa di un linfoma e nel Marzo 2002 la band entra ufficialmente nella Rock and Roll Hall of Fame. Nello stesso anno, alcuni mesi dopo, Dee Dee muore per overdose di eroina, nel 2004 è la volta di Johnny Ramone che passa a miglior vita a causa di un tumore alla prostata e, nel 2014, a chiudere il cerchio è Tommy.

Testi minimalisti, ai limiti del delirio verbale, che affrontano i più caldi temi giovanili, dalle droghe alla violenza, fino al sesso. Brani di pochi minuti, semplici accordi, orecchiabili, violenti, spesso elementari. Non mancano riferimenti a regimi totalitari che gli hanno donato l’appellativo di band “nazista”, anche se, in realtà, sono reflussi dei ricordi di alcuni membri della band, eredi di famiglie ebraiche sfuggite alla guerra.
I Ramones hanno senza dubbio aperto le porte alla generazione punk, configurandosi come una delle band più influenti nella storia del rock. Una vera e propria rivoluzione musicale quella compiuta negli anni Settanta dai quattro ragazzi di Forrest Hills; nella loro eccentrica essenzialità, sono diventati un modello a cui si è fatto ricorso per intraprendere nuove strade nel rock. Promotori dell’anti-look, una fumettistica esagerazione della realtà, diedero vita a qualcosa di nuovo e mai visto prima, nel tentativo di recuperare le radici profonde della tradizione rock che, negli anni Settanta, sembrava aver perso la vitalità originaria.

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